L’intervista al card. Comastri: “Vi racconto il cuore della Cristianità”

16 febbraio 2017 Mondo di Francesco, News

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Credit Osservatore Romano

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Per ogni fedele del mondo, la basilica di San Pietro impersonifica il cuore della cristianità. È un’opera meravigliosa, di dimensioni imponenti e sorprendenti. «Pensate soltanto che i muri perimetrali della basilica hanno lo spessore di 9 metri. La superficie dei mosaici supera l’ettaro (10 mila metri quadrati, ndr).

Il pavimento è di oltre 2 ettari. Gli stucchi sono circa tre ettari e mezzo. Le misure sono grandiose, ma è stata voluta grande con il colonnato a forma di un abbraccio, per far capire come voglia essere la casa di tutti i cattolici sparsi per il mondo. E il centro ideale del cristianesimo non poteva che essere una chiesa con le braccia aperte che accoglie tutti» racconta il cardinale Angelo Comastri, arciprete della Basilica e vicario di papa Francesco per la Città del Vaticano.

Che aggiunge: «Sono arrivato a Roma per volontà di papa Giovanni Paolo II. Ricordo quando mi chiamò per ricoprire questo incarico, era il gennaio del 2005. Lo confesso, allora risposi al Papa che preferivo restare a Loreto, dove ero un vescovo felice. Mi trovavo tanto bene tra gli ammalati e i pellegrini. Poi è anche il santuario della Casa della Madonna e io ho una particolare devozione mariana. Ricordo che il Pontefice era già malato, e mi disse sottovoce: “Allora mi dice di no…”! Risposi: “Padre Santo, lei è il Papa disponga di me e io obbedisco”. L’11 febbraio ero già a Roma, e sono 12 anni al servizio della basilica».

La devozione alla Vergine è condivisa con san Giovanni Paolo II, ma anche con santa Teresa di Calcutta.

«Una donna straordinaria. Ricordo che dovevo sottopormi a un delicato intervento al cuore. Chiesi a Madre Teresa di pregare per me e lei mi rispose: “Che bel regalo ti ha fatto la Madonna”. Ero preoccupato, mi donò una medaglia della Vergine miracolosa di Rue du Bac. Da quel momento non ho mai smesso di stringerla in mano. L’ho fatta persino incastonare nel mio anello quando divenni vescovo».

Eravate molto amici?

«Mi ha insegnato molto. Quando le mostrai l’anello con la sua medaglia, commentò: “Hai fatto bene a mettere l’immagine della Madonna, così chiunque baci l’anello penserà a lei e non a te”».

Una paladina della Misericordia, fatta santa durante il giubileo della Misericordia…

«L’anno Santo è stato molto bello: uno dei momenti più toccanti, almeno per me, è stato il giubileo dei carcerati. Ho visto molte persone commosse, impressionate nell’entrare in questo tempio e nel sentire tanta attenzione e affetto. Il Papa questo lo esprime con facilità, spontaneità. Era molto commosso lui ed erano molto commossi i detenuti. E quando il Papa ha voluto il giubileo delle persone senza fissa dimora, vedere la basilica piena di poveri è stato ugualmente commovente. A me sembrava di assistere al discorso della montagna, quando Gesù disse “beati i poveri di spirito perché di essi è il regno dei cieli…”».

San Pietro è il centro della cristianità. 

«Abbiamo 32 altari e ogni giorno sono celebrate in media 50, 60, talvolta anche 90 messe. Credo che non ci sia chiesa al mondo che abbia una vita liturgica così intensa. Da noi passa il mondo intero: cinesi, giapponesi, abitanti della Terra del fuoco… Si tocca con mano che la chiesa è universale. Arrivano anche molte persone non credenti, ma cerchiamo di far respirare al turista, attraverso la bellezza, il mistero della presenza di Dio».

LA “TERAPIA”DELLA MISERICORDIA IN UN LIBRO

Il cardinale Comastri è autore di oltre 90 libri su argomenti religiosi. L’ultimo è “Il crocefisso è vivo” (San Paolo Edizioni, 12 euro), che spiega come Gesù, entrato nella storia con il passo della semplicità e come, con la sua morte in Croce, abbia curato la cattiveria umana con la “terapia” della Misericordia.

di Adriano Alimonti

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