La nuova Via Crucis per papa Francesco

13 aprile 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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Per scrivere le meditazioni che accompagneranno ogni “stazione” della Via Crucis al Colosseo, quest’anno papa Francesco per la prima volta si è affidato a una donna: Anne-Marie Pelletier.

La professoressa Pelletier è parigina, ha 70 anni, è moglie, madre (tre figli) e nonna, ed è un’apprezzata studiosa della Bibbia: insegna allo Studio della Facoltà Notre Dame del Seminario di Parigi. La Via Crucis che ha proposto per questo Venerdì Santo si distacca leggermente dalla tradizione, ma non c’è nulla di strano perché, come lei stessa ha spiegato, la Via Crucis ha diversi riferimenti e non ha uno schema fisso. 

A lei, dunque, pensava il Santo Padre quando ha detto di avere fatto la sua scelta già nel dicembre del 2016… «Mi hanno contattato in gennaio», dice la studiosa, senza aggiungere altro. In poco tempo ha dovuto fare un lavoro eccezionale: «Il testo doveva essere pronto all’inizio di marzo, per essere tradotto e stampato per la Settimana Santa… È stato un impegno inaspettato: ho dovuto fargli spazio nel calendario già pieno… Ma ovviamente è diventato subito la cosa più importante». 

La biblista non sa perché Francesco l’abbia scelta, lo dice con franchezza. E aggiunge: «Non ho provato neppure a indagare». Di certo la loro non è una “vecchia amicizia”: «Ho incontrato il Papa solo tempo fa, in Vaticano, a una conferenza sulle donne  che riflettevano sul loro ruolo nella Chiesa… È certo, però, che lo stimo moltissimo: io lavoro ogni giorno per la Chiesa e lo faccio sentendomi in comunione profonda con lui, che ama il Vangelo e il mondo».

Ricevuto l’invito, la professoressa Pelletier ha detto subito di sì, e ha deciso di dedicare un’intera settimana solo alle meditazioni: «Non volevo essere distratta da altri impegni. Ero convinta che scrivere questa Via Crucis implicasse un lavoro “spirituale”. Dovevo spingermi, per quanto potevo, nella realtà vertiginosa degli avvenimenti della Passione, e ho capito subito che sarebbe stato possibile solo ascoltando le Scritture. Leggendo e rileggendo testi dell’Antico e del Nuovo Testamento facevo un piccolo passo avanti, perché queste pagine rivelano sempre un po’ di più dei pensieri di Dio rispetto a quello che pensiamo di aver già capito. Insomma, la fede nella capacità della Parola di Dio di “arare” il cuore e di dilatare la nostra comprensione delle cose di Dio e dell’uomo, è l’energia che mi ha aiutato».

Grande concentrazione, dunque, ma la professoressa Pelletier non ha pensato di adottare un metodo di lavoro particolare: «Nel mio modo di lavorare non c’è niente di troppo spettacolare», scherza. Ha fatto quello che fanno ogni giorno molte madri e nonne: «Ho cercato di conciliare i compiti della vita familiare e professionale. Incastrarli ti obbliga ad acrobazie complicate, ma ha il grande vantaggio di collegare la riflessione con la realtà della vita quotidiana e della carne, che sono anche la materia prima della Rivelazione, del Figlio di Dio diventato uomo».

Alla fine della stesura del testo, prima di spedirlo in Vaticano la professoressa lo ha fatto rileggere a un amico biblista. «Mi ha colpito molto la sua accoglienza e il rispetto verso il testo», dice. «Non era come correggere lo scritto di uno studente… Da Roma, poi, ho ricevuto solo la richiesta di adattare alcuni passaggi allo svolgimento della liturgia nel Colosseo».

UNA BIBLISTA FRANCESE HA SCRITTO LE MEDITAZIONI PER PAPA FRANCESCO

Qual è il “filo” che lega le meditazioni preparate da Anne-Marie Pelletier per la Via Crucis? «Ognuna ha come orizzonte la nostra vita», spiega la biblista, «perché un discorso che si allontanasse dalla realtà tradirebbe lo spirito del Vangelo. Però non ho fatto un “catalogo” di tutte le sofferenze che ci toccano come cristiani o solo come esseri umani: sono così numerose! Spero di averne citate alcune in cui ciascuno riconoscerà quello che accade: la violenza che pretende di essere la verità della storia… Gli innumerevoli dolori, in particolare delle donne e dei bambini… Il dramma di un mondo che adora gli idoli e insegue falsi successi, come dice il Salmo 49: “L’uomo che vive tra gli onori e non ha intelligenza è simile alle bestie che muoiono”…». 

Sono temi che richiamano il pensiero di Francesco… «È sempre presente, in particolare all’inizio, quando sottolineo che questo cammino deve portarci alla luce: meravigliarci di ciò che la storia mette davanti ai nostri occhi, mentre non si parla che di fallimento e morte, deve condurci alla “gioia del Vangelo”, come l’intende il Papa nell’esortazione apostolica».

di Laura Badaracchi

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