Francesco a Scampia: “Andate avanti sulla strada del bene”

21 marzo 2015 Foto e video story

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Napoli, Scampia, appena salito sul palco Francesco è stato circondato dai bambini del quartiere (credits: Getty Images)

Napoli, Scampia, appena salito sul palco il Papa è stato circondato dai bambini del quartiere (credits: Getty Images)

Impossibile negarlo: riferendosi alla corruzione che «spuzza», detto alla piemontese (in questo viaggio il Papa ha usato molti termini dialettali:), Francesco ha spiazzato tutti: tanto noi, quanto i 12mila fedeli che sin dal primo mattino lo aspettavano a Scampia, ordinati dietro le transenne. In fondo, in questa periferia che più estrema non si può, un “miracolo” era già avvenuto prima dell’arrivo del Papa: dopo 15 anni  infatti, in occasione della visita, sono stati finalmente ripuliti i tombini. Francesco, però, ha invocato ben altro tipo di pulizia…

Nella piazza intitolata a san Giovanni Paolo II, cuore di Scampia, circondato dai bambini come un qualsiasi parroco, con le surreali Vele come panorama, alle 9.30 il Santo Padre ha pronunciato le prime parole destinate a restare nella storia di questo viaggio: «Chi prende volontariamente la via del male ruba un pezzo di speranza, guadagna qualcosina, ma ruba speranza», ha detto, aggiungendo a gran voce
che «la corruzione spuzza».

Se non si lavora “si perde la dignità
«La società corrotta spuzza e un cristiano che lascia entrare dentro di sé la corruzione non è cristiano, spuzza». Queste parole sono fortissime anche perché sono pronunciate in un quartiere tristemente noto come “supermercato della droga” per tutta la città e non solo, e dove la disoccupazione giovanile è arrivata al 60 per cento, creando un serbatoio di manodopera per la criminalità organizzata che arruola facilmente giovani pagandoli 400 euro la settimana.

Davanti a Francesco, poi, sono sfilati un’immigrata, un lavoratore e il presidente della Corte d’Appello di Napoli. Lui ha avuto una risposta per tutti: «Dobbiamo far sentire ai nostri fratelli e sorelle migranti che sono cittadini, che sono come noi figli di Dio. Tutti siamo migranti, nessuno di noi ha dimora fissa su questa terra, tutti dobbiamo andare a trovare Dio», ha detto alla filippina Corazon, mentre l’intervento del lavoratore gli ha permesso di ribadire ancora che, quando non si lavora e «non si guadagna il pane, si perde la dignità».

Nelle ultime parole dedicate alla gente di Scampia, Francesco è tornato sulla questione “morale”, invitandola ad «andare avanti sulla strada del bene e non del male, andare avanti nel cercare posti di lavoro, perché non ci sia quella puzza della corruzione».

(credits: Getty Images)

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Curiosità: la giornata del cardinale Sepe, il motore della visita
«Il sogno è diventato realtà », ha detto il cardinale Crescenzio Sepe a papa Francesco appena giunto a Scampia. «Vedrà che Napoli le piacerà: lei sa parlare solo il linguaggio del cuore e questo è il linguaggio dei napoletani». Nato a Carinaro (Caserta) 71 anni fa, monsignor Sepe è stato il motore della visita pastorale a Napoli, città di cui è arcivescovo dal 2006, nominato da Benedetto XVI.  Durante la giornata napoletana di Francesco, Sepe gli è sempre rimasto accanto, dando vita anche a momenti di spontanea simpatia e invitando più volte i fedeli ad avvicinarsi a Bergoglio, conciliando le esigenze della sicurezza con quelle del “cuore”.

Senza dubbio questo impegno ha contribuito alla riuscita della giornata, ma dalle parole del cardinale al “Corriere della sera” sappiamo anche che lo ha tenuto sveglio l’intera notte precedente, e che, soprattutto, gli ha consentito di riuscire in una “impresa”. Nelle dieci ore di Francesco a Napoli, il cardinale ha fumato solo mezza sigaretta. Per chi fuma due pacchetti al giorno, è una specie di miracolo, che, con senso dell’umorismo, monsignor Sepe ha voluto attribuire a san Gennaro.

«Ho visto attimo per attimo quanto il Papa fosse entusiasta e commosso» ha detto a fine giornata. E forse ha pensato a quando, di ritorno dagli esercizi spirituali di Ariccia, Francesco gli aveva chiesto la corretta pronuncia di quel “A Maronna t’accumpagne” con cui lui stesso usa salutare i fedeli.

T. L.

 

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