La sicurezza del Papa per il viaggio in Egitto

21 aprile 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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Durerà meno di 48 ore il viaggio di papa Francesco in Egitto, venerdì 28 e sabato 29 aprile. Un viaggio atteso dal Santo Padre che ha ribadito la sua presenza in un Paese colpito di recente e in un giorno di festa, la Domenica delle Palme, da due gravi attentati in altrettante chiese che hanno provocato 47 vittime. Sarà un viaggio di pace, ma che richiede maggiori attenzioni per la sicurezza. Vediamo gli aspetti principali.

PROGRAMMA. A differenza degli altri viaggi, quello in Egitto è stato ufficializzato senza dettagli sugli orari. Per il primo giorno si indica solo quello previsto per l’atterraggio (ore 14) all’aeroporto de Il Cairo, ma non si dice quando il Papa vedrà il presidente della repubblica e  il Grande Imam; alle ore 16.40 dovrebbe vedere le autorità e successivamente Tawadros II, patriarca dei cristiani copti (vedi riquadro  nell’altra pagina).  Gli orari della 2ª giornata sono più precisi (alle 10 messa, alle 12.15 pranzo con i vescovi, alle 15.15 incontro di preghiera con i religiosi) perché quasi di sicuro sono in luoghi vicini e non critici per gli spostamenti del seguito papale.

data.  La scelta del 28 aprile come primo giorno del viaggio non è casuale. Il venerdì, infatti, è il giorno in cui i musulmani si recano in moschea, soprattutto al mattino, per le preghiere. Per loro è un giorno di festa e quindi ci si sposta a Il Cairo con meno traffico.

CONTROLLI. Oltre alle zone dell’area universitaria di Al-Azhar, dove papa Francesco incontrerà il grande Imam (Ahmad Al-Tayyib, la più importante carica religiosa dell’Egitto sunnita), anche l’accesso alla messa sarà oggetto di accurati controlli. La funzione religiosa, tra l’altro, dovrebbe svolgersi in una struttura chiusa. Alle parrocchie locali è stato chiesto di selezionare i partecipanti alla messa papale e i biglietti saranno nominali.

LUOGHI. Oltre all’aeroporto, l’unico luogo indicato esplicitamente nel programma è il Palazzo Presidenziale in cui si terrà l’incontro con il capo di stato egiziano, Abd al-Fattah al-Sisi. Il Grande Imam e Tawadros II, invece, dovrebbero incontrare il Papa nella grande area universitaria di Al-Azhar.

PERCORSI.La messa in sicurezza dei tratti che il Papa percorrerà rientra nelle normali procedure del Vaticano. Quanto agli spostamenti, i tragitti sono brevi: tra il palazzo presidenziale e il quartiere universitario ci sono meno di una decina di km.

SORVEGLIANZA.La sicurezza vaticana sta collaborando con l’Interpol e con la polizia locale e per l’Egitto sono stati presi accordi particolari. Con il Papa viaggeranno anche rappresentanti della gendarmeria vaticana e le guardie svizzere che si occupano della sua tutela personale. Non è tutto. La settimana scorsa l’ambasciatore Kadri Abdelmottaleb, consigliere per il protocollo del Grande Imam di Al-Azhar, ha detto che «non vi sarà alcun problema per la sicurezza» del Papa in Egitto. Parole che sembrano offrire un ulteriore motivo di tranquillità per tutti.

UNA PAPAMOBILE CHIUSA E BLINDATA

Molto probabilmente papa Francesco sarà costretto in Egitto a rinunciare alla sua papamobile aperta, vista di recente anche a Milano e a Carpi. Con ogni probabilità, per i pochi spostamenti previsti utilizzerà una vettura chiusa e blindata, come lo era la papamobile consegnata nel dicembre del 2012 a Benedetto XVI. La vediamo nella foto a destra.

CHI SONO I CRISTIANI COPTI GUIDATI DA TAWADROS II

Con il termine “copti” si indicano i cristiani che sono nati in Egitto e che seguono i dettami della Chiesa ortodossa copta (che conta il maggior numero di fedeli), della Chiesa cattolica copta e di varie altre confessioni protestanti. I dati di oggi sul numero di copti presenti in Egitto sono incerti (si parla di circa 10 milioni sui quasi 90 del Paese africano) e rappresentano la più grande comunità cristiana del Medioriente. D’altronde tra il IV e il VII secolo, il cristianesimo è stata la religione più diffusa in Egitto. La Chiesa ortodossa copta ha un Patriarca il cui nome, per tradizione, viene estratto a sorte da un bambino durante una lunga liturgia: l’attuale si chiama Tawadros II e risiede  ad Alessandria d’Egitto, dove si trova la cattedrale di San Marco colpita dal drammatico attentato della Domenica delle Palme. (M.V.)

di Andrea Fedeli

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