Luoghi sacri: una guida per scoprirli

4 luglio 2014 Foto e video story

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Gerusalemme, capitale di Israele (credits: Getty images)

Gerusalemme, capitale di Israele (credits: Getty images)

Il mio Papa vi guiderà nei principali luoghi dello Spirito in Italia e in Europa, raccontandoveli e fornendo, là dove è possibile, anche consigli e indicazioni pratiche per il viaggio.

Naturalmente, esistono molte agenzie che si occupano di predisporre spostamenti, itinerari e soggiorni nei luoghi della Fede ma, spesso e soprattutto per alcune destinazioni, i fedeli preferiscono non affidarsi ad altri e organizzare da soli il proprio viaggio. Chi, invece, desidera essere accompagnato nella progettazione e nella preparazione di quella che, senza dubbio, è una delle esperienze più significative della vita di un credente, è bene che sappia che l’unica “agenzia” direttamente dipendente dal Vaticano è l’Opera Romana Pellegrinaggi. L’Orp, infatti, è un’attività del Vicariato di Roma, organo della Santa Sede, alle dirette dipendenze del cardinale vicario del Papa, attualmente il cardinale Agostino Vallini.

«Organizzare pellegrinaggi significa  rispondere a un bisogno» spiega monsignor Liberio Andreatta, vicepresidente e amministratore delegato dell’Orp. «Diversamente dal pacchetto di viaggio turistico, il pellegrinaggio non è un prodotto che si vende, ma un’esperienza di vita che si offre, un momento di riflessione e di confronto, un percorso interiore nel quale cerchi di riscoprire dentro di te quei valori che la vita di tutti i giorni tende a nascondere o a far dimenticare». Per dirla con le parole di monsignor Andreatta, potremmo, dunque, definire il pellegrinaggio «una sosta nella vita in cui uno riflette, incontra gli altri e la natura e, in questo incontro, ritrova la bellezza della vita che è la bellezza di Dio».

Gli albori paleocristiani
Non a caso, la storia dei pellegrinaggi, prima solo come viaggio spirituale poi anche a scopo di penitenza o per sciogliere un voto, si perde nel tempo. “Beato chi trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio recita il Salmo 83. E questi “santi viaggi” venivano decisi già nell’epoca paleocristiana quando molti partivano alla volta di Gerusalemme per ripercorrere
le strade di Gesù, per visitare quei luoghi in cui nacque, visse e morì. Diventato quasi un’usanza fissa per i cristiani dopo l’editto di Costantino che, nel 313 d. C., sancì la libertà di culto nell’Impero Romano, il pellegrinaggio a Gerusalemme venne presto affiancato (e, poi, sostituito) da quello a Roma, la città che aveva visto il martirio degli Apostoli Pietro e Paolo. Si trattava, allora, di pellegrinaggi diversi da quelli di oggi soprattutto perché, almeno fino all’anno Mille, il viaggio era un’esperienza prevalentemente individuale, lontana dalla modalità di gruppo che assunse in seguito e che dura ancora ai giorni nostri.

Errante o pellegrino?
Monsignor Andreatta riprende: «Grazie alle più moderne tecnologie, oggi possiamo essere connessi con tutto il mondo. Eppure mai come in questi tempi l’uomo è stato solo. È deluso da tutto, non ha più punti di riferimento vive in uno stato di sbandamento totale». Da tutto questo nasce l’esigenza del pellegrinaggio, come ha spiegato papa Francesco nelle parole che ha rivolto all’Opera Romana Pellegrinaggi all’inizio del suo pontificato: «Voi state vivendo l’esperienza del pellegrinaggio, che è un grande simbolo della vita umana e cristiana. Ognuno di noi può essere “errante” o “pellegrino”: o errante o pellegrino. Il tempo che viviamo vede molte persone “erranti” perché prive di un ideale di vita e spesso incapaci di dare senso alle vicende del mondo. Con il segno del pellegrinaggio, voi mostrate la volontà di non essere “erranti”».

Anche san Giovanni Paolo II aveva parlato del pellegrinaggio. Nella “Incarnationis mysterium”, la Bolla di indizione del Grande Giubileo che si è svolto nell’anno 2000, lo aveva definito «un momento significativo nella vita dei credenti, rivestendo nelle varie epoche espressioni culturali diverse. Esso evoca il cammino personale del credente sulle orme del Redentore. Mediante la veglia, il digiuno, la preghiera, il pellegrino avanza sulla strada della perfezione cristiana, sforzandosi di giungere, col sostegno della grazia di Dio, allo stato di uomo perfetto nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo».

I santuari mariani
Oggi, chi decide di partire per un pellegrinaggio, quasi sempre sceglie in prima istanza Lourdes: «È la prima tappa, la casa di Maria, il luogo che pensi di avere scelto e che, invece, è il luogo dove sei stato chiamato, quello in cui avevi un appuntamento che non sapevi di avere. Dove vai per chiedere una grazia e finisci per pregare per gli altri che hai incontrato» spiega monsignor Andreatta. Poi, dopo Lourdes, viene il desiderio di visitare la Terra Santa «perché, diversamente da Lourdes e da Fatima, dove la Madonna è apparsa, quella è la terra dove è vissuta. Dove è nato e vissuto il Signore. Andare in Terra Santa significa tornare a casa, leggere il Vangelo con gli occhi dei luoghi dove Gesù ha camminato.Gerusalemme è una città che stupisce, ancora oggi che non ci stupiamo più di niente: di un bambino che nasce, di un fiore, dell’amore che è sempre più spesso tradimento».

L’incontro con Cristo
L’importante, ovunque si vada (dalla Terra Santa ai santuari mariani, da Ur, la terra dei Caldei, la città di Abramo che rappresenta le origini che uniscono Ebrei, Cristiani e Musulmani ai luoghi della devozione dei Santi) è ricordare sempre che «il cuore del pellegrinaggio, di ogni pellegrinaggio» conclude Andreatta «è l’Eucarestia, l’incontro con Cristo. Il pellegrinaggio  come metafora della vita è un cammino per incontrare Cristo insieme ai fratelli. È un percorso non privo di ostacoli ma nell’Eucarestia, ognuno trova la forza e il sostegno per affrontarlo».  E per ripetere le parole dei due discepoli di Emmaus nel Vangelo di Luca: «Non ardeva forse il nostro cuore lungo la via?».

I luoghi del Vangelo.
Un pellegrinaggio nei luoghi in cui Gesù è vissuto e la comunità cristiana ha mosso i suoi primi passi. Tappe obbligate a Betlemme con la basilica della Natività, Nazareth per la basilica dell’Annunciazione e soprattutto Gerusalemme dove è avvenuta l’ultima Cena, la Passione, la morte e la Resurrezione di Cristo e dove si può visitare la basilica del Santo Sepolcro.

di Tiziana Lupi

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