Loretta Goggi, l’incontro con il Pontefice

2 novembre 2014 Foto e video story

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Loretta Goggi e il marito alla cerimonia dei Nastri d'Argento 2006 (credits: Getty Images)

Loretta Goggi e il marito in una passata edizione dei Nastri d’Argento (credits: Getty Images)

I due successi di questo inizio stagione di Raiuno, la fiction «Un’altra vita» appena conclusa e «Tale e quale Show», il varietà del venerdì sera, hanno qualcosa in comune. Anzi, qualcuno: Loretta Goggi è tornata una protagonista della televisione italiana. Il pubblico la ama e lei ricambia con una sincerità rara per un personaggio televisivo. E in questa intervista racconta a cuore aperto il suo rapporto con la fede, il suo straordinario incontro con papa Francesco, la scomparsa della sua adorata mamma e una serie di coincidenze che fanno venire la pelle d’oca «perché il Signore non fa succedere niente per caso», dice.

Signora Goggi, cosa intende?
«Il Signore ci mette davanti a delle situazioni nelle quali possiamo sì utilizzare il libero arbitrio, ma… Lui ci conosce bene».

Ci fa un esempio?
«Ultimamente mia mamma non stava bene e io ho rifiutato proposte di lavoro che mi avrebbero portato a stare lontana da lei. Una fiction da girare all’estero e una proposta teatrale. Meno male che non ho accettato: quando se n’è andata ero accanto a lei. Se fossi stata lontana non me lo sarei perdonato. È come se la mia scelta fosse stata guidata. Infatti c’è una coincidenza che ha dell’incredibile ».

Quale coincidenza?
«Da oltre un anno cercavo di incontrare papa Francesco. È stato un percorso lungo. Dapprima avevo fatto in modo di fargli avere il mio libro, tramite un suo amico argentino. In quelle pagine c’era una parte dedicata alla religione, al mio rapporto con la fede, alle mie cadute e al mio ritrovarla e, presuntuosamente, mi sarebbe piaciuto che papa Francesco lo leggesse. Gli ho scritto anche una dedica, perché so che lui legge tutto quello che gli è dedicato, ma poi non ho saputo più nulla».

Si è scoraggiata?
«No di certo! Ci tenevo così tanto a incontrarlo. Allora ho scritto al monsignore che si occupa delle Messe a Santa Marta, proprio come tutti i fedeli che desiderano assistere a una Messa celebrata dal Papa. E ho atteso».

E poi?
«Dopo tanto tempo, arriva la convocazione per il venerdì 3 ottobre alle 6.30, per due persone. Siamo andate io e mia sorella. La notte precedente non ho dormito sia per l’emozione sia per la paura di non svegliarmi. Alle 6 eravamo già davanti all’entrata, quella con le Guardie Svizzere. Con noi c’erano una trentina di altri fedeli. Tutti pazientemente in attesa lì fuori al freddo. Pensavo che la sera sarei dovuta andare in onda a “Tale e quale show” senza aver dormito, ma ero felicissima di trovarmi lì. Siamo entrate, ci hanno fatto sistemare in terza fila, davanti c’erano dei prelati, e poi il Papa è arrivato».

Cosa ha notato subito?
«Le sue scarpe nere, il suo crocifisso al collo e il suo anello d’argento. La sua…“normalità”. Ha celebrato la Messa, ha fatto  un’omelia bellissima né lunga  corta, sul fatto che spesso pensiamo che Dio debba volere quello che desideriamo noi, invece dovremmo abbandonarci a lui e alla sua volontà. Ha fatto anche degli esempi di vita quotidiana, come fa spesso. Poi, finita la Messa, se ne va. E se ne vanno anche i preti che erano nelle prime due file. Ma il monsignore che ci aveva invitato, dice a noi fedeli: “Non vi muovete, a volte rientra a salutare e a parlare con le persone. Non sempre lo fa, ma succede. Abbiate pazienza e aspettate”».

Voi ovviamente siete rimaste lì ad aspettare…
«Certamente. Infatti dopo poco il Santo Padre è rientrato con il suo abito bianco, dopo aver tolto i paramenti per la Messa. Si è seduto su una sedia vicino a una colonna, con le mani in grembo e la testa bassa, senza parlare. Passano diversi minuti nei quali tutti noi rispettavamo il silenzio. Lui rifletteva o pregava e ci siamo messe a pregare anche noi. Poi alzo lo sguardo e non lo vedo più e dico a Daniela: “Che peccato, se n’è andato!”».

E allora è tutto finito? 
«No, perché il monsignore ci dice di andare nella stanza adiacente, dove papa Francesco ci sta aspettando. Sono entrati prima i parrocchiani in una lunga fila, presentati uno per uno dal parroco. Gli ultimi due della fila erano un uomo e una donna non più giovanissimi, il parroco ha detto al Santo Padre: “Loro due domani si sposano” e papa Francesco li ha guardati e ha detto: “Ah, allora domani entrate in carcere!”. Siamo scoppiati tutti a ridere. E papa Francesco ha continuato dicendo: “Che Dio vi aiuti, matrimonio è un sacramento importante e farlo durare è un impegno importante».

