Francesco incontra (a sorpresa) Napolitano

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Non sono due persone qualsiasi e quando si incontrano fanno rumore. Soprattutto, paradossalmente, quando lo fanno in silenzio, lontano da riflettori, giornalisti e telecamere. Accade, così, che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, un pomeriggio di un giorno qualsiasi, decide a sorpresa di andare a trovare papa Francesco in Vaticano e subito l’incontro diventa una notizia. Accompagnata, peraltro, di un bel po’ di dietrologia visto che, da tempo, si parla di possibili dimissioni del presidente che potrebbero arrivare nel 2015.

Un’ora e mezzo di colloquio privato
Ma andiamo per ordine. Francesco e Napolitano si sono visti lo scorso venerdì nella residenza di Santa Marta. Il presidente è arrivato nella Città del Vaticano a bordo della Lancia Thesis del Quirinale (entrando dall’ingresso del Perugino, con un’auto di scorta) pochi minuti prima delle 17. Francesco lo ha ricevuto subito in un incontro che è durato quasi un’ora e mezzo.

Assolutamente top secret il contenuto della conversazione che si sarebbe svolta faccia a faccia, senza la presenza di nessun altro, che non era né nell’agenda di Napolitano né in quella del Pontefice e della quale non esistono immagini. Scarni anche i comunicati stampa di entrambe le parti: del portavoce vaticano padre Federico Lombardi, che ha definito l’incontro «strettamente privato» e ha parlato di «un clima di grande cordialità», e del Quirinale che, ribadendo il carattere privato dell’incontro, ha sottolineato «un’atmosfera che ha confermato l’intensità e l’affabilità del rapporto personale tra il Pontefice e il presidente».

Se non si trattasse di due personalità così importanti, due capi di Stato, sembrerebbe quasi una normale chiacchierata tra amici che non si vedono da un po’ di tempo. E qui affonda le radici la dietrologia di chi vuole vedere in quest’ora e mezzo l’inizio della fine dell’era Napolitano al Quirinale. Come se insomma, tentato dall’idea di lasciare il Colle nel 2015, il presidente abbia voluto “fare un salto” a salutare l’amico Bergoglio e, chissà, forse anche a chiedere qualche consiglio in vista della difficile decisione che starebbe per prendere. Prima di venerdì pomeriggio, Jorge Mario Bergoglio e Giorgio Napolitano si erano già visti in via ufficiale altre tre volte. La prima risale al 19 marzo 2013: a meno di una settimana dall’elezione di Francesco, il presidente della Repubblica aveva partecipato alla messa del suo insediamento nella Basilica Vaticana.

Meno di tre mesi dopo, il presidente Napolitano era tornato nuovamente da Bergoglio in visita ufficiale, accompagnato dalla moglie Clio, poco dopo l’inizio del suo secondo settennato al Colle. Sempre nello stesso anno, infine, ma nel mese di novembre, era stato il Pontefice a recarsi al Quirinale.

Le origini italiane di Bergoglio 
Un’occasione nella quale Francesco aveva sottolineato le sue origini italiane. Al presidente Napolitano, infatti, aveva detto: «Rendendole visita in questo luogo così carico di simboli e di storia, vorrei idealmente bussare alla porta di ogni abitante di questo Paese, dove si trovano le radici della mia famiglia terrena, e offrire a tutti la parola risanatrice e sempre nuova del Vangelo».

In occasione della sua visita al Quirinale, dove si era recato a bordo della “solita” Focus blu, il Pontefice aveva anche voluto salutare i dipendenti del Quirinale e i loro figli. Ai bambini, come ormai siamo abituati a vedere, aveva riservato sorrisi e scambi di battute e li aveva esortati a non perdersi d’animo «di fronte alle difficoltà» e a «sostenervi gli uni con gli altri. Io pregherò per voi ma vi chiedo di pregare per me perché ne ho bisogno». Chissà che venerdì Giorgio Napolitano non gli abbia chiesto la stessa cosa: un consiglio, ma anche una preghiera.

Curiosità: il Quirinale era una residenza papale
Ogni incontro tra un Papa e un capo di Stato italiano è qualcosa di eccezionale. I rapporti tra il nostro Paese e il Vaticano, infatti, non sono sempre stati cordiali, fraterni, come sono oggi. Tutt’altro, anzi. L’unificazione d’Italia, infatti, si concluse sostanzialment nel 1870 con la Presa di Roma e  la “caduta” dello Stato Pontificio, e solo con i Patti Lateranensi (1929) i due Stati riallacciarono i rapporti diplomatici. Nella storia della Repubblica, tutti i presidenti italiani hanno incontrato i Papi del loro tempo, a partire da Enrico De Nicola che – presidente provvisorio – visitò Pio XII in Vaticano il 31 luglio 1946. Dal 1948 in poi, le visite di presidenti della Repubblica in Vaticano sono state 15, mentre le visite di Pontefici al palazzo del Quirinale (che fu per trecento anni, fino al 1870, una residenza papale…) sono state sei. Il Presidente Napolitano ha avuto il “privilegio” di ricevere due Papi: l’attuale papa emerito Benedetto XVI e papa Francesco.

di Tiziana Lupi

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