Il Papa riceverà Donald Trump: quante differenze fra loro

13 maggio 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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Alla fine l’incontro tanto atteso si farà. Il 24 maggio alle 8,30 Donald Trump sarà ricevuto dal Papa nel Palazzo Apostolico durante un  tour che porterà il presidente americano in Israele, all’incontro coi capi di stato di Taormina (il G7), a Bruxelles e in Arabia Saudita. Ma sono molti gli argomenti su cui il presidente americano e il Pontefice la pensano in modo molto diverso. Ecco i più importanti.

MURI. In campagna elettorale Trump ha promesso di rafforzare il muro di separazione con il Messico. E quando papa Francesco ha celebrato una messa vicino al confine con gli Stati Uniti ha definito il Pontefice «una persona molto politica che non capisce i problemi che ha il nostro Paese e il pericolo del confine aperto che abbiamo con il Messico». A chi gli chiedeva di commentare le parole di Trump il Papa  ha dichiarato che «una persona che pensa soltanto a fare muri, sia dove sia, e non a fare ponti, non è cristiana». Trump ha controbattuto che «per un leader religioso è scandaloso mettere in dubbio la fede di una persona».

 MIGRANTI. Il Papa quasi ogni giorno ricorda di essere un figlio di immigrati e  chiede rispetto e accoglienza per chi lascia la propria patria in cerca di sicurezza e lavoro. Tra i primi provvedimenti presi, Trump ha invece firmato un decreto anti immigrati che ha l’obiettivo ridurre i circa 11 milioni di clandestini negli Usa, rimpatriandone in maniera forzata almeno 3 milioni che si sono macchiati di crimini.

 ISLAM. Francesco si è spesso rivolto ai musulmani chiamandoli «fratelli» e ha sempre rifiutato di collegare violenza e terrorismo alle religioni, compresa quella islamica. Trump, invece, ha cercato di bloccare l’ingresso negli Stati Uniti di chi proviene da alcuni paesi a maggioranza musulmana (Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen) per «proteggere la nazione dai terroristi stranieri». Inoltre, ha dimezzato il numero dei rifugiati che gli Stati Uniti prevedono di accettare quest’anno, dando la priorità alle «minoranze cristiane perseguitate».

 ARMI. «Avete un amico alla Casa Bianca» ha detto Trump al congresso dei produttori di armi americani. Ha promesso di eliminare le zone in cui le armi non si possono portare (scuole e chiese) in ossequio al diritto dei cittadini statunitensi a detenere e portare armi. In più ha proposto di aumentare di 54 miliardi di dollari le spese militari. Francesco la pensa in modo totalmente opposto: «I fabbricanti di armi che sono mercanti di morte dovranno rendere conto a Dio» ha detto più volte.

PENA DI MORTE. Trump è favorevole alla pena di morte. Durante la campagna elettorale ha promesso di ordinare «l’immediata esecuzione di ogni condanna a morte per chi ha ucciso un agente di polizia». Per Francesco «oggi la pena di morte è inammissibile, per quanto sia grave il reato commesso dal condannato. Essa non rende giustizia alle vittime, ma incoraggia la vendetta. Il comandamento ‘Non uccidere’ ha un valore assoluto e riguarda sia l’innocente si il colpevole».

 AMBIENTE. Per il Papa «Dio ci ha fatto dono di un giardino rigoglioso, ma lo stiamo trasformando in una distesa inquinata di “macerie, deserti e sporcizia” (Enciclica Laudato si’, 161). Non possiamo arrenderci o essere indifferenti alla perdita della biodiversità e alla distruzione degli ecosistemi, spesso provocate dai nostri comportamenti irresponsabili ed egoistici».  Trump è invece contrario alle principali regolamentazioni ambientali (introdotte da Barack Obama) a cominciare da quelle per la riduzione delle emissioni di inquinanti nell’aria.

di Franco Oppedisano

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