Mimì e Luis: “Quando padre Bergoglio ci sposò a Buenos Aires”

16 novembre 2017 News

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48 papa sposaIn Argentina c’è chi ha la fortuna di sfogliare l’album di famiglia e trovarci niente meno che le foto del Papa da giovane. In quello di Noemi (per tutti semplicemente Mimì) e Luis Dinardo abbiamo trovato delle foto inedite di padre Jorge Mario Bergoglio, allora 39enne. Era il 1975, e a celebrare il loro matrimonio era il futuro Papa. Li abbiamo incontrati a Buenos Aires, nel quartiere di Flores, a pochi isolati dalla casa e dalle strade che videro crescere papa Francesco. Sono tanti i ricordi che riaffiorano alla loro memoria. A parlare per prima è Mimì.

Flores è il quartiere amato da  Francesco: sembra che abbiate molte cose che vi legano.

Mimì: «Jorge (cosi lo chiamiamo in famiglia) lo conobbi nel 1975, proprio nell’anno in cui mi sposai con Luis. Erano vicini di casa: abitava proprio di fronte ai Bergoglio. Le loro famiglie si aiutavano molto. Avevano l’abitudine di riunirsi ogni domenica… io avevo 16 anni quando mi fidanzai e ci sposammo quando ne compii 21». 

Ci racconti come andò… 

Mimì:  «Ci sposammo il 27 settembre del 1975. Io avevo conosciuto Jorge poco prima: era provinciale dei gesuiti. La prima volta ci ricevette nella casa provinciale per organizzare la cerimonia religiosa. Ricordo i suoi modi molto amabili, ci parlò del sacramento che andavamo ad affrontare. Prima parlò con tutti e due, poi da soli, per sapere cosa pensavamo della nostra vita futura. Grazie anche alla sua premura è stata una bellissima festa!».

Dove si svolse la cerimonia?

Mimì: «Ci ha sposato nella cappella della scuola, nel collegio di Nostra Signora della Misericordia di Flores. Io ho trascorso tutta la vita tra quelle mura, prima come alunna e poi ho proseguito a lavorare in quella scuola come insegnante. Qui avevo anche fatto la mia prima comunione prima che lui ci sposasse». 

Cosa ricordate di quel giorno?

Insieme: «Finita le cerimonia, molto suggestiva, ci ha fatto salire sull’altare di fronte agli invitati e ci ha dato una benedizione come facevano i gesuiti agli indios nei tempi antichi: la benedizione della fertilità per un matrimonio ricco di bambini. E così è stato: abbiamo 3 fantastiche figlie e 4 nipoti, per ora… speriamo che ne vengano di più!».

Una meravigliosa benedizione.

Mimì: «Stupenda. Poi eravamo nel mio collegio dove lui era anche molto conosciuto! Perché fece le elementari proprio nel collegio della Misericordia. E le suore che lo gestiscono hanno la loro casa generalizia in Italia, a Savona dove probabilmente andremo in visita il prossimo anno, sperando di poter anche andare da papa Francesco in Vaticano». 

Cosa potete raccontarci della festa dopo la cerimonia?

Insieme: «Si fece nel nostro quartiere tra Flores e Caballito. Vennero lui e sua mamma Regina: un incanto di famiglia, un incanto di persone tutti e due». 

Cosa vi colpì del futuro Papa?

Insieme: «Se guardate le foto vedete che Jorge era sempre al nostro lato perché diceva che un prete non deve mai separare, ma accompagnare la coppia. Stava sempre di fianco, mai nel mezzo… fateci caso». 

Cosa si mangiava?

Mimì: «C’era molto cibo anche perché siamo entrambi di origini italiane (Mimì calabresi, Luis siciliane; ndr). Per mio padre c’era sempre troppo poco da mangiare! C’erano molti stufati, carne, pesce, gamberi e verdure, Ma anche panini, pietanze calde e fredde. In quell’epoca, ormai sono 42 anni di matrimonio, non si faceva un pranzo formale come oggi. Era tutto molto spontaneo, in piedi, si beveva lo spumante con la frutta».

E la musica? Bergoglio ballò il suo amato tango?

Insieme: «Durante il matrimonio la musica era moderna, non c’era il tango. Lui ballava: so che era “tanguero”, ma nel mio matrimonio non si ballò il tango».

Cosa potete dirci di Regina, la mamma del Papa?

Insieme: «Era una perfetta donna di casa, un’ottima cuoca, era un pilastro su cui si appoggiava la famiglia. Quando ebbe problemi di salute, noi l’andammo a trovare. Era poco tempo dopo che ci eravamo sposati». 

Luis, lei è cresciuto a fianco della casa di Bergoglio, cosa può raccontarci di quegli anni?

Luis: «Pensate che sono diventato tifoso della squadra del San Lorenzo grazie a Jorge. Inoltre ricordo che mio cugino Omar era allevatore di colombe, ne aveva una in terrazzo: io e Jorge ci andavamo sempre a giocare da ragazzi». 

Cosa la colpiva di Bergoglio?

Luis: «Jorge era molto spiritoso e simpatico, amava le feste e riunioni familiari. Molte volte durante certe occasioni speciali lui arrivava. Se dovessi dire un’altra sua caratteristica, mi ha sempre stupito la sua memoria nel ricordarsi di tutte le persone che incontrava».

E lei, Mimì, ha qualche altro ricordo?

«Riguarda il collegio delle Sorelle della Misericordia: un giorno all’anno è dedicato agli ex alunni. Dal momento che Jorge aveva studiato lì in alcune occasioni le suore lo chiamavano perché celebrasse la messa. In una di quelle messe chiamò le religiose più anziane all’altare insieme alle altre sorelle per fare un discorso e disse loro: “Lasciate il passo alle nuove generazioni!”. Pensate che la direttrice era la stessa di quando ancora io ero un’alunna… chi si sarebbe mai permesso di dire una cosa del genere?!».

Siete poi rimasti in contatto anche dopo quel giorno?

Mimì: «Sì. Quando mio suocero mancò, lui ci aiutò molto e si preoccupò di mia suocera. Lei amava molto Bergoglio, lo chiamava Jorgito! Fece anche un diario pieno di ritagli delle riviste di tutta la vita di Jorge».

Quando lo avete visto l’ultima volta?

«Circa un anno prima che lo eleggessero Papa. Fu alla festa patronale di san Giuda Taddeo. Lui allora era la massima autorità della chiesa cattolica argentina e celebrò la messa. Noi vivevamo là vicino in quel momento e andammo alla messa. Quando terminò, temevamo che non ci avrebbe riconosciuti, poiché era passato molto tempo… Lui ci guardò e disse: “Luisito!!!” e poi aggiunse per scherzare, “Ma allora siete cattolici…”. Fu molto emozionante».

di Adriano Alimonti

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