Il viaggio di Francesco a Fatima: tutta la verità sui Segreti

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I tre pastorelli di Fatima

I tre pastorelli di Fatima

Papa Francesco ha ormai… la valigia pronta. Venerdì 12 nel primo pomeriggio partirà per il Santuario portoghese di Fatima per un nuovo, importantissimo viaggio apostolico. Importantissimo perché per Francesco è la prima volta da Pontefice a Fatima. Ma soprattutto perché l’occasione è grandissima: il centenario delle apparizioni di Maria ai tre pastorelli. Due di questi pastorelli, Giacinta e Francisco, verranno, proprio in questa occasione, canonizzati dal Pontefice.

A questo punto però è anche il caso di fare chiarezza, su un altro punto affascinante: i famosi Segreti di Fatima. Il mondo li conosce come i tre Segreti di Fatima e sicuramente costituiscono uno dei “misteri” più affascinanti della storia della Chiesa nel Novecento. 

Abbiamo scritto la parola misteri tra virgolette, perché per la Chiesa da tempo non c’è più nulla di misterioso nel racconto che suor Lucia (l’unica dei tre pastorelli di Fatima ad avere avuto una lunga vita: è morta nel 2005 a 97 anni) ha fatto del messaggio – unico, ma diviso in tre parti – che la Madonna consegnò ai bambini.

Tuttavia non sono pochi quelli che credono che non tutto il racconto sia stato reso pubblico. Citano presunte imprecisioni nei resoconti ufficiali degli svelamenti, dichiarazioni fatte anche da religiosi e congetture più o meno fondate… Sarà possibile, dunque, che il pellegrinaggio di Francesco a Fatima, il 12 e 13 maggio, risvegli polemiche e curiosità. Ma che cosa diceva il messaggio della Madonna? Ripercorriamo ogni passo di questa storia.

13 LUGLIO 1917:
LA VISIONE La vicenda comincia il 13 luglio 1917, quando i pastorelli Lucia, Francisco e Giacinta hanno la terza delle loro sei visioni mariane. Alla Cova da Iria (la “conca della pace”, la località dove pascolavano le loro pecore e capre) con loro ci sono centinaia di persone, ma solo i bambini vedono e (solo Lucia e Giacinta) sentono la Signora. Lucia, l’unica che parla, si lamenta per i rimproveri e le prese in giro che hanno subìto dopo aver raccontato dei primi incontri: «Vorrei domandarvi chi siete e di fare un miracolo perché tutti credano che ci apparite», dice.

il PRIMO SEGRETO:
LA VISIONE DELL’INFERNO

La Madonna prima rincuora i bambini, poi dona loro una visione tanto terribile quanto breve (durò un momento) dell’Inferno con il suo orrore, e questo è il primo Segreto. 

Dalle parole di suor Lucia: “Vedemmo come un oceano di fuoco. Immersi in quel fuoco i demoni e le anime (dannate, ndr), che erano come bragia trasparente, nera o bronzea, e avevano forma umana”.

il SECONDO SEGRETO:
LA GUERRA MONDIALE

La Madonna continua a parlare. Dice che è vicina la fine della Prima guerra mondiale (si sarebbe conclusa 16 mesi dopo), ma ne scoppierà un’altra se gli uomini non smetteranno di offendere Dio e la Russia non si convertirà. Dopo tanto strazio, il Papa le avrebbe consacrato la Russia, che si sarebbe convertita, e così il mondo sarebbe stato per un po’ in pace… È questo il secondo Segreto.

Dalle parole di suor Lucia: “La guerra sta per finire; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il pontificato di Pio XI ne comincerà un’altra ancora peggiore (suor Lucia indicò come evento scatenante della Seconda guerra mondiale l’annessione dell’Austria alla Germania nazista, conclusa il 10 aprile 1938, ndr). Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta (suor Lucia la identificò nella aurora boreale tra il 25 e il 26 gennaio 1938; la guerra cominciò il 1° settembre 1939, sotto Pio XII, ndr), sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre.

