Ostensione della Sindone: tutto quello che devi sapere

19 aprile 2015 Foto e video story

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Abbiamo celebrato la Pasqua solo da pochi giorni ed è ancora vivo in noi il ricordo della Passione di Gesù, la sua sofferenza, la flagellazione, la corona di spine, le ferite. Per questo, forse, l’idea di poter venerare la Sindone, come sarà possibile fare dal 19 aprile al 24 giugno a Torino, ci appare ancora più suggestiva ed emozionante del solito. Perché la Sindone è proprio questo: l’icona della Passione di Cristo.

Nel Vangelo di Matteo leggiamo: “Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatea, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò” (Mc 27, 57-60). Il lenzuolo di cui parla l’evangelista sarebbe proprio la Sindone, un telo di lino, tessuto a spina di pesce, lungo circa 4,40 metri e largo 1,10 metri.

Una cosa va detta subito: nonostante numerosi studi e ricerche abbiano supportato la tesi che la Sindone sia davvero il sudario di Cristo, la sua autenticità non può ancora considerarsi definitivamente provata. Tuttavia ciò non toglie nulla al signispecchio del Vangelo» e papa Francesco, nel videomessaggio inviato ai fedeli nel marzo 2013, quando è stata annunciata la prossima Ostensione, ha detto: «Questo Volto ha gli occhi chiusi, è il volto di un defunto eppure, misteriosamente, ci guarda e, nel silenzio, parla».

Per il Pontefice «l’Uomo della Sindone ci invita a contemplare Gesù di Nazaret. Questa immagine, impressa nel telo, parla al nostro cuore e ci spinge a salire il Monte del Calvario, a guardare al legno della Croce, a immergerci nel silenzio eloquente dell’amore». Perché, «attraverso la Sacra Sindone, ci giunge la Parola unica e ultima di Dio: l’amore fatto uomo, incarnato nella nostra storia».

Al di là delle verifiche scientifiche, rimane ancora da capire come la Sindone sia giunta a Torino. Secondo il sito del Centro di Sindonologia, www.sindone.it, sappiamo che già nei primissimi secoli dopo la resurrezione di Cristo, i suoi teli funebri erano conservati e venerati dai cristiani.

Nel X secolo la Sindone sarebbe stata trasferita a Costantinopoli e successivamente, durante la IV Crociata, trafugata probabilmente da un francese. Più di un secolo dopo è sempre un francese, il cavaliere francese Goffredo di Charny, a far costruire una chiesa a Lirey, poco lontano da Parigi, per custodire e mostrare ai fedeli la Sindone. Come il cavaliere ne sia venuto in possesso non è chiaro anche se sappiamo che un antenato della sua seconda moglie partecipò proprio alla IV Crociata.

Arrivò a Torino nel sedicesimo secolo
Nella chiesa di Lirey la Sindone rimane fino al 1418 quando la figlia di Goffredo, Margherita, la porta via (a causa dell’acuirsi della Guerra dei Cent’anni) e la dona (o la vende) a Ludovico di Savoia: la Sindone rimarrà di proprietà della famiglia fino al 1983 quando Umberto II (che fu l’ultimo re d’Italia fino al 1946 quando l’Italia divenne una Repubblica) la dona al Papa prima di morire.

I Savoia fanno costruire a Chambéry una chiesa, la Sainte- Chapelle per custodire la Sindone che, nel 1532, viene danneggiata (i segni sono visibili ancora oggi) durante un incendio scoppiato proprio nella chiesa. Trent’anni dopo, il duca di Savoia Emanuele Filiberto trasferisce la capitale del ducato da Chambéry a Torino e, nel 1578, sposta anche la Sindone, ufficialmente per abbreviare il viaggio dell’Arcivescovo di Milano, san Carlo Borromeo, intenzionato a compiere un pellegrinaggio a piedi per venerarla.

Da allora la Sindone è sempre rimasta a Torino (tranne gli anni della Seconda guerra mondiale, dal 1939 al 1946, durante i quali è stata nascosta per sicurezza nell’Abbazia di Montevergine, presso Avellino), prima nella Cappella di Guarino Guarini fatta costruire apposta dai Savoia e, dal 2000, nel Duomo.

