Musiche del Conclave, l’elezione del Papa in un doppio CD

18 novembre 2014 Foto e video story

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La "fumata bianca" dal tetto della Cappella Sistina quando venne eletto Papa Francesco, 13 marzo 2013 (credits: Getty Images)

La “fumata bianca” dal tetto della Cappella Sistina quando venne eletto Papa Francesco, 13 marzo 2013 (credits: Getty Images)

Si sa poco del Conclave del 12 e 13 marzo 2013 che elesse papa Jorge Maria Bergoglio, ed è normale che sia così, dato il segreto assoluto cui sono tenuti i cardinali elettori e coloro che, sacerdoti e laici, collaborano alle “operazioni elettorali”. Un piccolo squarcio in questo velo di segretezza è stato fatto dalla Deutsche Grammophon, la più prestigiosa etichetta di musica classica del mondo. Dal “grammofono tedesco” (questo il curioso significato del nome della casa discografica) è uscito Habemus Papam, un doppio compact-disc con le musiche che hanno accompagnato proprio il Conclave.

Capolavori di Bach, Palestrina, Guerrero
Ma cosa s’intende per “musiche del Conclave? Sono le musiche che hanno impreziosito la Messa per l’Elezione del Romano Pontefice, celebrata in San Pietro prima della clausura nella Cappella Sistina (12 marzo 2013), poi ci sono i canti che hanno accompagnato i cardinali all’ingresso nella Cappella (lo stesso giorno), quindi ci sono i canti della Messa con i cardinali elettori, celebrata nella Sistina dopo l’elezione (14 marzo), e infine quelli della Messa per l’inizio del Pontificato (19 marzo). È musica meravigliosa. Si tratta in gran parte di canti gregoriani e di alcuni gioielli di Giovanni Pierluigi da Palestrina, tra i quali spicca il mottetto Tu es pastor ovium (“Tu sei il pastore delle pecore”), composto nel 1585 per l’incoronazione di Sisto V, papa Felice Peretti.

Un altro nome prestigioso è quello di Johann Sebastian Bach, con la Fuga in Sol minore 578, in origine una composizione per organo che riflette lo spirito religioso che segna quasi per intero le musiche del maestro tedesco. C’è anche il mottetto Caro Mea (“La mia carne”) di Francisco Guerrero, uno dei massimi compositori della polifonia sacra spagnola del XVI secolo: è una composizione breve e caratterizzata dall’armoniosa contrapposizione delle voci. Le esecuzioni sono quelle del coro degli studenti del Pontificio Istituto di Musica sacra e del coro della Cappella Musicale Pontificia Sistina, che da secoli è il coro “personale” dei papi.

Queste musiche, dunque, hanno accompagnato i cardinali elettori in quei momenti cruciali. Li hanno seguiti all’ingresso nella Cappella Sistina. E hanno segnato, in un certo senso, anche l’attesa del mondo. Tornando con il ricordo a quel marzo, ricordiamo come ognuno si sentisse in dovere di pronosticare un favorito: si fecero decine di nomi, di tanti cardinali e perfino di qualche “semplice” vescovo. Ma il nome di Jorge Mario Bergoglio non veniva mai fuori…

Emozione e sorpresa: Bergoglio è papa
Eppure nel conclave dell’aprile 2005 il cardinale argentino pare fosse stato il più votato dopo Joseph Ratzinger. Perché, dunque, quel silenzio? Forse si pensava che non godesse di buona salute, a causa di quel suo polmone parzialmente asportato fin da quando era ragazzo. E invece al sesto scrutinio, la sera del 13 marzo, Bergoglio venne eletto e scelse il nome Francesco. Il doppio Cd della Deutsche Grammophon dà “testimonianza” anche del momento solenne dell’elezione, perché contiene la registrazione dell’annuncio del cardinale protodiacono, un emozionatissimo Jean-Louis Tauran, che proclamava i risultati del Conclave con la consueta formula “Annuntio vobis gaudium magnum: habemus papam …”.

Inoltre il Cd contiene la registrazione del primo saluto del Vescovo di Roma ai fedeli in San Pietro dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro. Poche indimenticabili parole, con l’accenno al nuovo Vescovo di Roma venuto “quasi dalla fine del mondo”; con il Pater, Ave e Gloria recitati per Benedetto XVI; con l’invocazione alla Madonna perché custodisse il Papa emerito e tutta la città di Roma; e con la richiesta ai fedeli affinché il Signore benedicesse Francesco all’inizio del suo papato. Un discorso semplice e profondissimo insieme, che ha conquistato il mondo: aperto con la “buonasera” rivolta a fratelli e sorelle e chiuso con “buona notte e buon riposo!”.

di Enzo Caffarelli

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