L’appello del Papa per la pace: “Fermatevi!”

2 agosto 2014 Foto e video story

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Il Papa ha invitato i fedeli a leggere il Vangelo ogni giorno (credits: Getty Images)

Il Papa ha invitato i fedeli a leggere il Vangelo ogni giorno (credits: Getty Images)

Un nuovo grido contro la guerra e contro ogni forma di violenza: «Fermatevi per favore! Ve lo chiedo con tutto il cuore. È l’ora di fermarsi». Il Papa all’Angelus con forza ha scandito il suo monito alle Nazioni, ai Governi, a chi imbraccia le armi, mentre le parole gli si annodano in gola. l’angoscia del papa per i bambini.

È più che rattristato: è addolorato, angosciato, stanco di vedere morti e atrocità in ogni angolo del mondo. Ma soprattutto il suo appello è per il Medio Oriente, l’Ucraina, l’Iraq, dove i miliziani dello Stato Islamico stanno perseguitando i cristiani. È preoccupato per i bambini, prime vittime innocenti di questi conflitti. È a loro – dice Francesco – che in questo modo «si ruba la speranza di un futuro possibile e di una vita degna».

«Bambini morti, feriti, mutilati, bambini orfani, bambini che hanno come giocattoli residui bellici, bambini che non sanno sorridere». A tutti, in occasione del centesimo anniversario della Prima Guerra Mondiale, chiede di fare memoria di quell’«inutile strage». «Mentre ricordiamo questo tragico evento – ha affermato il Santo Padreauspico che non si ripetano gli sbagli del passato, ma si tengano presenti le lezioni della Storia». Stacca gli occhi dal foglio, come se potesse guardare uno ad uno i suoi interlocutori e invoca Dio perché «conceda alle popolazioni e alle autorità di quelle zone la saggezza e la forza necessarie per portare avanti con determinazione il cammino della pace, affrontando ogni diatriba con la tenacia del negoziato e della riconciliazione».

Quindi di nuovo insiste, come aveva già fatto altre volte sull’unica via d’uscita da questa spirale di morte: «Al centro di ogni decisione non si pongano gli interessi particolari, ma il bene comune e il rispetto di ogni persona. Ricordiamo che tutto si perde con la guerra e nulla si perde con la pace». “Leggete ogni giorno un brano del Vangelo” La piazza, con migliaia di fedeli, piomba in un silenzio dolorosissimo, nemmeno un applauso rompe l’importanza di questo ennesimo gesto di condanna.

Poco prima, affacciandosi alla finestra del suo studio dal Palazzo Apostolico, il Papa era sembrato un po’ stanco per il viaggio a Caserta, ma pur sempre pronto a spiegare il senso profondo delle parabole sul Regno di Dio narrate nel Vangelo di Matteo, in particolare quella del tesoro nascosto nel campo e quella della perla di grande valore. Entrambe dicono che la scoperta di questo Regno «può avvenire improvvisamente », come per il contadino che mentre ara il terreno «trova il tesoro insperato», oppure può avvenire «dopo una lunga ricerca», come accade invece al mercante di perle che solo dopo tanto lavoro trova la perla più preziosa di tutte.

«Ma in un caso e nell’altro - prosegue il Paparesta il dato primario che il tesoro e la perla valgono più di tutti gli altri beni e pertanto il contadino e il mercante, quando li trovano, rinunciano a tutto il resto per poterli acquistare». Così è per il Regno di Dio: «Chi lo trova non ha dubbi, sente che è quello che cercava, che attendeva e che risponde alle sue aspirazioni più autentiche».

Lo stesso è per chi conosce Gesù, per chi lo «incontra personalmente»: ne resta affascinato, attratto da tanta bontà, verità, bellezza. «Cercare e trovare Gesù – questo ripete il Papa – è il tesoro più grande». Da qui un nuovo, insistente invito a leggere il Vangelo «perché esso può cambiarti la vita». Come è stato, per esempio, per San Francesco, che era sì un cristiano - dice il Pontefice – ma «all’acqua di rose», e solo dopo avere letto il Vangelo ha incontrato Cristo e si è convertito. «Vi ricordate? – insiste papa BergoglioAbbiamo già parlato di questo: leggere ogni giorno un brano del Vangelo, portarlo con noi… in tasca in borsa, comunque a portata di mano». Anche questo è un monito che il Papa fa a ciascuno, ma suona addolcito dal suo sorriso, dal suo modo paterno di trasmettere la fede.

Il momento dei saluti arriva dopo le accorate parole per fermare la guerra e allora il Papa fa una breve pausa, riprende fiato e poi mostra la gioia di avere lì tanti, tantissimi pellegrini accorsi per lui, dalla Spagna, dal Brasile, dal Portogallo, da Catania e Acerra (Napoli).

di Cecilia Seppia

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