Le intenzioni di preghiera del Papa per il 2018

4 gennaio 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Papa Francesco ha scelto 12 “temi” pensando alla Chiesa (mesi dispari) e all’umanità (mesi pari). Eccole, in neretto, commentate, in corsivo, per Il mio Papa dal nostro Gianpiero Gamaleri:

GENNAIO. Perché, nei Paesi asiatici, i cristiani, come pure le altre minoranze religiose, possano vivere la loro fede con tutta libertà. La libertà religiosa è radice di tutte le libertà civili perché tocca la parte più intima della coscienza. Quella in cui si è alla ricerca del senso profondo della vita.

FEBBRAIO. Perché coloro che hanno un potere materiale, politico o spirituale non si lascino dominare dalla corruzione. C’è un solo antidoto alle tentazioni del potere: sapere che ci è dato da chi davvero governa l’Universo. Solo la riconoscenza a Dio combatte la corruzione alla radice.

MARZO. Perché tutta la Chiesa riconosca l’urgenza della formazione al discernimento spirituale, sul piano personale e comunitario. Evangelizzare chiede di testimoniare con umiltà quello che si è incontrato. È da questa esperienza personale e comunitaria che nasce il discernimento, la capacità di distinguere il bene dal male.

APRILE. Perché i responsabili del pensiero e della gestione dell’economia abbiano il coraggio di rifiutare un’economia dell’esclusione e sappiano aprire nuove strade. L’economia materiale, fatta di scambi di beni e servizi, deve prendere lezioni da quella “spirituale”: per essa donare attenzione e amore non impoverisce chi dona, ma lo arricchisce della riconoscenza degli altri.

MAGGIO. Perché i fedeli laici compiano la loro specifica missione mettendo la loro creatività al servizio delle sfide del mondo attuale. Nella scala della santità non ci sono solo i consacrati. La “sfida delle beatitudini” investe tutti e sono soprattutto i laici che possono puntare a traguardi affascinanti.

GIUGNO. Perché le reti sociali favoriscano la solidarietà e il rispetto dell’altro nella sua differenza. Attraverso i social, ha scritto papa Francesco, “è possibile scorgere e illuminare la «buona notizia» presente nella realtà di ogni storia e nel volto di ogni persona”.

LUGLIO. Perché i sacerdoti che vivono con fatica e nella solitudine il loro lavoro pastorale si sentano aiutati e confortati dall’amicizia con il Signore e con i fratelli. Quanti sono i sacerdoti che non fanno notizia, ma che lavorano per il Regno di Dio! Bisogna potenziare l’amicizia con chi segue una strada tanto difficile.

AGOSTO. Perché le scelte economiche e politiche proteggano le famiglie come un tesoro dell’umanità. Le famiglie costituiscono il tessuto anche economico della società, ma sono le prime a essere mortificate da una concezione puramente monetaria. Essendo le  più  fragili, devono essere le più protette.

SETTEMBRE. Perché i giovani del continente africano abbiano accesso all’educazione e al lavoro nel proprio paese. Dopo lo sfruttamento coloniale, l’Occidente deve risarcire i Paesi africani assicurando loro un corretto sviluppo, sottraendoli a ogni forma di corruzione e violenza.

OTTOBRE. Perché i consacrati e le consacrate risveglino il loro fervore missionario e siano presenti fra i poveri, gli emarginati e coloro che non hanno voce. Gli emarginati non sono solo nel Terzo e nel Quarto Mondo, ma anche in mezzo a noi, sulla soglia dei nostri opulenti supermercati.

NOVEMBRE. Perché il linguaggio del cuore e del dialogo prevalga sempre sul linguaggio delle armi. Tutti i contrasti di questo mondo cesserebbero in un attimo se si seguisse davvero il Padre nostro: “Rimetti a noi… come noi rimettiamo…”.

DICEMBRE. Perché le persone impegnate nel servizio della trasmissione della fede trovino un linguaggio adatto all’oggi, nel dialogo con le culture. I cambiamenti passano per i canali della cultura: cinema, tv, social… Bisogna immettere in essi il messaggio del Vangelo.

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