Papa Francesco: “Dio ama senza misura”

1 luglio 2014 Foto e video story

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Il Papa saluta le migliaia di persone raccolte in piazza San Pietro (credits: Getty Images)

Il Papa saluta le migliaia di persone raccolte in piazza San Pietro (credits: Getty Images)

Non si risparmia, Francesco. E non è solo una questione di impegno “fisico”. Quando si affaccia su piazza San Pietro per recitare l’Angelus di domenica, alle spalle ha la fatica del viaggio in Calabria, che non è durato molto – una giornata – ma è stato di enorme intensità emotiva. Ma il Pontefice non “stacca”, non ha paura di rimanere su temi spinosi, e così, dopo avere scomunicato i malavitosi della ’ndrangheta, al termine della preghiera condanna con durezza ogni forma di tortura.

Giovedì 26 giugno, dice, sarà la Giornata delle Nazioni Unite per le vittime della tortura, e allora sprona i cristiani a impegnarsi per collaborare alla sua abolizione e per sostenere le vittime e i loro familiari. «Torturare le persone – tuona – è un peccato mortale! Un peccato molto grave!».

Una mattinata iniziata presto
Questo momento grave, impegnativo, chiude una domenica che ha avuto toni festosi. La piazza è esplosa di colori anche grazie al solleone che ha portato la temperatura a 33 gradi: i fedeli si sono riparati come han potuto, con coloratissimi cappelli, bandane, ombrelli da mare, da pioggia, di carta, di stoffa…

I turisti sono moltissimi, si distinguono in tanti modi ma soprattutto sono le bandiere a identificarli. Le tengono in alto, qualcuno se le avvolge sulle spalle, come un mantello. Tra la folla di fedeli, spicca un gruppetto di ragazzi albanesi. La scorsa domenica, affacciandosi dalla finestra del suo studio dal palazzo Apostolico, Francesco aveva infatti annunciato per il 21 settembre un viaggio a Tirana e allora sembrano essere venuti qui per ringraziarlo.

Ci sono parecchi bambini vicino al colonnato, dove è un po’ più fresco. Nell’attesa giocano a pallone fomentati dal Mondiale in corso in Brasile. La nazionale prima di tutto ovviamente, ma c’è anche qualche piccolo che, con indosso la maglia di Lionel Messi attaccante dell’Argentina, rende omaggio alla squadra del Santo Padre.

Alla fine l’attesa viene premiata
Il naso in su ci va da solo anche se non è ancora mezzogiorno, d’altra parte il vento muove le tende di velluto rosso e quindi potrebbe sembrare che il Papa stia per affacciarsi. Invece lui arriva alle 12 in punto, col sorriso, gli occhi stretti per il sole e il suo «Fratelli e sorelle buongiorno!».

“La carità di Cristo ci trasforma”
Il Papa parla dell’odierna festa del Corpus Domini. Una solennità – spiega subito – durante la quale tutta la comunità ecclesiale si raccoglie attorno all’Eucarestia, per «adorare il tesoro più prezioso che Gesù ci ha lasciato», quel “pane di vita” che Cristo offre come cibo per tutti coloro che credono in Lui. Ma come possiamo fare? Francesco ci chiarisce anche questo: «Sono i comportamenti generosi verso il prossimo – dice – che dimostrano l’atteggiamento di spezzare la vita per gli altri. La carità di Cristo ci trasforma davvero – insiste – e diventiamo capaci di amare non secondo la misura umana, sempre limitata, ma secondo la misura di Dio».

A questo punto il Papa stacca gli occhi dal foglio e la gente capisce che sta per arrivare un messaggio forte, cambia tono di voce e con la mano accompagna le parole scandendole. «Qual è la misura di Dio, chiede. Fa una pausa, un sorriso e poi risponde fugando ogni dubbio: «Senza misura! La misura di Dio è senza misura ». Lo ridice una terza volta, una quarta e la Piazza ha capito bene perché lo segue e lo accompagna con un applauso. «Allora – prosegue – diventiamo capaci di amare anche chi non ci ama: e questo non è facile».

Francesco rassicura i fedeli, annuisce come a dire “si può fare”. Ed ecco che ci regala un’altra delle sue ricette: «Bisogna opporci al male con il bene, perdonare, condividere, accogliere… farci dono per gli altri ». In fondo – ribadisce – è solo così che imitiamo Gesù, è così che diventiamo cristiani.

di Cecilia Seppia

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