Luis Tagle, il cardinale vicino a Francesco

3 febbraio 2015 Foto e video story

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(credits: Getty Images)

Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, è stato il promotore del viaggio del Papa nelle Filippine (credits: Getty Images)

Oltre 14mila seguaci sul social network Twitter e più di 500mila «Mi piace» (è un indicatore della popolarità di un personaggio) sulla sua pagina del sito Facebook. Il cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, 57 anni compiuti, è uno dei quattro cardinali più giovani dell’attuale collegio cardinalizio ed è il porporato più attivo su Internet.

«Chito», così si lascia chiamare soprattutto dai giovani, non ha paura dei nuovi mezzi di comunicazione, ma soprattutto ama stare in mezzo alla gente. Proprio come papa Francesco, al cui fianco lo abbiamo visto nel corso del viaggio del Santo Padre in Asia. Ma i punti comuni tra loro non solo questi!

Il Papa lo ha voluto subito accanto a sé
Originario di Manila, Tagle è stato creato cardinale da Benedetto XVI nel novembre 2012 dopo una brillante carriera come teologo, docente e pastore. I genitori volevano che diventasse medico, ma a 14 anni un giovane prete nella parrocchia lo invitò a partecipare a una riunione vocazionale. «Andai in confusione», racconta Tagle, «cominciai a domandarmi: “Voglio fare il medico? O ci sono altre vie da scoprire?”».

Così, grazie anche ai consigli di un altro sacerdote, decise di entrare in seminario. Laureato con lode alla «Catholic University of America» ha collaborato con l’Istituto di scienze religiose di Bologna per la stesura della Storia del Concilio Vaticano II.

Parla inglese e italiano. Nelle Filippine è anche un volto noto della tv. Dal 2008, prende parte ogni settimana alla trasmissione religiosa The Word Exposed con riflessioni sulle letture per la messa domenicale. Inoltre ogni giorno su Tv Maria conduce Kape’t Pandasal («Caffè e preghiera»).

Nell’ultimo conclave è stato indicato spesso tra i papabili. In realtà per la giovane età non è stato preso in considerazione dal collegio, tuttavia ha giocato un ruolo chiave. Appena eletto, Francesco lo ha voluto accanto a sé nel consiglio dei 9 porporati di tutto il mondo chiamati a studiare le riforme della curia e ad assisterlo nel governo della Chiesa.

Francesco lo ha nominato anche Presidente delegato dell’assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi sulla famiglia che si è svolto in Vaticano nell’ottobre scorso. Come il Papa, Tagle gira a piedi per la città o a bordo delle jeepney, i mezzi di trasporto popolari, ricavati dalle vecchie jeep americane. Parla con tutti e non mette filtri con la gente.

È considerato anche il «cardinale delle lacrime», perché facile a commuoversi: è scoppiato in lacrime quando Benedetto XVI gli ha «imposto» la berretta cardinalizia. Nel corso della visita nelle Filippine è stato sempre accanto a Francesco e anche in questa occasione non ha nascosto diversi momenti di commozione.

Deve sostenere la chiesa asiatica
Ai giornalisti ha raccontato in lacrime la visita di Bergoglio a Tacloban, tra i sopravvissuti del tifone Yolanda. E giunto al saluto finale al Papa, nella messa conclusiva di Manila, di fronte a una folla oceanica, con la voce rotta dal pianto ha ringraziato il Pontefice per essere stato così vicino alle sofferenze della sua gente.

Ora, ha detto Tagle, «ognuno di noi vuole seguirla nelle periferie, nelle prigioni, negli ospedali, nel mondo della politica, delle finanze, delle arti, delle scienze, della cultura, dell’educazione, delle comunicazioni sociali».

Si può essere certi che il Pontefice può contare su di lui per la diffusione della Chiesa cattolica in Asia. Carismatico, mediatico, ma ferrato in teologia. Al prossimo conclave Tagle potrà essere di nuovo tra i papabili. Ma con molte possibilità in più…

di Ignazio Ingrao

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