La psicanalisi può convivere con la fede

6 settembre 2017 In Edicola

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37 CoverPer molti anni la Chiesa ha guardato con sospetto alla psicanalisi e alla psicologia: andare a “rovistare” nei nostri pensieri e nei nostri sogni, come indicato dal grande medico e inventore della psicanalisi Sigmund Freud, era considerata un’intrusione nella nostra sfera più privata, una specie di violazione della sacralità dell’anima. Quasi (se me lo consentite) una forma di “concorrenza” con il Padre confessore. Ma nello studio dello psicanalista e al confessionale si va per motivi diversi. E oggi la psicanalisi è ormai considerata una scienza a tutti gli effetti, tanto che gli unici abilitati a praticarla sono dei laureati in medicina. Se prima erano in pochi a ricorrervi (anche per i prezzi proibitivi delle sedute di terapia), oggi coinvolge e aiuta moltissime le persone, anche le meno abbienti. Francesco, in un libro-intervista uscito in Francia, ha  dichiarato di essere andato per sei mesi dallo psicanalista (anzi, dalla psicanalista, visto che si trattava di una donna) perché attraversava un difficile momento personale. Questo accadeva circa quarant’anni fa, quando ancora la Chiesa era sospettosa su questo argomento. Con questa dichiarazione a sorpresa, Francesco ha implicitamente ammesso che la psicanalisi può tranquillamente convivere con la fede e i suoi misteri. Lui lo aveva capito per primo, tanto tempo fa. 

Aldo Vitali

Il direttore de Il Mio Papa Aldo Vitali

Il direttore de Il Mio Papa Aldo Vitali

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