Il Santo Padre sostiene «Fly for peace»

25 luglio 2014 Foto e video story

tweet
Le spettacolari evoluzioni delle Frecce Tricolori presenti alla manifestazione  (credits: Getty images)

Le spettacolari evoluzioni delle Frecce Tricolori presenti alla manifestazione (credits: Getty images)

Pace, nient’altro che pace. Per la Terra Santa. Per l’Ucraina. Per l’Iraq. È stato questo il desiderio che papa Francesco ha voluto trasmetterci nell’Angelus. E proprio a sostegno della pace dal 18 al 20 luglio a Trapani ed Erice si è svolta un’iniziativa chiamata «Fly for peace» (in inglese significa «Volare per la pace»), ideata dall’Associazione omonima e organizzata dall’agenzia Sinergie.

«Auspico che “Fly for peace” contribuisca a favorire la presa di coscienza degli universali valori della pace e della  solidarietà. Auguro vivi auspici per un rinnovato impegno nella costruzione di una convivenza più giusta e fraterna, privilegiando il dialogo come forma di incontro per fuggire dalla globalizzazione dell’indifferenza, che fa lentamente abituare alla sofferenza dell’altro».

Impariamo il bello della convivenza
Sono alcuni dei concetti che papa Francesco ha affidato al segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, affinché fossero inviati per la lettura durante l’eucarestia (qui sotto il box con il telegramma integrale firmato dal cardinale Parolin). Queste parole sono state lette domenica mattina nel corso della Santa Messa concelebrata dal vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli e dal vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero dal grande palco allestito sul lungomare di Trapani. Una Messa che ha rappresentato il momento più profondo della manifestazione.

Dibattiti, preghiere e lo show aereo
In realtà, il primo atto di «Fly for peace» risale a qualche settimana fa. Al 24 giugno per la precisione, quando è partito in missione umanitaria per la città di Beirut un volo dell’Aeronautica militare: trasportava aiuti destinati ai rifugiati siriani ospiti in Libano (la Siria, infatti, è un’altra nazione in guerra). Sì, è stata proprio l’Aeronautica a occuparsene, che così ha dimostrato come anche un corpo militare possa dedicarsi a progetti di pace e cooperazione a livello internazionale.

La tre giorni siciliana si è articolata, invece, in differenti capitoli. Tutto è cominciato venerdì e sabato a Erice con i «Dialoghi
di pace», una serie di dibattiti a cui hanno partecipato varie personalità. Tra queste l’astronauta catanese Luca Parmitano, che è anche stato presente alla riapertura della Torretta Pepoli, uno dei luoghi simbolo di Erice che torna a essere un Osservatorio sulla pace.

A suggellare questi incontri è stata la serata di sabato moderata dalla giornalista Carmen Lasorella. Domenica mattina, poi, come abbiamo detto si è svolta la Messa. Ma non solo. C’era anche il «Villaggio della pace», al centro del quale era collocato il palco, che ha ospitato diverse strutture con incontri, spettacoli, concerti e seminari. E a conclusione dell’evento c’è stato lo show delle Frecce Tricolori unite ad altre pattuglie acrobatiche. Davanti a decine di migliaia di persone per ben tre ore gli aerei si sono lanciati in spettacolari evoluzioni con le loro caratteristiche scie colorate.

Il telegramma del Papa
In occasione della prima edizione dell’evento «Fly for peace», nel solco dello spirito francescano di Assisi, per riportare al centro dell’interesse nazionale ed internazionale l’inderogabile necessità di pace, di cooperazione e di dialogo interreligioso e interculturale tra i diversi popoli del Mediterraneo, valorizzando la naturale vocazione della Sicilia nel processo di integrazione e di solidarietà tra le genti, il Sommo Pontefice Francesco rivolge agli organizzatori e alle realtà ecclesiali e civili che ospitano la significativa manifestazione il suo beneaugurante saluto, auspicando che essa contribuisca a favorire la presa di coscienza degli universali valori della pace e della solidarietà.

Sua Santità formula vivi auspici per un rinnovato impegno nella costruzione di una convivenza più giusta e fraterna, privilegiando il dialogo come forma di incontro per fuggire dalla globalizzazione dell’indifferenza, che fa lentamente abituare alla sofferenza dell’altro. Il Santo Padre affida i voti e le attese alla materna intercessione di Maria, Madre del Principe della pace, perché le popolazioni di Sicilia e del Mediterraneo siano colme di prosperità e di speranza e, mentre chiede di pregare per lui e per il suo universale ministero, volentieri invia a Vostra Eccellenza, alle Autorità e a tutti i partecipanti l’implorata Benedizione Apostolica, estendendola all’intera popolazione.

Cardinale Pietro Parolin - Segretario di Stato di Sua Santità

di Matteo Valsecchi

TAG

, , , , ,