Francesco, esercizi spirituali ad Ariccia

20 febbraio 2015 Foto e video story

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(credits: Agf)

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Pochi giorni ancora e papa Francesco lascerà di nuovo Roma. No, questa volta non si tratta di un viaggio in qualche lontano Paese… Il Santo Padre, infatti, partirà nuovamente alla volta di Ariccia insieme ai membri della Curia romana, dove, da domenica 22 febbraio, parteciperà alla settimana di esercizi spirituali. Giorni che saranno dedicati esclusivamente alla meditazione personale, alla preghiera individuale e comunitaria, alla revisione della propria vita. Tutto secondo i dettami di sant’Ignazio di Loyola (fondatore della Compagnia di Gesù di cui Bergoglio è membro) che codificò questi esercizi e li sperimentò su se stesso con grande beneficio.

È un ex docente dell’università dei gesuiti 
Come già fece nel 2014, il Pontefice si recherà presso la Casa Divin Maestro gestita dai religiosi paolini e affacciata sul Lago di Albano: uno splendido panorama che fa spaziare lo sguardo fino ai Castelli romani limitrofi. L’arrivo di Francesco, accompagnato da cardinali, vescovi e monsignori (un centinaio di persone in tutto) è previsto per il pomeriggio del 22, mentre il rientro in Vaticano avverrà nella mattinata di venerdì 27, dopo la concelebrazione eucaristica delle ore 7.30 e la conclusione ufficiale prevista alle 9.30 (in queste giornate di ritiro sono sospese tutte le udienze).

In un clima di intenso raccoglimento, gli esercizi spirituali – che lo scorso anno erano stati condotti da monsignor Angelo De Donatis, parroco di San Marco evangelista a Roma – saranno guidati questa volta dal carmelitano padre Bruno Secondin. È stato dal 1975 al 2010 docente di Storia della spiritualità moderna e Principi di teologia spirituale alla Pontificia Università Gregoriana. Autore di molti volumi tradotti in diverse lingue, si è formato a Roma, in Germania e a Gerusalemme; è stato scelto nel luglio scorso quale consultore della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica dallo stesso Bergoglio.

Ci confida: «Ho visto il Papa due volte: la prima a Casa Santa Marta a fine febbraio dello scorso anno, e un’altra a fine novembre, durante l’Assemblea plenaria della Congregazione dei religiosi. Poi ci siamo anche sentiti per telefono».

Da diciannove anni il religioso, classe 1940, guida anche la lectio divina (in latino significa “lettura della Parola di Dio” ed è un modo tradizionale di pregare la Bibbia) presso la chiesa di Santa Maria alla Traspontina. Un’esperienza che ha riscosso molta partecipazione da parte dei fedeli. A tal punto che padre Bruno pensa di essere stato chiamato dal Pontefice proprio perché «questa esperienza è ormai conosciuta e apprezzata, anche dentro al Vaticano».

Le cinque giornate si svolgeranno così…
Servitori e profeti del Dio vivente. Una lettura pastorale del profeta Elia”. Questo sarà il filo rosso delle giornate di Ariccia, dove gli esercizi spirituali «saranno svolti in stile tradizionale: in completo silenzio, con due meditazioni al giorno, celebrazioni delle Lodi e dei Vespri, la Messa a metà giornata.

Alle ore 18, prima dei Vespri, ci sarà anche l’adorazione eucaristica prolungata», riferisce padre Bruno. La presentazione del profeta biblico sarà scandita in otto meditazioni «come guida emblematica per un rinnovamento spirituale nell’interiorità autentica e per una presenza profetica nuova in mezzo ai conflitti religiosi e sociali».

Tutte le tematiche su cui rifletteranno
Il programma quotidiano sarà intenso. Dopo la preghiera delle Lodi alle 7.30 e la colazione, la prima meditazione sarà alle 9.30, mentre a fine mattinata è prevista la concelebrazione eucaristica. Dopo il pranzo seguirà alle 16 la seconda meditazione, che precederà l’Adorazione eucaristica e i Vespri delle 18. Nel dettaglio, ecco come si snoderanno le tematiche delle meditazioni.

Padre Secondin partirà da una riflessione su «Uscire dal proprio “villaggio” », a cui seguiranno «Cammini di autenticità» (le radici della fede e il coraggio di dire no all’ambiguità), «Sentieri di libertà » (dagli idoli vani alla pietà vera), «Lasciarsi sorprendere da Dio» (l’incontro con un Dio che è altrove e il riconoscimento del povero che ci evangelizza), «Giustizia e intercessione» (testimoni di giustizia e solidarietà), «Raccogliere il manto di Elia» (per divenire profeti di fraternità).

Un percorso che verrà compiuto anche contemplando alcune icone guida. Quella della serata domenicale di apertura (22 febbraio) sarà tratta da una parabola del Vangelo di Marco, mentre la meditazione conclusiva di venerdì 27 verterà sul rapimento di Elia a bordo del carro di fuoco. Infine a tutti i partecipanti sarà distribuita un’icona russa del profeta Elia (l’originale risale al XIX secolo), oltre a un sussidio per i testi biblici e la lectio divina.

Francesco durante una messa alla chiesa di Sant' Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti, a Roma (credits: Getty images)

Francesco durante una messa alla chiesa di Sant’ Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti, a Roma (credits: Getty images)

Curiosità: esercizi spirituali, ecco cosa sono e come funzionano
Gli “Esercizi spirituali” (il cui titolo originale in latino è “Exercitia spiritualia” ) sono un’opera di Ignazio di Loyola e rappresentano il metodo di spiritualità proprio della Compagnia di Gesù di cui Ignazio fu fondatore. Sono una sorta di manuale di meditazione e riflessione per i “direttori spirituali” che hanno il compito di guidare gli esercizi stessi. Ossia il ruolo che avrà padre Bruno Secondin.

Il ciclo completo dura trenta giorni e va effettuato in isolamento, oltre che in stretto colloquio con i direttori. Tuttavia esistono anche forme più brevi (come quella seguita da Francesco) per consentire agli “esercitanti” di continuare la loro vita. I direttori hanno il ruolo di insegnare il catechismo e il modo di pregare, ma devono anche ascoltare gli esercitanti dando loro consigli spirituali e proponendo spunti per la
preghiera e la meditazione.

 

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