L’omaggio di Francesco alla Vergine di Guadalupe

22 dicembre 2016 Mondo di Francesco, News

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Credit Osservatore Romano

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Messa in spagnolo per papa Francesco che, nella Basilica di san Pietro, ha voluto, per la terza volta consecutiva, celebrare personalmente una speciale funzione per ricordare Nostra Signora di Guadalupe, la Vergine apparsa nel dicembre 1531 a un indio messicano, Juan Diego Cuauhtlatoatzin, santo dal 2002.

Si tratta della patrona di tutti i popoli di lingua spagnola e del continente americano in particolare. Dopo i canti nelle varie lingue delle popolazioni indigene e davanti a tutti gli ambasciatori dei paesi del Centro e del Sudamerica, il Papa ha ricordato i poveri del continente e le mobilitazioni a difesa delle donne in Argentina e Colombia, dove si sono verificati efferati omicidi di ragazze.

«La società che stiamo costruendo per i nostri figli» ha detto il Papa nell’omelia «è sempre più marcata da segni di divisione e di frammentazione, lasciando “fuori gioco” tanti, specialmente coloro che hanno difficoltà a raggiungere il minimo indispensabile per portare avanti la propria vita con dignità. È una società alla quale piace vantarsi dei suoi progressi scientifici e tecnologici, ma che è diventata cieca e insensibile davanti a migliaia di volti che restano indietro nel cammino, esclusi dall’orgoglio accecante di pochi». 

«Quanto è difficile» ha proseguito Francesco «vantarsi della società del benessere quando vediamo che il nostro caro continente americano si è abituato a vedere migliaia e migliaia di bambini e di giovani di strada che mendicano e dormono nelle stazioni dei treni, nei sotterranei della metropolitana o dove riescono a trovare un posto. Bambini e giovani sfruttati in lavori clandestini o costretti a chiedere soldi agli incroci delle strade, pulendo i parabrezza delle nostre auto». «Giovani» ha concluso papa Francesco, «che sentono che nel “treno della vita” non c’è posto per loro».

LA “SINDONE” MESSICANA

Nella basilica di Nostra Signora di Guadalupe (a Città del Messico) è venerato il mantello di Juan Diego Cuauhtlatoatzin, l’indio che vide quattro volte la Vergine, sul quale si impresse miracolosamente nel 1531 un immagine della Madonna. La reliquia è oggetto di devozione paragonabile a quella rivolta alla Sindone. Nel 1921 un attentatore nascose una bomba in un mazzo di fiori posto ai piedi dell’altare: l’esplosione danneggiò la basilica, ma il mantello e il vetro che lo proteggeva rimasero intatti.

di Franco Oppedisano

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