Il pontefice a colloquio con Eugenio Scalfari

19 luglio 2014 Foto e video story

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(credits: Getty Images)

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La scorsa domenica sul quotidiano La Repubblica è comparso un lungo articolo dedicato a papa Francesco. Un dialogo tra Eugenio Scalfari, l’ex direttore del giornale, e il Santo Padre durante il quale sono stati trattati moltissimi argomenti. «Non si può e non si deve parlare in alcun modo di intervista nel senso abituale del termine», ha specificato, tuttavia, padre Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede. «Bisogna far notare che ciò che Scalfari attribuisce al Papa, riferendo fra virgolette le sue parole, è frutto della sua memoria, ma non di trascrizione precisa di una registrazione e tantomeno di revisione da parte dell’interessato », ha specificato.

Il colloquio viene descritto come «cordiale» e ha toccato temi delicatissimi. Innanzitutto la piaga degli abusi sessuali sui minori: «La corruzione di un fanciullo», ha riportato Repubblica, «è quanto di più terribile e immondo si possa immaginar  se, come risulta dai dati che ho potuto esaminare, gran parte di questi fatti abominevoli avvengono all’interno delle famiglie o comunque d’una comunità di antiche amicizie. La Chiesa lotta perché il vizio sia debellato e l’educazione recuperata. Ma anche noi abbiamo questa lebbra in casa. Molti miei collaboratori che lottano con me mi rassicurano con dati attendibili che valutano la pedofilia dentro la Chiesa al livello del due per cento. Questo dato dovrebbe tranquillizzarmi, ma debbo dire che non mi tranquillizza affatto. Lo reputo anzi gravissimo».

Un altro argomento è quello della mafia: «Non conosco a fondo il problema delle mafie, so purtroppo quello che fanno, i delitti che vengono commessi, gli interessi enormi che le mafie amministrano. Ma mi sfugge il modo di pensare dei mafiosi, i capi, i gregari. In Argentina ci sono, come dovunque, i delinquenti, i ladri, gli assassini, ma non le mafie. È questo aspetto che vorrei esaminare e lo farò leggendo i tanti libri che sono stati scritti in proposito e le tante testimonianze». E ancora: «La nostra denuncia della mafia non sarà fatta una volta tanto, ma sarà costante. Pedofilia, mafia: la Chiesa, il popolo di Dio, i sacerdoti, le Comunità avranno tra gli altri compiti queste principali questioni».

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