Poi è arrivato il vostro turno?
«Sì. Daniela si è inginocchiata, lui l’ha presa per un polso e le ha detto: “No no, stai su!” e lei si è rialzata e le ha mostrato la foto di sua figlia Costanza, che ora è all’estero, dicendo che le sarebbe piaciuto che si avvicinasse di più alla Chiesa. Papa Francesco ha risposto: “Eh, c’è tempo e preghiera”, come a dire che c’è tutto il tempo per pregare che questo accada. Poi è toccato a me, ho accennato un timido inchino e le ho chiesto: “Santità, posso darle un bacio?” e lui : “Mica mordo, eh?”. E l’ho baciato sulla guancia. Era morbido morbido… Poi gli ho mostrato sul telefonino la foto di mamma e gli ho spiegato che non stava bene da tempo. Lui l’ha guardata, ha messo la mano sullo schermo senza dire nulla. Gli abbiamo detto che era nostro desiderio incontrarlo, fin da quando è diventato Papa, l’abbiamo ringraziato e l’abbiamo salutato augurandoci di poter assistere ancora a una Messa celebrata da lui».

E dopo come si è sentita?
«Felicissima. Ma non è finita qui. Le signore del refettorio di Santa Marta, dove anche il Santo Padre mangia insieme con preti, fedeli, laici, ci hanno riconosciuto e ci hanno invitato a prendere un caffè e dei biscotti. E hanno raccontato aneddoti meravigliosi su papa Francesco».

Quali?
«All’inizio le signore non erano abituate a un Pontefice che mangiava lì con loro. E allora per rispetto si nascondevano in disparte tra le colonne. Le prime volte lui le sorprendeva arrivando alle loro spalle e faceva “Bù!” per scherzare. “Perché vi nascondete? Di cosa vi vergognate? Venite a tavola con me…”. E ancora, un giorno lui arriva si siede a tavola di fronte a una fedele, ospite di Santa Marta, che stava facendo colazione. La signora ammutolita non smetteva di guardarlo. E papa Francesco chiede: “Perché quella signora mi fissa?”. “Perché lei è il Papa e sta facendo colazione al tavolo con lei…”. Ecco, lui è straordinario nella sua normalità».

Prima aveva parlato di una coincidenza…
«Infatti. Tornata a casa, Daniela era felicissima e ha raccontato per filo e per segno alla mamma il nostro incontro. Poi le ha dato un bacio, dicendole: “Questo è il bacio di papa Francesco per te”. La mamma non stava bene da tempo, come ho già detto. E ormai era imprigionata in una testa e in un corpo che non la facevano più vivere. E diceva: tengo duro per le mie figlie, ma non vedo l’ora di raggiungere Gesù. Beh, quel pomeriggio è peggiorata. Io sono corsa da lei, le ho stretto la mano e le ho detto tutto quello che le dovevo dire. Aveva gli occhi chiusi, ma so che mi ha ascoltato. Poi le ho raccontato della benedizione del Santo Padre sulla sua foto. E poi se n’è andata. In pace. È come se papa Francesco avesse liberato la sua anima».

Secondo lei qual è il segreto di questo Papa?
«La sua capacità di comunicare cose importanti con grande semplicità. Dal primo momento, quando si è affacciato a quel balcone e si è presentato. Ed è già leggenda. Un Papa diverso dagli altri. Lui arriva a tutti: ricchi, poveri, colti, ignoranti, cattolici e no. Tutti lo vogliono conoscere. Ha qualcosa di straordinario. E dietro a quel sorriso c’è una tempra, una personalità forte, che ti trasmette fiducia. Siamo tutti peccatori, ma lui ci regala l’idea che Dio è vicino a ognuno di noi, anche se ci sentiamo indegni». Ha idee persino rivoluzionarie. Dal Sinodo sulla famiglia è uscito, tra le altre cose, il suo desiderio di dare la comunione anche ai divorziati. «Ci sono tante famiglie meravigliose composte da divorziati, con figli nati e cresciuti in grazia di Dio, con valori sani. E la comunione è un grande sostegno per un cattolico. Io ne so qualcosa. Per 32 anni sono stata con Gianni (Brezza, ndr), divorziato, e poi l’ho persino sposato… per la Chiesa ero una peccatrice in primis! Andavo a Messa e riuscivo a fare la comunione solo due volte l’anno grazie al mio padre spirituale, che aveva capito quanto bisogno avessi dell’aiuto di Dio».

Lei ha sempre avuto una fede così forte?
«Sono cresciuta con una educazione cattolica. Ho avuto i miei periodi di allontanamento, ma poi sono tornata. La fede mi aiuta. Vado a Messa tutte le settimane, e poi prego tanto. Mi è di conforto. Indosso sempre un piccolo rosario al collo, che è nascosto sotto le collane di scena quando sono in tv. Prego Dio, la Madonna, Gesù e parlo con loro come a un padre, a una madre e a un fratello. Poi chiedo allo Spirito Santo di illuminarmi per capire cosa il Signore vuole da me. E poi prego l’angelo custode. Anche a lui chiedo aiuto, nient’altro. Ci vorrebbe coraggio a chiedere ancora qualcosa…».

Ha un padre spirituale?
«Da sempre. Un frate cappuccino che mi ha sempre aiutata. Nella mia vita, però, ho incontrato anche sacerdoti che con un atteggiamento di chiusura hanno rischiato di farmi allontanare dalla Chiesa. Ma non ce l’hanno fatta».

di Stefania Zizzari

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