Il Papa:” La religione non va usata per fare la guerra”

10 gennaio 2015 Foto e video story

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Papa Francesco lascia volare una colomba come simbolo di pace alla chiesa di Madhu, Sri Lanka -14/01/2015 (credits: Getty Images)

Papa Francesco, chiesa di Madhu, Sri Lanka (credits: Getty Images)

Accanto a papa Francesco per otto giorni e 24mila chilometri nel viaggio più lungo del suo pontificato. Il mio Papa è stato ammesso a viaggiare sull’aereo del Pontefice e a seguirlo nelle diverse tappe di questa visita che, dal 12 al 19 gennaio, lo ha portato in Sri Lanka e Filippine. Ed ecco l’inizio di questa storia…

Dopo l’imbarco a Fiumicino su un Airbus A330 messo a disposizione dall’Alitalia, il viaggio verso Colombo (la città più importante dello Sri Lanka) è lungo quasi 10 ore e il Santo Padre ne approfitta per passare a salutare i giornalisti. Stringe la mano a tutti, è curioso soprattutto di conoscere i giornalisti filippini, che di solito non viaggiano con lui.

L’accoglienza a Colombo, il 13, è sontuosa. All’ingresso dell’aeroporto ci sono 40 elefanti bardati di velluti multicolori, d’oro e d’argento: l’elefante è uno degli animali simbolo dello Sri Lanka. La cerimonia di benvenuto è un tripudio di danze e canti indigeni. C’è anche Maithripala Sirisena, il nuovo presidente dell’isola, buddista, eletto da quattro giorni. Fa caldo, ma il Pontefice non ha affatto intenzione di risparmiarsi: percorre in papamobile una trentina di chilometri sotto il sole, un tragitto di un’ora e mezza lungo le strade di Colombo, affollate da più di 200mila persone entusiaste…

L’incontro con i leader religiosi
Arrivato alla nunziatura (la sede dell’ambasciata della Santa Sede), Francesco però è stanchissimo. Deve fare i conti anche con il fuso orario. È costretto, così, a riposarsi e annulla il pranzo previsto con i vescovi del luogo: li vedrà il giorno dopo. Ma non c’è «nulla di preoccupante, il Papa sta bene», garantisce il portavoce padre Federico Lombardi. A 78 anni si è già sottoposto a una gran faticata. Nel pomeriggio, Francesco ritrova tutta la sua energia e incontra i leader delle religioni del Paese al palazzo dei congressi Bandaranaike Memorial.

Lo Sri Lanka ha 21 milioni di abitanti: i buddisti sono il 70 per cento (questo Paese è una delle “patrie” del buddismo), gli indù il 13, i musulmani il 10 e i cristiani (in maggioranza cattolici) solo il 7 per cento. Ma per trent’anni, fino al 2009, lo Sri Lanka è stato dilaniato da una guerra civile tra la maggioranza di etnia cingalese (buddista), presente soprattutto al centro e al sud, e la minoranza tamil (induista) al nord (le «tigri tamil», accusate di terrorismo).

La Chiesa cattolica si è impegnata in un’opera di mediazione guidata dal cardinale Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo, la città principale del Paese. E proprio dal palco del Bandaranaike Memorial il Pontefice lancia un appello contro l’uso della fede per obiettivi violenti: «Per il bene della pace non si deve permettere che le credenze religiose vengano abusate per la causa della violenza o della guerra».

La mattina di mercoledì 14 gennaio c’è – dal punto di vista pastorale - il momento centrale della visita: il Papa proclama santo il missionario Giuseppe Vaz. È il primo santo dello Sri Lanka. Migliaia di persone hanno trascorso la notte in preghiera, sulla spiaggia di Colombo, in attesa della messa. Alla fine si conteranno più di 500mila persone, non solo cattoliche: ci sono anche tanti buddisti e persino musulmani, giunti solo per vedere il Papa.

Nel pomeriggio Francesco si reca in elicottero a Madhu, nel nord dell’isola. Durante la guerra civile, qui era il fronte dove si scontravano l’esercito cingalese e le «tigri tamil». Il mio Papa viene scelto, con un piccolissimo gruppo di fotografi e cameraman, per seguire il Papa in elicottero. L’atterraggio a Madhu è emozionante, e in mezzo alla foresta pluviale ecco il santuario dedicato alla Madonna che durante la guerra accolse migliaia di feriti e rifugiati di tutte le parti, buddisti, indù, cattolici…

La visita a sorpresa al tempio buddista
Anche qui il Papa è atteso da migliaia di persone. Di fronte alla statua della Vergine, Bergoglio pronuncia una preghiera che è il cuore del viaggio in Sri Lanka: «Possano tutti trovare qui ispirazione e forza per costruire un futuro di riconciliazione, di giustizia e di pace per i figli di questa amata terra». Al ritorno da Madhu, Francesco, instancabile, si concede uno storico fuori programma: va al tempio buddista di Maha Bodhi, uno dei più importanti a Colombo, accogliendo l’invito del venerabile Banagala Upatissa Nayaka Thero, uno dei leader del buddismo nel Paese.

Per la visita Francesco si toglie le scarpe. Oggi i monaci hanno aperto lo stupa, l’edificio che racchiude le reliquie di due uomini santi del buddismo e che solitamente si apre solo una volta all’anno. Il Papa ha ascoltato in silenzio la spiegazione dei monaci. Ormai è tardi: Francesco torna in nunziatura. Le valigie sono già pronte: domani, dopo una sosta nella cappella di Nostra Signora di Sri Lanka, il Santo Padre salirà sull’aereo che lo porterà nelle Filippine.

di Ignazio Ingrao

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