La Chiesa ha un nuovo Camerlengo

31 dicembre 2014 Foto e video story

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Jean-Louis Tauran (AGF)

Jean-Louis Tauran (AGF)

Anche se non lo sappiamo, conosciamo tutti il cardinale Jean-Louis Tauran: fu lui, infatti, il 13 marzo 2013, a pronunciare – con voce resa un po’ incerta dal morbo di Parkinson – l’Habemus Papam che svelò al mondo l’elezione al soglio di Pietro di Jorge Mario Bergoglio a Papa, con il nome di Francesco. Ora il settantunenne cardinale francese di Bordeaux, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso, è stato scelto dal Santo Padre per un importante incarico: è il nuovo camerlengo di Santa Romana Chiesa.

Quel 13 marzo 2013, monsignor Tauran era nella Loggia delle benedizioni di San Pietro in qualità di protodiacono, ovvero di cardinale diacono nominato da più tempo. Oggi come camerlengo prende il posto del cardinale Tarcisio Bertone, che ha compiuto 80 anni il 2 dicembre e non potrebbe più entrare in un eventuale conclave. E invece quello del camerlengo è un ruolo fondamentale proprio nel periodo che va da un Papa al successivo. Negli ultimi mesi gli è stato molto vicino nel lavoro di riforma economico-amministrativa della Chiesa e dello Stato della Città del Vaticano come membro della Pontificia Commissione referente sullo Ior, l’Istituto per le Opere Religiose. Come vice-camerlengo, poi, Francesco ha nominato monsignor Giampiero Gloder, arcivescovo titolare di Telde, in Spagna, nunzio apostolico, presidente della Pontificia Accademia Ecclesiastica.

Ma che cosa significa camerlengo e quali sono gli incarichi che comporta questa carica? Il termine deriva dal latino medievale “camarlingus” e significa “addetto alla camera del sovrano”. Nella Chiesa questa figura è sorta nel dodicesimo secolo: suo compito è curare e amministrare i beni e i diritti temporali della Santa Sede nel tempo in cui questa è vacante, cioè in caso di morte del Pontefice o di sua rinuncia. Nel primo caso, dopo avere verificato che il Papa sia realmente morto, il camerlengo dichiara il suo decesso, rimuove l’anello del pescatore che porta all’anulare della mano destra, e lo “annulla”. Infine mette i sigilli allo studio e alla camera da letto del Papa e comunica il decesso al cardinale vicario di Roma, che, a sua volta, dà la comunicazione ufficiale ai fedeli. Da questo momento ha inizio la Sede vacante, cioè il periodo nel quale il camerlengo deve occuparsi del governo ordinario della Chiesa. Per l’occasione, il suo stemma cardinalizio viene sormontato dal gonfalone papale e dalle chiavi pontificie e figura anche sui francobolli e sulle monete che vengono emessi (per i collezionisti) per marcare la transizione tra un Papa e l’altro. La gestione del camerlengo, naturalmente, dura fino all’elezione del nuovo Pontefice. Ad assisterlo ci sono tre cardinali, uno per ciascun ordine (Vescovi, Presbiteri e Diaconi), estratti a sorte ogni tre giorni tra quelli presenti a Roma.

di Tiziana Lupi

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