L’invito di papa Francesco a combattere il diavolo

7 settembre 2017 News, Parole e pensieri

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Credit Osservatore Romano

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Il coraggio di papa Francesco si manifesta anche dove forse non ce lo aspetteremmo. Per esempio nel suo continuo far riferimento al diavolo, in un tempo in cui anche nel mondo cattolico sono stati espressi pareri sulla non esistenza del demonio.

Il Pontefice ne parla invece spessissimo. Lo faceva da prete e da cardinale. Lo ha fatto tre volte in pochi giorni dopo l’elezione a Papa, anche in uno dei suoi primissimi tweet, il 24 marzo 2013, quando ha ammonito a guardarci dal demonio che vuole coinvincerci che siamo incapaci di lottare contro il male, le ingiustizie, il peccato.

Chiarissimi i concetti del Papa sul diavolo, che talvolta chiama demonio o maligno. Non è un mito, una figura, un’idea, ma una realtà. È il nemico spesso mascherato da angelo, che ci seduce, ci offre i piccoli beni di questo mondo, il consumismo, l’ascesa sociale.

Il grande nemico di Dio e delle sue creature tenta di strapparci alla vita eterna. Ma il diavolo non può nulla se non siano noi ad aprirgli le porte della nostra anima. È bene chiedere l’aiuto dell’arcangelo Michele, secondo la tradizione biblica il vincitore di Satana. E non dobbiamo cedere al pessimismo, all’amarezza che il diavolo offre ogni giorno: pensiero questo tipico di sant’Ignazio e dei gesuiti.

Ma il pericolo maggiore che viene dal demonio è la divisione: nelle famiglie, nelle comunità, tra i popoli, un’arma micidiale per distruggere la Chiesa universale. Del resto la parola diavolo deriva dal greco “diabolos” (la b si è mantenuta, in italiano, nell’aggettivo diabolico) che a sua volta viene da “diaballo”: cioè il calunniatore, colui che spezza, che divide, soprattutto attraverso la parola maligna. Un tweet del Papa ammonisce: “La divisione in una comunità cristiana è un peccato gravissimo, è opera del diavolo” (30 settembre 2014).

Ma come si manifesta il demonio nella nostra vita quotidiana, quali sono gli strumenti e le strategie con cui cerca di allontanare i credenti da Cristo? Vediamolo con le parole stesse di papa Francesco.

ED ECCO COME IL DIAVOLO SI INSINUA NELLA NOSTRA VITA

CON LA GUERRA. «Siamo noi, gli uomini, sotto la tentazione del maligno, che facciamo le guerre per guadagnare soldi, per prendere più territorio. Dio è Dio di pace, non esiste un dio di guerra: quello che fa la guerra è il maligno, è il diavolo, che vuole uccidere tutti». (Meditazione della messa in Casa Santa Marta, 20 settembre 2016).

CON IL DENARO. «Il denaro è lo sterco del diavolo. Quando il denaro diventa un idolo, comanda le scelte dell’uomo. E allora rovina l’uomo e lo condanna». (Ai pellegrini della Confederazione Cooperative Italiane, Aula Paolo VI, 28 febbraio 2015).

CON IL “TERRORISMO” DELLE CHIACCHIERE CHE DSTRUGGONO. «Il diavolo entra per le tasche e distrugge con la lingua, con le chiacchiere che dividono e l’abitudine a chiacchierare è un’abitudine di terrorismo. Il chiacchierone è un terrorista che butta la bomba – la chiacchiera – per distruggere». 

(Incontro con i vescovi dei territori di missione, Sala Clementina, 9 settembre 2016).

CON LA GIUSTIZIA FAI-DA-TE. «Se viviano secondo la legge “occhio per occhio, ente per dente”, non usciamo dalla spirale del male. Il maligno ci illude che con la nostra giustizia umana possiamo salvaci e salvare il mondo. In realtà, solo la giustizia di Dio ci può salvare». (Angelus, piazza San Pietro, 15 settembre 2013).

CON IL CONTAGIO DEL PETTEGOLEZZO. «La tentazione del demonio cresce sempre e contagia. Basta pensare alle chiacchiere: se abbiamo un po’ di invidia per quella persona o per l’altra, non la teniamo dentro ma finiamo per condividerla, parlandone male in giro. È così che la chiacchiera cerca di crescere e contagia un altro e un altro ancora…». (Meditazione della messa in Casa Santa Marta, 11 aprile 2014).

CON LE MENZOGNE. «Il diavolo è il bugiardo, è il padre dei bugiardi. Lo scudo della fede non solo ci difende, ma anche ci dà vita. E con questo, dice Paolo, potremo spegnere tutte le frecce infuocate del maligno. Il diavolo infatti non ci butta addosso fiori» ma «frecce infuocate per uccidere». (Meditazione della messa in Casa Santa Marta, 30 ottobre 2014).

