Papa Francesco e i doni per i poveri

19 dicembre 2014 Foto e video story

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(credits: Agf)

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I poveri non possono attendere. Perciò la giornata dell’elemosiniere di papa Francesco, monsignor Konrad Krajewski, inizia molto presto al mattino. L’appuntamento con Il mio Papa è fissato per le 8 presso l’Elemosineria, un piccolo ufficio dentro la Città del Vaticano, a due passi dall’entrata di Porta Sant’Anna.

Il braccio del Papa per i poveri 
L’ingresso è un po’ nascosto da un arco: nessuno immaginerebbe che lì dietro c’è il cuore della Chiesa di papa Francesco. Il centro delle preoccupazioni e dell’affetto del Pontefice: i poveri. Alle otto è già un viavai continuo di gente: la minuscola sala d’aspetto è strapiena.

Accanto a un anziano con il maglione liso e due grandi buste di plastica, c’è un signore elegante, circondato da tre o quattro segretari che lo chiamano “senatore”. Poi due suore, un sacerdote indiano, un giovane con il braccio ingessato. Tante altre persone vanno e vengono da un grande bancone nel salone d’ingresso, dove tre gentili suore raccolgono le richieste delle pergamene con la benedizione del Papa.

Monsignor Krajewski è già al telefono: 51 anni, originario di Lodz in Polonia, per tanti anni è stato Cerimoniere pontificio prima con Giovanni Paolo II e poi con Benedetto XVI. Nell’agosto del 2013, pochi mesi dopo essere stato eletto, papa Francesco lo ha “promosso”  arcivescovo e nominato Elemosiniere. Una carica ritenuta, fino a quel momento, piuttosto marginale, retaggio della lunga storia della Curia romana.

Le iniziative dell’Elemosineria
Ma Francesco gli ha dato un nuovo slancio e un ruolo centrale: l’elemosiniere è diventato «il volto» e «le braccia» del Papa nei confronti dei poveri.  Dove Francesco non può arrivare a portare una carezza, un aiuto, un conforto, un sostegno materiale, allora arriva monsignor Konrad Krajewski. O meglio: «don Corrado», come preferisce farsi chiamare da tutti.

E per Natale è tutto un fiorire di iniziative che vede l’Elemosineria apostolica protagonista «Il Papa è l’unica persona che a Natale invece di ricevere i regali li fa», spiega don Corrado. E lo stesso accade per il compleanno di Bergoglio il 17 dicembre. Gran parte di queste iniziative fa capo all’Elemosineria.

Si comincia con il libretto delle preghiere, donato in migliaia di copie ai bambini all’Angelus di domenica 14 dicembre, la lotteria di beneficenza con in palio i doni ricevuti dal Pontefice (gestita dal Governatorato), i polli e tanto altro cibo donato alle mense dei poveri, l’aiuto materiale portato ai senzatetto di tutta Roma, l’incontro con i senza dimora.

Le coperte per non morire di freddo
Sono soltanto alcune delle iniziative e dei momenti speciali che Bergoglio ha preparato per il Natale con l’aiuto di don Corrado. «Se potesse, Francesco donerebbe ai poveri tutto quello che ha a disposizione. Persino a me aveva suggerito, in un primo momento, “Vendi l’ufficio e va’ a stare accanto ai poveri”. Ma è chiaro che un minimo di struttura serve per raccogliere le offerte e distribuire i doni».

Tante altre iniziative di Papa Francesco per i poveri restano segrete. Le affida a don Corrado e chiede che non si sappiano in giro. «Noi non siamo come i politici che ogni giorno annunciano: “Domani faremo, domani provvederemo”. Per noi esiste soltanto l’oggi: oggi i poveri hanno freddo perché a Roma è arrivato il gelo e dobbiamo portare loro le coperte. Oggi qualcuno sta male e ha bisogno di essere curato. Oggi i senza dimora hanno fame», afferma con forza l’Elemosiniere.

Il suo cuore è sempre con i poveri
Ogni sera con l’aiuto dei volontari dell’Opera San Vincenzo de’ Paoli, della Comunità di Sant’Egidio e di tante altre realtà parrocchiali e locali porta aiuto ai poveri di Roma. Ma soprattutto la «carezza del Papa».

E spiega: «Se portassimo soltanto un piatto di minestra o una  coperta saremmo come qualsiasi onlus. Molti altri sarebbero più bravi e avrebbero molti più mezzi di noi. Ciò che invece conta per noi è far sentire ai poveri che il Signore li ama».

Francesco non esce di notte dal Vaticano per andare a trovare i poveri e gli ammalati, come qualcuno ha scritto: «Non ne ha bisogno, li incontra quotidianamente nelle udienze e nelle visite pastorali», spiega don Corrado. Ma il suo cuore è sempre accanto a loro e vuole che questo sia un Natale speciale di carità e di gioia per tutti.

(credits: Agf)

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Curiosità: dalla Spagna un camion di polli per i poveri di Roma
Un camion di pollame donato da un produttore spagnolo e destinato alle mense dei poveri di tutta Roma. È uno dei doni che papa Francesco ha preparato per il suo 78esimo compleanno, il 17 dicembre. Cade di mercoledì, perciò il Pontefice riceverà gli auguri da decine di migliaia di pellegrini riuniti in piazza San Pietro per l’Udienza generale. Il programma della giornata del Pontefice non cambierà rispetto al consueto. L’anno scorso, per il suo primo compleanno da Papa, Bergoglio aveva pranzato insieme con un gruppo di senza dimora a Casa Santa Marta.

Quest’anno il suo elemosiniere, monsignor Konrad Krajewski, ha preparato altre sorprese per il pomeriggio del 17 dicembre. Un fatto è certo: per il suo compleanno il Papa preferisce fare regali anziché riceverli. E, a quanto pare, sarà accontentato. Non mancheranno le telefonate di auguri, prime fra tutti quelle del Papa Emerito, Benedetto XVI, e del Presidente della Repubblica,Giorgio Napolitano.

(credits: Getty Images)

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Cos’è l’Elemosineria Apostolica?
L’ufficio dell’Elemosiniere del Papa risale almeno al XIII secolo. Suo compito è raccogliere le offerte ed esercitare la carità del Pontefice verso i poveri. Per questo scopo è autorizzato a “elargire” la benedizione del Papa su speciali pergamene in occasione di matrimoni,  nascite, anniversari, prime comunioni, ordinazioni. La benedizione è disponibile in dieci lingue e le pergamene possono essere richieste anche on line dal sito www.elemosineria.va.

I costi variano dai 6 ai 30 euro per coprire le spese della pergamena, la foto del Pontefice e il compenso dei calligrafi che la scrivono. Ma l’offerta è libera ed è destinata alla carità del Papa. A partire dal 1° gennaio prossimo le pergamene con la benedizione del Santo Padre si potranno richiedere solo direttamente all’Elemosineria.

Non saranno più in vendita nei negozi di articoli sacri intorno alla basilica di San Pietro. La ragione di questa decisione, spiega monsignor Krajewski, è evitare che sui «diplomi di benedizione apostolica» ci sia un lucro di carattere commerciale, mentre la loro finalità è solo caritativa.

di Ignazio Ingrao

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