Mattarella presidente, gli auguri del Santo Padre

1 febbraio 2015 Foto e video story

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(credits: Getty Images)

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L’Italia ha finalmente un nuovo presidente della Repubblica: Sergio Mattarella è stato eletto sabato 31 gennaio, raccogliendo il testimone lasciato da Giorgio Napolitano e diventando così il dodicesimo presidente della nostra storia. Papa Francesco ha voluto immediatamente inviare il suo telegramma di congratulazioni e benvenuto: «Mi è gradito rivolgerle deferenti espressioni augurali per la sua elezione alla suprema magistratura dello Stato italiano e, mentre auspico che ella possa esercitare il suo alto compito specialmente al servizio dell’unità e della concordia del Paese, invoco sulla sua persona la costante assistenza divina per una illuminata azione di promozione del bene comune nel solco degli autentici valori umani e spirituali del popolo italiano. Con questi voti, invio a lei e all’intera Nazione la benedizione apostolica».

Forse qualcuno potrebbe pensare che siano parole un po’ distaccate… Soprattutto rispetto al tradizionale calore a cui il Santo Padre ci ha abituato in questi due anni.In realtà sono figlie di quel profondo e dovuto rispetto per una figura istituzionale così importante come quella del nostro Presidente. Anche se ancora non sappiamo quando potranno incontrarsi, potrebbe, però, presto nascere una bella amicizia. Come vedremo, il neo presidente Mattarella e papa Francesco hanno tanti punti in comune…

Il ritratto: è stato ministro e giudice 
Scopriamo, allora, chi è davvero Sergio Mattarella. È nato a Palermo il 23 luglio del 1941 ed è figlio di Bernardo, un politico di spicco della Democrazia Cristiana anno ’50 e ’60. il fratello minore di Piersanti, presidente della regione Sicilia che fu brutalmente assassinato dalla mafia il 6 gennaio del 1980.

Dal 1983 al 2008 è stato deputato della Democrazia Cristiana, prima, e poi del Partito Popolare e della Margherita. Più volte ha ricoperto la carica di Ministro (dell’Istruzione, della Difesa e per i Rapporti con il Parlamento) e a lui si deve una famosa legge elettorale nota come “Mattarellum” (è una latinizzazione
del suo cognome, secondo un’usanza abituale per alcune leggi) oltre che la cancellazione del servizio obbligatorio della leva militare. Negli ultimi quattro anni ha lavorato come giudice  presso la Corte costituzionale dove si è occupato di valutare la legittimità degli atti dello Stato e delle Regioni. Infine Mattarella è stato avvocato e professore di Diritto parlamentare presso l’Università di Palermo.

È un cattolico vero che ama la sobrietà
Mattarella, che ha purtroppo perso sua moglie Marisa tre anni fa, è un fervente cattolico e ha da sempre condotto una vita sobria, lontana dai clamori e dai riflettori. Ed è proprio per questo motivo che in tanti sono convinti che lui e papa Francesco si troveranno facilmente sulla stessa lunghezza d’onda. «Nel mio amico Sergio Mattarella mi ha sempre colpito il pudore dei sentimenti», ha commentato l’arcivescovo Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. “Il suo stile è improntato alla semplicità ed è immaginabile che tra lui e il Papa ci sarà sintonia. Mattarella come papa Francesco ha sempre portato avanti la cultura dell’incontro. È un uomo pensoso e sensibile, che non ama mettersi in piazza».

«Pregate per me», in stile Francesco
Una sensibilità dimostrata fin dalla sua prima dichiarazione dopo l’elezione. «Il pensiero va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini. È sufficiente questo» sono state le parole di Mattarella, il quale ha anche voluto recarsi in visita alle Fosse Ardeatine per rendere omaggio
alle vittime della violenza nazista durante la Seconda Guerra mondiale.

E questa non è la sola prova della spontaneità del nuovo capo dello Stato. Infatti, non ha voluto mancare al consueto appuntamento domenicale con la messa presso la basilica dei Santi Apostoli di Roma, al termine della quale è stato avvicinato da tre suore che gli hanno chiesto di scattare una foto. A loro ha chiesto: «Pregate per me affinché io sia uno strumento al servizio del Paese». Un frase che assomiglia tantissimo a quel «Pregate per me» che anche Francesco ripete ogni domenica all’Angelus…

di Matteo Valsecchi

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