CON IL FASCINO DEI PIACERI FUTILI. «Il diavolo spesso ci distrae con il miraggio di piaceri effimeri e di passatempi superficiali. In tal modo sprechiamo i doni ricevuti da Dio, giocherellando con congegni futili; sprechiamo il nostro denaro nel gioco d’azzardo e nel bere; ci ripieghiamo su noi stessi. Trascuriamo di rimanere centrati sulle cose che realmente contano». (Manila, omelia della messa al Rizal Park, 18 gennaio 2015).

CON LA SPINTA A CONDANNARE SEMPRE. «Siate grandi “perdonatori” perché chi non sa perdonare è un gran “condannatore”, sempre ad accusare. E chi è il più grande accusatore nella Bibbia? Il diavolo… O fai l’ufficio di Gesù che perdona o fai quello del diavolo che condanna e accusa». (Omelia della messa con i Frati Cappuccini, basilica di san Pietro, 9 febbraio 2016).

CON LA PEDOFILIA. «Se sono coinvolti religiosi, è chiaro che è in azione la presenza del diavolo che rovina l’opera di Gesù tramite colui che doveva annunciare Gesù. Se non siamo convinti che questa è una malattia, non si potrà risolvere bene il problema». (Incontro con gli scrittori di “Civiltà cattolica”, Sala del Concistoro, 9 febbraio 2017).

SCORAGGIANDOCI. «Non dobbiamo credere al maligno che ci dice: non puoi fare nulla contro la violenza, la corruzione, l’ingiustizia, contro i tuoi peccati! Non dobbiamo mai abituarci al male». (Omelia della messa della Domenica delle Palme, piazza S. Pietro, 24 marzo 2013).

di Enzo Caffarelli

L’ULTIMO LIBRO DI PADRE AMORTH

Chi ha passato tutta la vita a combattere il diavolo è stato senza dubbio padre Gabriele Amorth. Nato a Modena il 1° maggio del 1925, è stato il religioso che nel 1990 fondò l’Associazione Internazionale degli Esorcisti di cui è stato il presidente fino al 2000. Si tratta della sola struttura autorizzata a effettuare degli esorcismi per scacciare il demonio dai posseduti ufficialmente riconosciuta dal Vaticano (dal 13 giugno del 2014). Nel corso di tutto il suo servizio pastorale, padre Amorth ha effettuato oltre 50mila interventi di esorcismo e proprio in questi giorni cade l’anniversario della sua scomparsa: morì il 16 settembre del 2016.

Tuttavia la sua figura come tenace e instancabile nemico del diavolo non è stata affatto dimenticata. Così il 5 settembre è stato pubblicato un libro postumo (edito da Piemme; 163 pagine, 16,50 €) intitolato Il diavolo oggi a cura di don Slawomir Sznurkowski il quale ha raccolto le ultime parole del grande esorcista. 

Tra queste c’è anche la riflessione che padre Gabriele ha voluto fare a proposito dell’operato di papa Francesco contro il diavolo: “La grande realtà è che Cristo ha vinto Satana e ha concesso il potere di sconfiggerlo: questa è proprio una grande vittoria di Dio ottenuta per mezzo del Figlio. Piace molto questo Pontefice, papa Francesco, che ha cominciato fin dai primi discorsi a parlare anche del demonio: anche Cristo ha iniziato la sua missione pubblica con la lotta contro il maligno. L’ha annientato, l’ha superato”.

Dopo un primo capitolo con alcune domande introduttive, il libro curato da don Slawomir (un sacerdote polacco che padre Amorth conobbe nel 1981 mentre dirigeva la rivista Madre di Dio) si concentra su quella che è l’azione di Satana nei nostri tempi in cui, forse, si tende a sottovalutarne la presenza. Passando, poi, a due temi assolutamente portanti: la tentazione del diavolo e la conseguente possessione, che viene analizzata in ogni suo  aspetto. Fino a spiegare il senso dell’esorcismo e come una persona torna alla vita dopo la liberazione dalla possessione.

Una testimonianza unica, il cui valore è indiscusso come si legge nella parole di padre Federico Bamonte (nuovo presidente dell’AIE) cui è affidata la prefazione: “Non c’è dubbio  che a don Gabriele Amorth va il gran merito di aver rilanciato nella Chiesa di oggi il prezioso mistero dell’esorcismo”.

di Matteo Valsecchi

 

E intanto padre Amorth è arrivato anche sul grande schermo. Il regista William Friedkin (che diresse L’esorcista nel 1973) ha presentato al Festival di Venezia un documentario intitolato The Devil and Father Amorth (Il diavolo e padre Amorth) su alcuni esorcismi effettuati proprio da don Gabriele negli ultimi anni della sua vita. 

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