La biografia su san Francesco che richiama il Papa

4 marzo 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Ha scelto un titolo forte per l’ultima fatica, di padre Enzo Fortunato, francescano, direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi, giornalista e conduttore televisivo. Francesco il ribelle (ed. Mondadori, già nelle librerie) è una biografia su Francesco d’Assisi, che si fregia della prefazione del segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin. Abbiamo fatto quattro chiacchiere  con l’autore. 

Perché una biografia su Francesco d’Assisi? 

«Ci sono diverse biografie sul Santo, anche importanti. La mia vuole mettere in luce alcune sfaccettature che richiamano lo stile di papa Francesco». 

Quali, per esempio, quelle principali?

«Senza dubbio il linguaggio, i luoghi e i gesti. Il linguaggio di san Francesco è stato una rivoluzione nella chiesa del 1200. Non più il latino, ma la lingua del popolo, il volgare. E anche quello di papa Francesco è un  linguaggio semplice, diretto. Non solo. Francesco d’Assisi invitava i suoi frati a fare discorsi corti, a parlare con la vita. Il Papa ha chiesto ai sacerdoti di fare omelie brevi. 

Una richiesta fatta più volte, peraltro. 

Non è tutto. Parliamo dei luoghi. Francesco d’Assisi andava nelle piazze, lì costruiva le nuove chiese, poiché vedeva che quelle tradizionali restavano vuote. Il Papa ha più volte parlato di chiesa in uscita e che se fosse rimasta chiusa avrebbe rischiato di essere autorefenziale. E poi ci sono i gesti. Sono un no chiaro, una ribellione a tutto ciò che è struttura, a tutto ciò che impedisce di andare incontro a una persona. San Francesco fa gesti rivoluzionari. Ha detto spesso no, il Signore mi ha ispirato altro». 

Rivoluzionario come il Papa.

«Certo. Rivoluzionario come il Santo Padre quando invita i poveri a casa sua, li porta in Vaticano: si pensi alla visita a Lesbo. O quando costruisce le docce e i bagni vicino alla Santa Sede. Ecco l’uomo rivoluzionario. San Francesco e Bergoglio, insomma, mettono in luce che la vera rivoluzione, la vera ribellione, l’esempio da dare agli altri partendo dalla propria vita. E fra i gesti semplici ci metterei anche la scelta del nome, Francesco, come punto di partenza, anche per innescare nel prossimo una sorta di rapporto di similitudine con il Santo di Assisi». 

E in questo senso si inserisce il progetto evangelico del Papa.  

«Esatto, un progetto che ha due grandi principi. Il primo è quello di accogliere la vita così come si presenta, non sei tu che vuoi gli altri come pensi, ma sei tu che ti adegui agli altri. Sono reduce da un viaggio in Argentina e ho incontrato uno degli ultimi vescovi di periferia nominati da Bergoglio e mi ha confermato che il principio dell’accoglienza è sempre stato nel cuore del futuro Papa. È sempre stato uno dei suoi punti di forza. L’altro principio cardine del progetto evangelico di Bergoglio è che accogliere questa vita presuppone anche un accompagnare, corpo a corpo. Significa stare accanto alle persone, condividere la stesa sorte, tenerli per mano». 

Nella biografia non ci sono accenni al Papa. 

«Il testo parla volutamente solo di Francesco d’Assisi, ma la descrizione della sua vita offre la possibilità di comprendere, tanti altri punti di contatto con papa Francesco. È una riflessione, aperta anche ad eventuali critiche. Ma quelle le lascio al lettore…».

Del Papa quindi parla solo il card. Parolin nella prefazione. 

«Esatto, quando gli ho mandato la biografia da leggere e gli ho chiesto se mi scriveva la prefazione, ha citato il Papa nel testo. Il titolo è forte, lo so bene, ma dobbiamo considerare che è la prima volta che il mondo francescano “sdogana” questa caratteristica di Francesco d’Assisi, lasciata spesso in second’ordine». 

A chi si rivolge in particolare la sua biografia? 

«Tanto per cominciare all’uomo semplice. Credo che il libro abbia questo pregio: parla a chi si accosta per la prima volta a Francesco d’Assisi, a chi cerca di conoscerlo in modo profondo. Ma mi rivolgo anche allo studioso, all’intellettuale che già lo conosce e che dal mio testo ha modo di trovare nuovi elementi che nelle altre biografie non ha trovato. Non le nascondo che mi rivolgo anche ai giovani che intendono scoprire diciamo così i due personaggi. Più leggi Francesco d’Assisi, più scopri papa Francesco».

SAN FRANCESCO IERI ED OGGI

“Francesco il ribelle” di Enzo Fortunato (112 pagine, 15 euro, Mondadori) dipinge una figura del Santo che con il suo modo di essere ha sconvolto  il mondo medioevale. E continua a farlo oggi. Povero tra i poveri, ultimo tra gli ultimi, quella di San Francesco è una figura rivoluzionaria.
Una figura a cui si è riferisce spesso papa Francesco, a cominciare dalla scelta del nome. 

di Antonio de Felice

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