Qui è conservata ancora oggi, distesa, in una teca a tenuta stagna (prodotta secondo le più aggiornate tecnologie del settore aerospaziale), in assenza di aria e in presenza di argon, un gas inerte. La teca, a sua volta, è protetta da una struttura antiurto e antincendio e tenuta sotto controllo (insieme a tutta la Cappella) da un sistema computerizzato che monitora temperatura, pressione e umidità.

Nel 1997 la Sindone è rimasta coinvolta in un altro incendio che, fortunatamente, non ha causato danni. In quel periodo, infatti, era stata temporaneamente spostata dalla Cappella del Guarini che doveva essere restaurata. Per precauzione, tuttavia, i vigili del fuoco avevano deciso di rompere la teca in cui il lenzuolo era conservato per portarlo via.

(credits: Getty Images)

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Nel ricordo di san Giovanni Bosco
L’Ostensione della Sindone è stata concessa da papa Francesco in occasione del 2° centenario della nascita di san Giovanni Bosco. Il “Santo dei giovani” conosceva bene il valore dell’insegnamento che il Telo riveste. Per questo nel 1842 partecipò con i giovani dell’oratorio all’Ostensione celebrata per il matrimonio del principe Vittorio Emanuele di Savoia. Scrive Giovanni Battista Lemoyne nelle “Memorie biografiche”, «di questo commovente spettacolo si valse per destare nei suoi giovanetti odio implacabile al peccato e un amore ardentissimo a Gesù Redentore».

 

 

(credits: Agf)

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La Sacra Sindone si trova qui
La Sindone sarà esposta nella cattedrale di San Giovanni Battista, ossia il Duomo di Torino. Si trova in piazza San Giovanni che è facilmente raggiungibile dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova a piedi (17 minuti percorrendo via XX settembre) oppure con il tram numero 4.

 

 

 

 

Cattedrale di Torino, ostensione della Sacra Sindone, 30/03/2013 (credits: Getty Images)

Torino, ostensione della Sacra Sindone, 30/03/2013 (credits: Getty Images)

Dalla prenotazione agli orari così potete vederla
Queste le informazioni utili per organizzare al meglio la visita in uno dei 67 giorni disponibili (il periodo di Ostensione va dal 19 aprile al 24 giugno, ma le visite non sono possibili il giorno di apertura e il 20 e 21 giugno, in occasione della presenza di Francesco).

Prenotazione - Il Telo sarà esposto nella cattedrale di San Giovanni Battista. Per visitarlo è necessaria la prenotazione, gratuita, da fare sul sito www.sindone.org (dove si trovano anche notizie su servizi ed eventi legati all’Ostensione 2015) o al centro telefonico 011/5252550. Informazioni anche sui social network Twitter (@Sindone2015) e Facebook (www. facebook.com/sindone2015).

Visita - Si può fare tutti i giorni, dalle 7.30 alle 19.30. La visita inizia con il percorso di avvicinamento e, dopo una “pre-lettura” di preparazione (vengono proiettate immagini con dettagli del sudario), si entra in Cattedrale. Il percorso, quasi tutto al coperto, è lungo circa 850 metri: il punto di accoglienza e accesso sarà in viale Partigiani; quindi si attraversano i Giardini Reali alti e la manica nuova di Palazzo reale e l’area della pre-lettura, prima di arrivare davanti alla Sindone dove si sosta qualche minuto.

Confessione - Durante il periodo dell’Ostensione saranno a disposizione sacerdoti per confessioni in tutte le lingue del mondo.

Giovani e disabili – Attenzione particolare sarà riservata ai giovani (per loro sono previsti pacchetti di accoglienza differenziati; le informazioni sono al sito www.turinforyoung.it) e ai malati e disabili, che avranno strutture di ospitalità sul modello degli Accueil di Lourdes realizzate in collaborazione con il Sermig, il Cottolengo e la Asl Torino1.

Offerte Partecipare all’Ostensione della Sindone è gratuito: le offerte lasciate volontariamente dai fedeli saranno consegnate a papa Francesco in occasione della sua visita del 21 giugno.

di Tiziana Lupi

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