Milano, siamo andati nel quartiere che il Papa visiterà

13 marzo 2017 News

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Credit Mondadori Portfolio

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A poco meno di tre settimane dal suo arrivo a Milano, il quartiere Forlanini si prepara ad accogliere papa Francesco la mattina di sabato 25 marzo. L’intensa giornata milanese del Pontefice prevede, infatti, una tappa in questa periferia (conosciuta anche per le “Case Bianche” di via Salomone), dove Francesco si recherà appena sbarcato in città. Qui visiterà la parrocchia di San Galdino prima di incontrare alcune famiglie che vivono nelle case popolari. Abbiamo voluto fare un giro nel quartiere per vedere come si sta preparando in vista dell’arrivo del Papa, raccogliendo le testimonianze di chi abita in questo angolo ai confini di Milano.

La prima persona che incontriamo appena arrivati è Fernando, uno studente fuori sede di 27 anni che frequenta l’Università Statale di Milano. Vive in affitto in un piccolo appartamento non lontano dalla chiesa di San Galdino e non nasconde il suo entusiasmo per la visita del Pontefice. «Per me che ho sempre frequentato l’oratorio e ho fatto a lungo il catechista, papa Francesco rappresenta un idolo». Fernando è uno dei 3.000 volontari che a Milano saranno impegnati per tutta la giornata di sabato 25 marzo, quando il Santo Padre metterà piede sul suolo ambrosiano.

Quando la diocesi di Milano lo ha contattato per sondare la sua disponibilità a prendere servizio per questo grande evento, lui non ha esitato un secondo ad accettare. «Non potevo rinunciare a un’occasione del genere. So che sarà una giornata molto faticosa, ma non vedo l’ora che arrivi. Spero solo di poter essere vicino al Papa, di poterlo vedere». In effetti il quartiere sarà blindato e l’accesso sarà consentito solo ai residenti, ecco perché c’è qualcuno, come Manuela, che ha già programmato cosa fare. «Io abito poco distante da qui, ma in via Salomone vivono i miei genitori. Il 25 marzo dormirò da loro così quando Francesco arriverà io sarò già qui ad aspettarlo».

Manuela non è l’unica che attende con trepidazione l’arrivo del Papa. Il clima di grande attesa che si respira nel quartiere lo si percepisce anche ascoltando le parole di Liliana, 68 anni, che vive qui da una vita. «Io in questa visita ci credo davvero» confessa, riconoscendo che la presenza del Pontefice costituisce un momento storico per tutta la città. Liliana era presente anche cinque anni fa, in occasione della visita pastorale a Milano di papa Benedetto XVI. «Nel 2012 ero nel Duomo e mi sono commossa. Quell’esperienza la porto ancora oggi nel cuore: l’incontro con il Papa è sempre molto emozionante. Sono sicura che con Francesco sarà una giornata altrettanto indimenticabile».

C’è poi chi, come Tiberio, ha incontrato ben tre pontefici diversi, e adesso spera di poter vedere da vicino anche Bergoglio. «Io ho 80 anni e di papi ne ho visti parecchi ma nessuno aveva il carisma e l’entusiasmo di Francesco. In effetti, nessun altro Santo Padre avrebbe scelto di fare visita a una periferia come questa». Tiberio frequenta il centro Caritas di via Salomone, che ogni giorno fornisce assistenza e servizi agli anziani della zona. Lui, come molti altri pensionati che vivono qui, ha visto questo quartiere cambiare profondamente con il passare degli anni.

Ecco perché si augura che le istituzioni tornino ad occuparsene anche quando si saranno spente le luci dei riflettori. «Ci sono famiglie qui che non hanno l’acqua o la corrente elettrica – ci spiega Tiberio – e vivono in condizioni precarie. Il Santo Padre è sempre dalla parte degli ultimi, spero che si renda conto di come si sta qui». Prima di andare via incontriamo anche Giulia, che a 26 anni vorrebbe poter stringere la mano al Papa, ben sapendo che sarà piuttosto difficile: «Francesco è come una rockstar, è capace di travolgere tutti con il suo entusiasmo. Sarebbe bello poterlo salutare dal vivo».

di Francesco Morrone

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