Papa Francesco benedice tutti i bambini del mondo

25 maggio 2014 Foto e video story

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La carezza a un piccolo fedele che “assiste” a un’udienza (credits: Getty Images)

La carezza a un piccolo fedele che “assiste” a un’udienza (credits: Getty Images)

Dal 1983, ogni anno, tutti i Paesi del mondo, il 25 maggio celebrano la Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi, organizzando eventi per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’esigenza di sviluppare forme di collaborazione e di coordinamento che proteggano i bambini ed evitino scomparse e rapimenti.

Il tutto avviene nell’ambito di un programma del Centro Internazionale per i Bambini Scomparsi e Sfruttati (ICMEC), che lavora per mettere in guardia su questa piaga. Un fenomeno internazionale che richiede l’attenzione delle forze dell’ordine e dei rappresentanti di governo. Secondo le stime, almeno 8 milioni di bambini scompaiono ogni anno, vale a dire 22.000 al giorno. Ogni anno solo in Italia spariscono migliaia di persone di ogni età. Più di tutti sono proprio i minori: nel 2013 ne sono svaniti nel nulla oltre 3 mila.

Un tema scottante che vede impegnato in prima linea anche papa Francesco, il quale si è espresso anche su una delle conseguenze della sparizione di minori, ovvero le migliaia di adozioni illegali in tutto il mondo e in particolare nei Paesi poveri. Fin dal momento della sua elezione, del resto, il Pontefice ha dimostrato una sintonia reciproca con i piccoli. «Nella vita spirituale siamo come bambini» ha detto agli studenti dei collegi pontifici romani ricevuti in udienza in Vaticano lo scorso 12 maggio.

Il Pontefice ama circondarsi di bambini e dar loro la sua benedizione (credits: Getty Images)

Il Pontefice ama
circondarsi di bambini e dar loro la sua
benedizione (credits: Getty Images)

Lui stesso, che con i bambini va molto d’accordo, ha qualcosa di fanciullesco nel suo modo di porsi: l’essenzialità, la semplicità, la gioia, la trasparenza. E forse proprio per questo è così amato anche dai piccoli: sono 525 le lettere che gli alunni delle scuole primarie, una classe per ogni regione italiana, hanno indirizzato al Pontefice nell’ambito dell’iniziativa “Caro Papa ti Scrivo… ” promossa dall’associazione “Cultura&Solidarietà”. Dalle lettere, raccolte in un volume consegnato alla Santa Sede, trapela una grande familiarità con il Papa argentino tanto che molte cominciano con “Caro Amico”. C’è poi chi si preoccupa per la propria famiglia e gli chiede di pregare, e chi è a caccia di curiosità (“quale squadra tifi?”, “hai la tv?” o “hai mai incontrato Dio?”).

VIOLENZA SUI MINORI? INTOLLERABILE
La misericordia del Santo Padre è rivolta a tutti, ma quando si tratta di bambini maltrattati, abusati, costretti a subire violenze, si trasforma in intransigenza. Perché, come ha più volte sottolineato, «Con i bambini non si scherza!». E lui è il primo a tutelarli. Come ha fatto quando ha ricevuto una delegazione dell’Ufficio Internazionale Cattolico dell’Infanzia (Bice): «Mi sento chiamato a farmi carico e a chiedere perdono di tutto il male che alcuni sacerdoti hanno compiuto e per gli abusi sessuali sui bambini».

Il Papa a Rio de Janeiro con alcuni bambini (credits: Getty Images)

Il Papa a Rio de Janeiro con alcuni bambini   (credits: Getty Images)

PADRI, GIOCATE CON I VOSTRI FIGLI
Dopo essersi espresso così categoricamente contro la pedofilia nella Chiesa, ha anche sottolineato in diverse occasioni il ruolo fondamentale della famiglia nell’educazione dei figli: «Vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con loro e con i giovani non si  può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio». E non è tutto. Durante il discorso al Pontificio Consiglio per la famiglia, il Santo Padre ha voluto rivelare la procedura che segue quando confessa i genitori. «Se si presenta un papà, gli domando “Ma quanti figli ha lei?”. E mi dicono quanti sono. Qui si aspettano che passi a un’altra domanda, invece io chiedo “E mi dica… lei gioca con loro?”».

Perché prendersi cura dei piccoli per Bergoglio è una priorità. Lo dimostra lui stesso ogni mercoledì durante le udienze generali: non c’è settimana in cui non rivolga loro una carezza, un sorriso o un abbraccio, spingendosi perfino a giocare come quando ha fatto salire due bambini sulla papamobile facendogli fare insieme a lui un giro di piazza San Pietro. A questi gesti il Pontefice ha accompagnato le parole: «Vorrei fare un cenno a due fasi della vita familiare: l’infanzia e la vecchiaia. Bambini e anziani rappresentano i due poli della vita e anche i più vulnerabili, spesso i più dimenticati.

Una società che abbandona i bambini ed emargina gli anziani recide le sue radici e oscura il suo futuro». E lui, oltre a non abbandonarli, ama tenerli accanto a sé. È successo con un bimbo di 7 anni di Lanciano (Chieti): durante le celebrazioni per la giornata della famiglia è salito sul palco, si è seduto e poi si è aggrappato alla gamba di papa Francesco come si trattasse di un nonno. Il Papa non è stato per nulla infastidito dall’intervento e gli ha dato la sua benedizioneAllo stesso modo non poteva certo deludere Federico, il bambino che ha inviato al Pontefice un disegno fatto con amore, accompagnato da una lettera. Prontamente è arrivata la telefonata del Papa«Grazie Federico per il disegno».

 

Il Papa con una delle nipotine dell’ex presidente di Malta, George Abela (credits: Getty Images)

Il Papa con una delle nipotine dell’ex presidente di Malta, George Abela (credits: Getty Images)

SANTO PADRE IN VERSIONE NONNO
Tra le visite più gradite al Pontefice c’è stata quella del presidente uscente di Malta George Abela, che è stata vivacizzata dalla presenza dei tre nipotini del capo di Stato. Al termine del colloquio privato nella Sala della Biblioteca è stato fatto entrare il seguito di Abela per i saluti al Papa e uno dei nipotini, Luca, di quattro anni, si è diretto entusiasta verso il Pontefice offrendogli in dono un dinosauro di plastica.

Durante l’incontro, poi, Bergoglio si è intrattenuto a lungo a scherzare e giocare con gli altri, una bambina di due anni e un altro maschietto di appena due mesi. Infine, al termine dei saluti con la delegazione maltese, il Papa si è diretto per sedersi sulla sua poltrona tenendo per mano il bambino e la bambina. Comportandosi con loro come un comune nonno.

di Simona De Gregorio

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