Papa Francesco: “Come disse Wojtyla, non abbiate paura!”

26 ottobre 2016 News

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Credit Osservatore Romano

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Giubileo delle Corali e anniversario dell’inizio del pontificato di san Giovanni Paolo II. L’udienza giubilare di sabato 22 ottobre è stata una festa nella festa che ha portato in piazza San Pietro oltre 100mila persone, così tante da sconfinare per via della Conciliazione e da costringere Francesco a un giro in papamobile che non finiva più.

E sembrava non finire anche la serie di applausi che ha interrotto più volte la voce del Papa mentre diceva: «Cari sorelle e fratelli, esattamente trentotto anni fa, quasi a quest’ora, in questa piazza risuonavano le parole rivolte agli uomini di tutto il mondo: “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo”», ha detto il Papa.

«Queste parole le ha pronunciate all’inizio del suo pontificato, Giovanni Paolo II, Papa di profonda spiritualità, plasmata dalla millenaria eredità della storia e della cultura polacca trasmessa nello spirito di fede, di generazione in generazione.

Quest’eredità era per lui fonte di speranza, di potenza e di coraggio, con cui esortava il mondo ad aprire largamente le porte a Cristo… Oggi desidero augurarvi, che il Signore vi dia la grazia della perseveranza in questa fede che avete ricevuto dai vostri avi e che conservate con cura, affinché possiate portare la testimonianza dell’amore di Dio a tutti coloro che ne hanno bisogno». Parole pronunciate mentre in piazza San Pietro fedeli da tutto il mondo sollevavano gigantografie e cartelli che celebravano la grandezza di Karol Wojtyla, ancora oggi un Pontefice amatissimo.

Un’atmosfera di gioia che poi ha accompagnato tutta la catechesi. Durante questa il Papa ha parlato dell’importanza del dialogo come elemento centrale della misericordia, capace di costruire ponti in famiglia, al lavoro, nella Chiesa, tra le religioni e gli stati e come strumento in grado di annientare divisioni e incomprensioni. 

Ma per dialogare bisogna saper ascoltare e dire le cose nel modo giusto per l’altro, senza aggredire, senza abbaiare: «Ma quante volte stiamo ascoltando una persona, la fermiamo e diciamo: “No! No! Non è così!“ e non lasciamo che la persona finisca di spiegare quello che vuole dire. E questo impedisce il dialogo: questa è aggressione!».

E poi ancora, il Papa, parlando a braccio ha voluto consegnare ai fedeli la sua ricetta per provare a costruire un mondo di pace e fraternità: «Non dimenticatevi: dialogare è ascoltare quello che mi dice l’altro e dire con mitezza quello che penso io. Se le cose vanno così, la famiglia, il quartiere, il posto di lavoro, saranno migliori. Ma se io non lascio che l’altro dica tutto quello che ha nel cuore e incomincio a urlare – oggi si urla tanto – non avrà buon fine questo  rapporto tra noi; non avrà buon fine il rapporto fra marito e moglie, tra genitori e figli. Ascoltare, spiegare, mitezza, non abbaiare all’altro, non urlare: cuore aperto!».

di Cecilia Seppia

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