In un libro la prima visita di Wojtyla nel Cadore

5 aprile 2018 News

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15 Wojtyla CadoreGli abitanti di Lorenzago, frazione di 550 anime in provincia di Belluno nel cuore delle Dolomiti orientali, hanno una data ben scolpita nella memoria: mercoledì 8 luglio 1987. Quel giorno arrivò in vacanza l’allora papa Giovanni Paolo II, che vi rimase per una settimana. Wojtyla amava la montagna, sin dai tempi della  Polonia. Il panorama offerto da quella zona del Cadore lo aveva affascinato a tal punto che fra quelle montagne, quei prati e quella gente ci tornò altre cinque volte fino al 1998. 

E il racconto di una settimana che ha lasciato un segno indelebile nella popolazione locale è diventata il libro dal titolo “Il ricordo e l’emozione. A 30 anni dalle prime vacanze di papa Giovanni Paolo II in Comelico e Cadore” scritto dal giornalista Stefano Vietina. 

Più che la cronaca di quei giorni, a destare tanta curiosità sono le testimonianze dirette delle persone che lo hanno incontrato, di chi ha avuto modo di avvicinare il papa Santo anche per pochi istanti, di chi se lo è trovato di fronte all’improvviso, come un’apparizione. 

Ne è così nato un affresco di sensazioni spontanee e sincere. Sorprende quanto siano rimaste profonde queste sensazioni a distanza di tanto tempo, segno dell’affetto che ha sempre circondato Papa Wojtyla. Un rapporto genuino, fresco perché il Pontefice era pronto alla battuta con i cadorini. Un rapporto anche scandito anche dalle lunghe passeggiate tra i boschi e dalle escursioni in montagna. 

Memorabile fu la sua ascesa sul Monte Peralba (2.694 m.). Così come le parole dette una volta giunto in cima a Gildo Tomasini, l’ingegnere che l’allora vescovo locale, monsignor Ducoli, aveva incaricato di seguire le gite montane di Wojtyla: «Grazie ingegnere, da vecchio e da Papa mi ha fatto salire sulla cima più alta della mia vita» disse Giovanni Paolo II. 

Un amore per queste terre che ha poi contagiato anche il suo successore, Benedetto XVI, che volle venire a Lorenzago nel luglio del 2007. E in cuor loro gli abitanti del paese si augurano che il contagio raggiunga anche papa Francesco…

di Antonio de Felice

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