31 AGOSTO 1941: i DUE SEGRETI sono RIVELATI

Facciamo un salto avanti con la storia. Nel 1935, su richiesta di monsignor José Alves Correia da Silva, vescovo di Leiria-Fatima, suor Lucia inizia a scrivere le sue Memorie: sei testi in cui racconta la vita sua e dei due cuginetti, e gli “incontri” con la Madonna. Lette le prime due Memorie, il 26 luglio 1941 il vescovo esorta suor Lucia ad affrontare anche il tema del Segreto, a cui aveva già accennato. Il 31 agosto, dunque, la terza Memoria è pronta e parla subito del Segreto: “Il segreto consta di tre cose distinte, due delle quali sto per rivelare”, e rivela quel che avete letto prima. Tace, però, sulla terza “cosa”.

Papa Pio XII rivela al mondo i primi due segreti nel 1942 consacrando il mondo al Cuore immacolato di Maria.

OTTOBRE 1943: IL TERZO SEGRETO “RIVELATO”

Nel 1943 il vescovo chiede a suor Lucia di rivelare anche la terza parte del Segreto. Lei dirà di aver provato più volte a scrivere, ma di non esserci riuscita fino al 3 gennaio 1944, quando riceve il “permesso” dalla Madonna in una visione (Lucia ebbe visioni e rivelazioni anche dopo il 1917). 

La suora decide di “secretare” il suo scritto chiudendolo in una busta su cui scrive che potrà essere aperta dopo il 1960. Non è un “ordine” della Madonna, dirà, ma un’intuizione sua: pensava che prima del 1960 il messaggio non si potesse capire.

i pontefici di fronte
al terzo segreto

La busta di suor Lucia giunge all’Archivio del Sant’Uffizio, in Vaticano, il 4 aprile 1957. Il 17 agosto 1959 viene portata a Giovanni XXIII, ma il Papa santo la restituisce ancora chiusa. Il 27 marzo 1965 Paolo VI apre la busta e legge, ma rimanda tutto in Archivio decidendo di non rivelare nulla. Giovanni Paolo II chiede la lettera dopo l’attentato subìto in piazza San Pietro il 13 maggio 1981. La riceve il 18 luglio 1981, la legge e l’11 agosto la rende al Sant’Uffizio. Svelerà al mondo il terzo Segreto dopo la messa di beatificazione dei pastorelli Francisco e Giacinta a Fatima, il 13 maggio 2000.

il TERZO SEGRETO:
IL MARTIRIO DEL PAPA

Diciassette anni fa, dunque, in quella Fatima che oggi attende Francesco, il mondo viene a conoscenza del terzo Segreto.

La prima comunicazione è sintetica e viene data dal cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato vaticano, dopo la messa di beatificazione. Dice: «La visione di Fatima riguarda soprattutto la lotta dei sistemi atei contro la Chiesa e i cristiani, e descrive l’immane sofferenza dei testimoni della fede dell’ultimo secolo del secondo millennio. È una interminabile Via Crucis guidata dai Papi del Ventesimo secolo».

Il 26 giugno 2000 finalmente si conoscono le parole esatte con cui suor Lucia descrive l’ultima parte del Segreto

È la visione di un vescovo vestito di bianco (forse il Santo Padre: i pastorelli non potevano né volevano interpretare nulla, come disse suor Lucia, che volle affidarsi alla saggezza “interpretativa” del Papa che avrebbe letto) che sale una montagna ripida su cui è infissa una croce, seguito da altri vescovi e religiosi, mentre un angelo tuona «Penitenza!». La salita è drammatica, avviene tra le rovine di una città. Infine il vescovo si inginocchia di fronte alla croce e viene ucciso da soldati; con lui muoiono tutti gli altri della processione. Due angeli raccolgono il sangue di questi martiri e bagnano le anime che si avvicinano a Dio.

San Giovanni Paolo II aveva spiegato l’esito benevolo dell’attentato del 1981 con una “mano materna” che aveva guidato la pallottola permettendo al “Papa agonizzante” di fermarsi “sulla soglia della morte”: è un’immagine che sicuramente richiama la visione e può spiegare perché papa Wojtyla decise che non era più tempo di tenerla segreta.

Come scrisse il cardinale Joseph Ratzinger, incaricato del commento ufficiale al testo, il terzo Segreto non è una profezia, ma la visione di una Via Crucis per “mobilitare le forze del cambiamento in bene”, che si conclude dicendoci che nessuna sofferenza è vana, perché la potenza risanatrice di Dio trionferà.

ESISTE ancora qualche ALTRO SEGRETO?

A questa domanda la Chiesa ha risposto con semplicità e chiarezza: no.

di Enrico Casarini

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