Paolo VI, la beatificazione è vicina

22 maggio 2014 Foto e video story

tweet

PaoloVIDopo la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II è in arrivo la beatificazione di Paolo VI. La congregazione per le Cause dei Santi, infatti, ha riconosciuto il miracolo attribuito all’intercessione del pontefice: la guarigione di un bambino non ancora nato, avvenuta nel 2000. La conferma ufficiale della Santa Sede è arrivata il 10 maggio, dopo che Papa Francesco ha ricevuto in udienza privata il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, che autorizza la promulgazione del decreto sul miracolo. A questo punto, rimane solo da fissare la data per la beatificazione che molti, in realtà, già indicano nel prossimo 19 ottobre, a conclusione del Sinodo dei Vescovi,  istituito proprio da Giovanni Battista Montini, in applicazione del Concilio Vaticano II.

L’apertura della causa di beatificazione di Paolo VI, da parte dell’allora cardinale Camillo Ruini, risale al maggio 1993 ed era stata incoraggiata da papa Wojtyla. Poco meno di vent’anni dopo, il 20 dicembre 2012, Benedetto XVI autorizzò a promulgare il decreto riguardante le virtù eroiche di Montini. A quel punto mancava solo il miracolo, necessario alla beatificazione, che ora sembrerebbe arrivato. Montini, già arcivescovo di Milano, venne eletto Papa il 21 giugno 1963, dopo il pontificato di Giovanni XXIII, che sarebbe dovuto essere di transizione e che invece, in soli cinque anni, rivoluzionò la storia della Chiesa grazie all’apertura del Concilio Vaticano II.

Rispetto al suo predecessore, il Papa che mandava le carezze ai bambini, Paolo VI aveva un aspetto decisamente più austero, confermato da alcune sue scelte formali, come usare, anche se in maniera ridotta rispetto al passato, la tiara (la corona papale), la sedia gestatoria (su cui il pontefice veniva portato a spalla per essere maggiormente visibile ai fedeli durante le cerimonie pubbliche) e il plurale maiestatis (riferirsi a se stessi usando il plurale anziché il singolare). A regalargli, invece, la modernità sono stati i suoi viaggi: è stato il  primo papa a utilizzare l’aereo e anche il primo a visitare tutti e cinque i continenti.

Di lui si ricorda, tra l’altro, la lettera aperta scritta alle Brigate Rosse per implorare, in nome di Dio, la liberazione del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, suo amico, e la solenne preghiera pronunciata il 13 maggio dello stesso anno nella basilica di San Giovanni in Laterano durante la messa in suffragio di Moro, ucciso qualche giorno prima.

Il miracolo di Paolo VI
Per ovvie ragioni di riservatezza, non si conosce il nome del bambino. Ma il miracolo di Paolo VI ha l’identità di un tredicenne americano. Quando avvenne, lui non era ancora nato e a sua madre, al 5° mese di una gravidanza complicata, dissero che sarebbe morto poco dopo la nascita o sarebbe vissuto con gravi malformazioni. La donna rifiutò l’ipotesi dell’aborto e, su suggerimento di una suora, chiese l’intercessione di Montini. La situazione migliorò rapidamente e il bambino nacque in buone condizioni.

di Tiziana Lupi

TAG

, , , ,