La saggezza del Santo Padre colpisce scienziati e “vip”

10 maggio 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Non è la prima volta che papa Francesco riceve stelle di Hollywood e dello spettacolo in genere: gli è capitato di accogliere Leonardo di Caprio, George Clooney, Arnold Schwarzenegger… Quasi sempre i personaggi famosi sono felici di incontrare Francesco per motivi importanti: il loro aiuto ai poveri, l’appoggio alla scienza e cose del genere. Nei giorni scorsi il Papa ha portato il suo saluto alla cantante americana Katy Perry, all’attore Orlando Bloom e alla rockstar Peter Gabriel.

L’occasione era la conferenza internazionale sulla medicina rigenerativa promossa dal pontificio Consiglio della Cultura alla quale i tre “vip” hanno partecipato in qualità di ambasciatori della ricerca. E al proposito il Papa ha detto cose particolarmente interessanti che vale la pena di riportare.

Tanto per cominciare, Francesco conferma un’opinione nota: «Sappiamo ormai che molti mali potrebbero essere evitati se ci fosse una maggiore attenzione allo stile di vita che assumiamo e alla cultura che promuoviamo». Insomma, per il Papa, «Prevenire significa avere uno sguardo lungimirante verso l’essere umano e l’ambiente in cui vive». Per capirci, secondo Francesco dobbiamo trovare un equilibrio «fra educazione, attività fisica, dieta, osservanza dei “codici di salute” derivanti dalle pratiche religiose, e per finire una diagnostica precoce e mirata». Ma anche tutelare dell’ambiente, tema da sempre amato dal Papa: un ambiente degradato non aiuta certo la salute di nessuno.

Francesco si rallegra che «il progresso ha permesso di raggiungere nuovi traguardi nelle tecniche di riparazione dei tessuti». E prosegue: «La scienza è un mezzo potente per comprendere meglio sia la natura che ci circonda sia la salute umana». Quindi dobbiamo esser più responsabili nei confronti dell’umanità e dell’ambiente in cui viviamo, insiste. Dal canto suo la Chiesa elogia ogni sforzo di ricerca e di applicazione volto alla cura delle persone sofferenti. Il Papa ricorda l’Enciclica “Populorum progressio” di Paolo VI e dice che «uno dei principi fondamentali è che “non tutto ciò che è tecnicamente possibile o fattibile è per ciò stesso eticamente accettabile”». Insomma anche la scienza sa di avere dei limiti e deve accettarli. 
Non è tutto, per il Papa: «C’è bisogno di riflettere sulla salute umana in un contesto più ampio». Serve cioè la «capacità di  tutelare l’ambiente e di pensare a tutti, specialmente a chi vive disagi sociali e culturali»: individui sfortunati dallo stato di salute precario come precarie sono le possibilità che hanno di curarsi.

Quindi per «pensare il futuro» il Papa spiega che bisogna seguire un duplice movimento. Il primo, con lo scambio reciproco di conoscenze; il secondo, fatto di azioni concrete a favore di chi soffre. E a seguire questi percorsi indicati da Francesco siamo chiamati un po’ tutti: «scienziati e medici, pazienti, famiglie, studiosi di etica e di cultura, leader religiosi, filantropi, rappresentanti dei governi e del mondo imprenditoriale». E anche le star dello spettacolo, evidentemente…

di Paolo Gavazzi

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