Papa Francesco e le Beatitudini nella festa di Ognissanti

1 novembre 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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Com’è tradizione, la lettura del Vangelo nella messa del giorno di Ognissanti, mercoledì 1° novembre, ci riporta al Discorso della Montagna e in particolare alla parte iniziale, in cui Gesù ammaestra i discepoli enunciando le Beatitudini (Matteo 5, 1-12). Questa pagina del Vangelo di Matteo si adatta al 1° novembre perché tutti siamo “chiamati” alla santità e, come discepoli di Cristo, dobbiamo rendere visibili, concreti, i versetti di quel discorso. 

Le Beatitudini sono sentenze con cui Gesù sottolinea il contrasto tra vita terrena e vita “futura”. Chi fissa il suo obiettivo nella vita in questo mondo perderà la vita eterna, che invece sarà raggiunta da chi “punta” all’eternità, anche se in terra patirà fatiche e dolori.

Papa Francesco cita spesso le Beatitudini. Le ha definite “carta d’identità del cristiano” e ha detto: «La parola “beati” è come un ritornello che ricorda la chiamata del Signore a percorrere con lui una strada che, nonostante le sfide, è la via della vera felicità». Rileggiamole, dunque, “arricchite” dalle riflessioni del Santo Padre.

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. «Il povero in spirito è colui che non si ribella, ma sa essere umile, disponibile alla grazia di Dio. E la felicità dei poveri in spirito ha una duplice dimensione: nei confronti dei beni materiali, che vanno utilizzati con sobrietà, e nella lode a Dio e all’amore col quale ha creato noi e il mondo».  (Angelus, 29 gennaio 2017)

Beati gli afflitti, perché saranno consolati. «ll mondo ci dice che gioia, felicità e divertimento sono il bello della vita. Non vuole piangere: preferisce ignorare le situazioni dolorose… Ma solo chi vede le cose come sono e piange nel suo cuore, è felice e sarà consolato. Con la consolazione di Gesù, non con quella del mondo». (Omelia in Casa Santa Marta, 9 giugno 2014)

Beati i miti, perché erediteranno la Terra. «Gesù dice di se stesso: “Imparate da me che sono mite e umile di cuore”. Dunque la mitezza è un modo di essere che ci avvicina tanto a Gesù». (Casa Santa Marta, 6 giugno 2016)

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. «La realtà mostra quanto sia facile entrare nelle cricche della corruzione, di quella politica dove tutto è “affari”. Quanta gente soffre per queste ingiustizie! Gesù dice: beati quelli che lottano contro queste ingiustizie». (Casa Santa Marta, 9 giugno 2014)

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. «Siamo un “esercito” di perdonati! Tutti siamo stati perdonati! E perciò è beato quello che va per questa strada del perdono». (Casa Santa Marta, 9 giugno 2014)

Beati i puri di cuore perché vedranno Dio. «Ognuno di noi deve imparare a discernere ciò che può “inquinare” il suo cuore e deve formarsi una coscienza retta e sensibile, capace di discernere la volontà di Dio». (Messaggio per la XXX Giornata mondiale della Gioventù, 31 gennaio 2015)

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. «È tanto comune essere “operatori di guerre” o almeno “operatori di malintesi”: è il mondo delle chiacchiere. Questa gente che chiacchiera non fa pace: sono nemici della pace, non sono beati». (Casa Santa Marta, 9 giugno 2014)

Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. «Povertà, afflizioni, umiliazioni, lotta per la giustizia, persecuzioni e tante altre sfide sono presenti nella nostra vita. Ma se apriamo la porta a Gesù, se condividiamo con lui gioie e dolori, sperimenteremo una pace e una gioia che solo Dio, amore infinito, può dare». (Messaggio per la XXIX Giornata mondiale della Gioventù, 21 gennaio 2014)

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. «Numerosi fratelli e sorelle offrono la testimonianza di Gesù e sono perseguitati: cristiani che non possono neppure avere la Bibbia con sé, che non possono fare il segno della Croce… Questa è la strada di Gesù. Ma è una strada gioiosa, perché il Signore non ci mette mai alla prova più di quanto noi possiamo sopportare». (Casa Santa Marta, 4 marzo 2014)

LE NUOVE BEATITUDINI DI PAPA FRANCESCO

Alla messa di Ognissanti del 2016 il Papa ha detto: «Siamo chiamati a essere beati affrontando dolori e angosce del nostro tempo con l’amore di Gesù». E ha indicato questi «nuovi argomenti»: 

«Beati coloro che sopportano con fede i mali che altri infliggono loro e perdonano di cuore»

«Beati coloro che guardano negli occhi gli scartati e gli emarginati mostrando loro vicinanza»

«Beati coloro che proteggono e curano la “casa comune”»

«Beati coloro che riconoscono Dio in ogni persona e lottano perché anche altri lo scoprano»

«Beati coloro che rinunciano al proprio benessere per il bene degli altri»

«Beati coloro che pregano e lavorano per la piena comunione dei cristiani»

di Enzo Caffarelli

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