Il Papa: “Coltivate la memoria dei defunti”

3 novembre 2014 Foto e video story

tweet
Il saluto del Papa ai volontari che fanno clownterapia e che hanno ricevuto l’applauso della piazza (credits: Getty Images)

Il saluto del Papa ai volontari che fanno clownterapia e che hanno ricevuto l’applauso della piazza (credits: Getty Images)

Un fine settimana speciale questo, in cui la Chiesa commemora tutti i Santi e tutti i defunti, perciò il Papa si affaccia per l’Angelus anche se è sabato. Sotto c’è la sua piazza colorata di striscioni e musica, con il Classic Youth Chamber Chor, un coro di giovani arrivati qui dall’Inghilterra, e poi ci sono i partecipanti alla Corsa e alla Marcia dei Santi: con le loro pettorine hanno appena finito la 10 km per le vie del centro di Roma.

L’importanza di questi primi due giorni di novembre la spiega il Papa stesso: «Costituiscono per tutti noi un momento intenso di fede, preghiera e riflessione sulle cose ultime della vita», come la gioia e le lacrime, perché in questa solennità «la Chiesa terrena vive ed esprime il vincolo spirituale che la unisce alla Chiesa del cielo».

Quindi parla dei Santi come «uomini e donne comuni, semplici, a volte ultimi per il mondo, ma primi per Dio», invitando tutti a riflettere sulla comunione dei santi”: vincolo spirituale che non viene spezzato dalla morte. Al momento dei saluti arriva l’appello per la pace a Gerusalemme: «Vi invito a pregare perché la Città Santa, cara a ebrei, cristiani e musulmani, che in questi giorni è stata testimone di diverse tensioni, possa essere sempre più segno e anticipo della pace che Dio desidera per tutta la famiglia umana».

“Abbiate cura dei sepolcri”
L’Angelus del 2 novembre, giorno dei defunti, invece, sembra una festa: e in effetti è così che deve essere perché, dirà il Papa, la morte non è altro che il sonno del corpo da cui Dio viene a risvegliarci ed è questa la fede e la speranza del cristiano. Tra bandiere e cartelloni il pensiero del Santo Padre va però a quei morti «che nessuno ricorda, alle vittime della guerra e della violenza, ai tanti piccoli del mondo schiacciati dalla fame e dalla miseria; agli anonimi che riposano nell’ossario comune… E ancora ai fratelli uccisi perché cristiani e a quanti hanno sacrificato la vita per servire gli altri».

Forte è l’invito a pregare per i defunti, a offrire messe per loro, a coltivarne la memoria, come ci insegna la Chiesa. «Il ricordo dei defunti – afferma - la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato a una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio». Nei saluti, l’applauso della piazza è tutto per i volontari di Oppeano e Granzette che fanno clownterapia negli ospedali. «Li vedo lì – dice Francescocontinuate a fare questo che fa tanto bene agli ammalati. Salutiamo queste brave persone!».

di Cecilia Seppia

TAG

, , , ,

VEDI ANCHE