Muro di Berlino, l’appello del Papa a 25 anni dal crollo

14 novembre 2014 Foto e video story

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(credits: Getty Images)

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Un mondo di ponti e non di muri. Il desiderio di papa Francesco è condiviso da tutti i fedeli riuniti in piazza San Pietro che più volte, con i loro applausi, si fanno partecipi dello stesso sentimento. è una giornata importante perché il 9 novembre di 25 anni fa crollava il Muro di Berlino, «simbolo della divisione ideologica dell’Europa e del mondo intero». Una caduta improvvisa, ma che – afferma il Papa – fu possibile grazie al «lungo e faticoso impegno di tante persone che per questo hanno lottato, pregato e sofferto, alcuni fino al sacrificio della vita».

“Mai più morti per la religione”
Immediatamente il pensiero di Francesco corre a San Giovanni Paolo II, straordinario protagonista di quegli anni insieme con l’ex presidente russo Gorbaciov. In una recente intervista a Radio Vaticana, Joaquín Navarro- Valls, portavoce di papa Wojtyla, ricordava che Giovanni Paolo II non si sorprese dinanzi alla caduta del Muro: in dieci anni – dalla sua elezione al crollo di Berlino - aveva lavorato per diffondere un messaggio di libertà e speranza, ma aveva soprattutto fatto comprendere gli errori dei regimi totalitari. Libertà unita alla verità fu il concetto più forte ripetuto durante lo storico discorso di Giovanni Paolo II davanti alla Porta di Brandeburgo nel 1996.

A 25 anni di distanza, l’auspicio di papa Francesco è che «si diffonda sempre più una cultura dell’incontro, capace di far cadere tutti i muri che ancora dividono il mondo, e non accada più che persone innocenti siano perseguitate e perfino uccise a causa del loro credo e della loro religione». «Dove c’è un muro – rimarca il Papac’è chiusura di cuore. Servono ponti, non muri!». Prima della preghiera dell’Angelus aveva ricordato la Dedicazione della Basilica Lateranense, la cattedrale di Roma, che la tradizione definisce “Madre di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe”. Un’occasione per ricordare che la Chiesa è sì fatta di mattoni, ma è anche un tempio spirituale, «un corpo fatto di pietre vive». «Ogni cristiano – sottolinea il Papa - fa parte dell’edificio di Dio, a lui si chiede ogni giorno la coerenza nella vita fra la fede e la testimonianza. Questa coerenza che ci dà vita è una grazia dello Spirito Santo che dobbiamo chiedere». Testimoniare quindi la fede nella carità. «La carità – prosegue Francesco – è proprio l’espressione della fede e anche la fede è la spiegazione e il fondamento della carità».

A nessuno manchi il cibo quotidiano”
Per questo è importante, prosegue Bergoglio, «impegnarci perché l’umanità possa superare le frontiere dell’inimicizia e dell’indifferenza, perché costruisca ponti di comprensione e di dialogo, per fare del mondo intero una famiglia di popoli riconciliati tra loro, fraterni e solidali». «La Chiesa - conclude – è segno e anticipazione di questa umanità grazie alla sua testimonianza evangelica, al suo messaggio di speranza e di riconciliazione per tutti gli uomini».

Nei saluti finali il ricordo della Giornata italiana del Ringraziamento sul tema “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, con riferimento all’Expo di Milano 2015. L’invito di Francesco è di rinnovare l’impegno «perché a nessuno manchi il cibo quotidiano, che Dio dona per tutti».  Poi l’esortazione, in occasione della Giornata della diocesi di Roma per la custodia del creato, a promuovere stili di vita basati sul rispetto dell’ambiente nella piena alleanza tra l’uomo, custode del creato, e il suo Creatore.

 

Una bambina depone un fiore nella parte ancora intatta del Muro di Berlino  (credits: Getty Images)

Una bambina depone un fiore nella parte ancora intatta del Muro di Berlino (credits: Getty Images)

Berlino, una città divisa per 28 anni
Il Muro di Berlino era un sistema di fortificazioni fatto costruire dal Governo della Germania Est (DDR, Repubblica democratica) per impedire la circolazione tra Berlino Ovest e il territorio della Germania Est. Il Muro divise in due la città di Berlino per 28 anni, dal 13 agosto del 1961 al 9 novembre 1989, giorno in cui il governo tedesco-orientale decretò l’apertura della frontiera. Tra Berlino Ovest e Berlino Est il confine era fortificato da due muri paralleli di cemento armato, separati da una “striscia della morte” larga alcune decine di metri.

Durante quei 28 anni di divisione furono uccise dalla polizia della DDR almeno 133 persone (ma i dati sono discordanti: si parla anche di 900 morti per cause dirette e indirette) mentre cercavano di superare il Muro. Il 9 novembre 1989, dopo settimane di disordini, il Governo della Germania Est annunciò che le visite all’Ovest sarebbero state permesse; dopo questo annuncio molti cittadini dell’Est si arrampicarono sul Muro e lo superarono. La caduta del Muro aprì la strada alla riunificazione delle due Germanie che fu formalmente conclusa il 3 ottobre 1990.

di Benedetta Capelli

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