Matrimoni nulli, al via processi più veloci

27 settembre 2014 Foto e video story

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Francesco sta preparando il grande incontro tra cardinali, vescovi, sacerdoti e laici sulla Famiglia (credits: Getty Images)

Francesco sta preparando il grande incontro tra cardinali, vescovi, sacerdoti e laici sulla Famiglia (credits: Getty Images)

La richiesta è giunta da numerose Conferenze episcopali del mondo e da parecchie delle migliaia di risposte giunte al questionario diffuso da papa Francesco in preparazione del Sinodo straordinario sulla famiglia, in programma dal 5 al 19 ottobre prossimi con la partecipazione di 253 tra cardinali, vescovi, sacerdoti, religiose e religiosi, laici e coppie di sposi.

Si chiede di semplificare la complessa procedura (due gradi di giudizio) che porta i tribunali ecclesiastici e la Rota romana a dichiarare nulle le nozze celebrate in chiesa. Nello strumento di lavoro, che servirà come traccia di discussione durante il Sinodo, si legge infatti: «Molti avanzano richieste circa lo snellimento: processo canonico semplificato e più rapido; concessione di maggiore autorità al vescovo locale; maggiore accesso dei laici come giudici; riduzione del costo economico del processo. In particolare, alcuni propongono di riconsiderare se sia veramente necessaria la doppia sentenza conforme, almeno quando non c’è richiesta di appello, obbligando però all’appello in certi casi il difensore del vincolo. Si propone anche di decentralizzare la terza istanza. In tutte le aree geografiche, si chiede un’impostazione più pastorale nei tribunali ecclesiastici, con una maggiore attenzione spirituale nei confronti delle persone».

Pronto, come sempre, a rispondere alle richieste che arrivano dai fedeli, papa Bergoglio ha perciò immediatamente istituito una commissione speciale di studio per snellire il processo di nullità matrimoniale, prima ancora che si aprano i lavori dell’assemblea dei vescovi sulla famiglia. La Commissione è presieduta da monsignor Vito Pinto, decano del Tribunale della Rota romana, e vi fanno parte, tra gli altri, il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del pontificio Consiglio per i Testi legislativi, monsignor Luis Francisco Ladaria Ferrer, segretario della Congregazione per la dottrina della fede e anche un laico, Paolo Moneta, docente di diritto canonico. La Commissione ha come incarico di «preparare una proposta di riforma del processo matrimoniale, cercando di semplificarne la procedura, rendendola più snella e salvaguardando il principio di indissolubilità del matrimonio».

50mila matrimoni annullati ogni anno
La cause di nullità matrimoniale sono numerose: solo nel 2012 nel mondo sono stati dichiarati nulli quasi 50 mila matrimoni celebrati in chiesa, dei quali 2.413 in Italia. Il 29 luglio 2013, conversando con i giornalisti di ritorno dal viaggio in Brasile per la Giornata mondiale della gioventù, papa Francesco ricordava: «Il cardinale Antonio Quarracino, il mio predecessore (come arcivescovo di Buenos Aires, ndr), diceva che per lui la metà dei matrimoni sono nulli. Ma diceva così, perché? Perché si sposano senza maturità, si sposano senza accorgersi che è per tutta la vita, o si sposano perché socialmente si devono sposare. E in questo entra anche la pastorale matrimoniale. E anche il problema giudiziale della nullità dei matrimoni, quello si deve rivedere, perché i Tribunali ecclesiastici non bastano per questo». E il Papa concludeva: «È complesso, il problema della pastorale matrimoniale».

Curiosità: ma non sono tutti d’accordo con il Papa
L’assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi sulla famiglia si preannuncia ricca di spunti e di discussione. Alcuni porporati si sono già pronunciati a favore di una possibile revisione della prassi pastorale che vieta di dare la comunione ai divorziati risposati, altri invece hanno richiamato le parole di Gesù sull’indissolubilità del matrimonio. Papa Francesco ascolterà tutti durante le due settimane di lavori del Sinodo, ma chiede che lo spirito sia sempre quello dell’unità e mai della divisione e delle «cordate».

Rivolgendosi a un gruppo di vescovi nominati lo scorso anno, il 18 settembre, li ha invitati a non cadere «nella tentazione di sacrificare la vostra libertà circondandovi di corti, cordate o cori di consenso, poiché nelle labbra del vescovo la Chiesa e il mondo hanno il diritto di trovare sempre il Vangelo che rende liberi». E soprattutto Bergoglio ha raccomandato: «Pur custodendo gelosamente la passione per la verità, non sprecate energie per contrapporsi e scontrarsi, ma per costruire e amare». Il messaggio del Pontefice era rivolto a tutti i presuli che hanno a cuore il futuro della Chiesa in un momento così delicato di riflessione e di riforma.

Ecco chi sono i cinque cardinali il cui libro (Permanere nella verità di Cristo. Matrimonio e comunione nella Chiesa cattolica) sostiene il mantenimento delle regole attuali sul matrimonio:

(credits: Getty Images)

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- Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede;

 

 

 

 

 

 

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- Raymond Leo Burke, prefetto della Segnatura apostolica;

 

 

 

 

 

 

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- Walter Brandmüller, presidente emerito del Pontificio Comitato di scienze storiche;

 

 

 

 

 

 

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- Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna;

 

 

 

 

 

 

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- Velasio De Paolis, presidente emerito della prefettura degli affari economici.

 

 

 

 

 

 

di Ignazio Ingrao

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