Musiche del Conclave, la voce del direttore del coro

13 marzo 2015 Foto e video story

tweet
13/11/2014 Roma,  Mons. Massimo Palombella, direttore del coro della Cappella Musicale Pontificia "Sistina" (credits: Agf)

13/11/2014 Roma, monsignor Massimo Palombella, direttore del coro della Cappella Musicale Pontificia “Sistina” (credits: Agf)

Rivivere attraverso le musiche il Conclave che il 13 marzo 2013 ha eletto papa Francesco. Il doppio cd, con la registrazione dal vivo dei brani eseguiti dal coro della Cappella Musicale Pontificia Sistina diretto da monsignor Massimo Palombella, accompagna l’ascoltatore nel cuore di uno dei momenti più solenni della vita della Chiesa: l’elezione del Romano Pontefice.

Grazie alla Universal Music Italia questo album è a disposizione dei lettori di Il mio Papa. Tra i pezzi scelti, è da notare il recupero di due «perle» della tradizione musicale sacra: l’offertorio Sicut in holocaustis e il mottetto Tu es pastor ovium di Giovanni Pierluigi da Palestrina. Nel doppio cd c’è anche il primo discorso di papa Francesco.

Maestro, cosa si intende per “musiche del Conclave”? 
«Sono i brani che hanno accompagnato la messa per l’Elezione del Romano Pontefice celebrata nella basilica di san Pietro prima del Conclave; la musica eseguita durante l’ingresso dei cardinali nella Cappella Sistina; quindi le musiche della Messa con i cardinali elettori celebrata dal Papa nella Sistina dopo l’elezione. E infine quelle della messa per l’inizio del Ministero Petrino».

Da chi sono eseguiti questi brani?
«Dal coro della Cappella Musicale Pontificia Sistina, diretto da me insieme con il coro del Pontificio Istituto di Musica Sacra diretto dai Maestri Prassel e Marzilli».

Le musiche spaziano dal canto Gregoriano al Rinascimento, autori contemporanei e brani scritti anche da Lei.  Come li ha selezionati?
«Il Conclave è un grande evento ecclesiale con una profondità storica che ci mette in contatto con l’essenza del cristianesimo. Per la scelta dei brani c’è stato perciò un lavoro di ricerca storica con un’attenzione particolare a quello che ci chiede la riforma liturgica del Concilio Vaticano II. L’obiettivo della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”, infatti, non è essere un “museo” dove si trovano cose antiche che oggi non si usano più, ma compiere – prima di ogni altra cosa – un servizio ecclesiale, e cioè evangelizzare attraverso la musica».

Da chi è composto il Coro della Sistina? 
«Da 20 cantori adulti stabili, tutti laici, e da circa 35 ragazzi cantori, i «Pueri Cantores» che costituiscono la sezione di voci bianche della cappella musicale e sono preparati dal Maestro monsignor Marcos Pavan».

Come vengono scelti i cantori?
«Per gli adulti ho introdotto la procedura del concorso internazionale. Per i bambini facciamo circa 600 audizioni all’anno e ne scegliamo 12. Frequentano la scuola annessa alla Cappella Sistina dalla quarta elementare alla terza media. In tutto i giovani studenti della scuola sono 55».

Il Papa ama la musica? 
«Moltissimo e posso testimoniare che è un fine intenditore: ha una grande cultura musicale e fa richieste precise».

Sono previste nuove registrazioni della Cappella Sistina?
«Proseguiamo il nostro rapporto con Universal e Deutsche Grammophon: ci sono numerose altre registrazioni previste. È la prima volta che la Sistina viene chiamata a collaborare con queste prestigiose etichette musicali. E coltiviamo anche diverse collaborazioni internazionali per esempio con il coro di Westminster Abbey, il Tomaner Chor di Lipsia il Coro del Patriarcato ortodosso di Mosca, il New College di Oxford. La musica ci aiuta così anche nel dialogo ecumenico con gli anglicani, i luterani, gli ortodossi».

di Ignazio Ingrao

TAG

, , , ,

VEDI ANCHE