Le preghiere che il Papa ci chiede

1 dicembre 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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Probabilmente ci avrete già fatto caso: non c’è lettera, telefonata, incontro o udienza che papa Francesco non concluda con le parole: «Non dimenticate di pregare per me». Lo ha fatto fin dal giorno della sua elezione, quando ha pronunciato il suo primo discorso affacciato alla Loggia della basilica di San Pietro. Perché lo fa? Non si tratta, certo, di una semplice esortazione né, tantomeno, di una richiesta egoistica, questo è certo. Il Papa non chiede di pregare per lui per stare bene o perché le sue giornate siano tranquille. Lui ci chiede di pregare per lui perché sa di averne bisogno per portare avanti la sua missione e ha una fiducia profonda nella preghiera: «Il Signore lo dice: “Chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto”. Ma bisogna chiedere, cercare e bussare». 

Per papa Francesco, «La preghiera è una forza che muove il mondo. È un dono di fede e di amore, un’intercessione di cui c’è bisogno come il pane. In una parola, significa “affidare”: affidare la Chiesa, affidare le persone, affidare le situazioni al Padre perché se ne prenda cura. Per questo la preghiera, come amava dire Padre Pio, è la migliore arma che abbiamo, una chiave che apre il cuore di Dio».

Del resto, non siamo noi stessi i primi a chiedere, ad esempio, alla Vergine Maria di pregare per noi quando recitiamo l’Ave Maria e pronunciamo le parole “prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte”?

Con la stessa convinzione, ma ricordandoci che «La preghiera non è una bacchetta magica perché Dio esaudisce i suoi figli ma ciò non significa che lo faccia nei tempi e nei modi che noi vorremmo», Francesco ci chiede spesso di pregare per le cause più diverse: dalle più comuni (chiamiamole così) a quelle decisamente più particolari. Vediamo insieme alcune delle “cause” per le quali papa Bergoglio ha sollecitato e sollecita le nostre preghiere.

ECCO GLI ALTRI TEMI PER I QUALI PAPA FRANCESCO CI CHIEDE DI PREGARE.

PACE. È senza dubbio uno dei temi che sta più a cuore al Papa e nella maggior parte delle occasioni pubbliche, così come nei videomessaggi ai fedeli, torna costantemente sull’argomento. Riprendiamo le sue parole sul tema: «Le sfide del nostro tempo richiedono la collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà e, in particolare, la preghiera e il sacrificio. Vi invito, quindi, a prendere parte, con la preghiera e l’impegno personale, ai molteplici sforzi del Papa a favore della pace». 

LE VITTIME DI GUERRA. Senza pace c’è la guerra e la guerra uccide migliaia di persone inermi, che hanno avuto la sorte di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato. Tutto ciò è un orrore, una realtà inaccettabile per papa Francesco: «Vi invito a pregare insieme a motivo della sofferenza di tante vittime della guerra, affinché una volta per tutte possiamo capire che niente giustifica il sangue di un fratello, che niente è più prezioso della persona che abbiamo accanto». 

I GOVERNANTI. Diciamo la verità: quella dei governanti è una delle categorie che non sempre riscuote le nostre simpatie. Probabilmente è proprio per questo che Francesco sollecita le nostre preghiere per loro: «Non possiamo lasciare i governanti da soli: dobbiamo accompagnarli con la preghiera. I cristiani devono pregare per i governanti. “Ma, Padre, come vado a pregare per questo che fa tante cose brutte?”. “Ha più bisogno ancora. Prega, fa penitenza per il governante!”».

I SACERDOTI. Papa Francesco, come abbiamo già detto, conclude sempre i suoi discorsi, i suoi messaggi dicendo: «Non dimenticate di pregare per me», ma lui non si dimentica di certo di tutti gli altri sacerdoti e del loro difficile impegno religioso tra la gente. Per loro ha detto: «Affido alle vostre preghiere quanti sono stati chiamati a professare i consigli evangelici affinché con la loro testimonianza di vita possano irradiare nel mondo l’amore di Cristo e la grazia del Vangelo».

I DETENUTI. «Vi invito a pregare per tutti i detenuti del mondo, perché le carceri non siano sovraffollate e siano luoghi di reinserimento» ci chiede papa Francesco che nutre un affetto particolare per i detenuti, persone che hanno sbagliato come avremmo potuto fare tutti, lui incluso. Lo scorso 25 marzo in occasione della sua visita a Milano restò a pranzo con loro nel carcere di San Vittore, ma già nell’aprile 2015 si era recato a Roma nella casa circondariale di Rebibbia.

I NEMICI. È forse la preghiera più difficile. Dice il Papa: «Tutti abbiamo nemici, tutti sappiamo che quello o quella sparla di me, tutti sappiamo che quello o quella ci odia. Allora vi suggerisco di prendere un minuto e dire a Dio Padre: “Questo è tuo figlio, è tua figlia, cambiagli il cuore, benedicilo”. Questo significa pregare per i nemici. Forse il rancore rimane in noi, ma stiamo facendo lo sforzo di andare su questa strada di questo Dio misericordioso che fa sorgere il sole sui cattivi e sui buoni».  

LA TERRA. Citiamo uno dei momenti più alti del pontificato di Francesco: l’enciclica “Laudato si’” sul rispetto dell’ambiente. A fine testo ha proposto due differenti preghiere e per una specifica: «affinché noi cristiani sappiamo assumere gli impegni verso il creato che il Vangelo di Gesù ci propone».

di Tiziana Lupi

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