Famiglia: l’appassionata difesa del Papa

9 giugno 2015 Foto e video story

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(credits: Getty Images)

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Pochi metri dopo l’Arco delle Campane la papamobile si ferma già: due chierichetti si affrettano a scendere dal Sagrato. Sono Andrea Lepri e Tristan Citarelli di 10 e 11 anni e arrivano dalla parrocchia di Valfabbrica, con altri 18 ragazzi ministranti e il parroco don Antonio Borgo. Andrea è affetto da sindrome di Down ma oggi si sente più speciale del solito.

È proprio il Papa in persona infatti che ha chiamato lui e il suo compagno, per portarli con sé a fare il giro della piazza. L’emozione sui loro volti è evidente ma ci tengono a sedersi composti sul sedile laterale, lì dove il Santo Padre ha fatto loro cenno di accomodarsi. Poche decine di metri tra la folla poi Francesco domanda: «Siete contenti?». «Sì» risponde Tristan col sorriso, mentre Andrea si lascia andare a un: «Mai stato tanto contento!».

La felicità per un regalo inatteso
Si guardano intorno con gli occhi pieni di felicità per questo regalo davvero unico e inaspettato. Poi al momento di scendere ricevono una bene un «Grazie per essere stati con me!». Concluso questo simpatico momento, la catechesi è stata ancora una volta un’appassionata difesa della famiglia, spesso messa in crisi dalla paura del fallimento, dalla cultura del provvisorio, ma anche da errori della società come la mancata tutela delle donne, la disparità tra uomo e donna.

«La famiglia è il primo capolavoro della società», sottolinea con passione il Santo Padre rievocando il miracolo compiuto da Gesù a Cana, dove trasformò l’acqua in vino, salvando proprio la festa di un matrimonio. È anche vero che dai tempi di quel banchetto nuziale sono cambiate tante cose:

«Oggi le persone che si sposano sono sempre di meno… I giovani non vogliono sposarsi. In molti Paesi aumenta inoltre il numero delle separazioni, mentre diminuisce il numero dei figli. La difficoltà a restare assieme porta a rompere i legami con maggiore frequenza e rapidità, e proprio i figli sono i primi a portarne le conseguenze. Perché se sperimenti fin da piccolo che il matrimonio è un legame “a tempo determinato” per te sarà così».

Tanti non se la sentono nemmeno di sposarsi e portare avanti un rapporto duraturo, per colpa di questa cultura del provvisorio. Ma allora la società è chiamata a riflettere. Si domanda Francesco: «Perché si preferisce la convivenza a responsabilità limitata piuttosto che il matrimonio? Perché anche tra i battezzati c’è scarsa fiducia nel matrimonio e nella famiglia? 

Le difficoltà non sono solo di carattere economico, sebbene queste siano davvero serie». Per molti una delle cause sta nell’emancipazione della donna. Ma questa è una tesi maschilista, anzi «un’ingiuria. Tutti vorrebbero una sicurezza affettiva stabile, un matrimonio solido e una famiglia felice. La famiglia è in cima a tutti gli indici di gradimento fra i giovani; ma per paura di sbagliare, molti non vogliono neppure pensarci».

E di fronte a tali paure c’è un unico antidoto: testimoniare la bellezza della vita buona degli sposi cristiani. Infine arriva un altro affondo del Pontefice quando parla della disparità che divide ancora l’uomo e la donna sul lavoro: «… Perché si dà per scontato che le donne devono guadagnare meno degli uomini? No! Hanno lo stesso diritto. La disparità è uno scandalo! Nello stesso tempo, bisogna riconoscere come ricchezza valida la maternità delle donne e la paternità degli uomini, a beneficio soprattutto dei bambini».

 

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