Il percorso di avvicinamento alla Quaresima

7 febbraio 2018 News

tweet
Credit Osservatore Romano

Credit Osservatore Romano

Mercoledì 14 febbraio sarà il Mercoledì delle Ceneri, giorno d’inizio del Tempo di Quaresima che ci porterà alla Pasqua, quest’anno festeggiata domenica 1º aprile. Per i fedeli inizia un periodo dell’anno ricco di significato, “caratteristiche” liturgiche, obblighi e simboli, “primo” dei quali è appunto quello della cenere cui è dedicato il rito di mercoledì 14 febbraio…

La cenere, simbolo di conversione

Nel primo giorno di Quaresima il sacerdote “impone” le ceneri sul capo o sulla fronte dei fedeli: simboleggiano la polvere che diventeremo e dunque sono un invito alla conversione. Un tempo si usava la formula “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”, ispirata alla parola di Dio nel cacciare Adamo ed Eva dall’Eden; l’espressione “cospargersi il capo di cenere” significa chiedere perdono, che è la strada per prepararsi alla Pasqua. Oggi prevale l’esortazione “Convertiti e credi al Vangelo”. Le ceneri si ottengono bruciando i rami di olivo o palma benedetti l’anno prima.

Cos’è la quaresima: il “nodo” dei 40 giorni

Quaresima è una parola che viene dal latino e sta per quadragesima dies, 40º giorno prima della Pasqua. Il numero 40 è simbolico e legato alla penitenza: ci sono i 40 giorni del digiuno di Gesù nel deserto, i 40 del Diluvio e i 40 di Mosè sul Sinai, e poi ci sono i 40 anni di Israele nel deserto… 

In realtà la Quaresima è durata 40 giorni solo nei primi secoli della Chiesa. Visto che nelle domeniche non era prevista la penitenza, papa Gregorio Magno la allungò di quattro giorni per far “tornare il conto”. La fece partire, dunque, dal mercoledì precedente la prima domenica di Quaresima (il Mercoledì delle Ceneri, appunto). Visto, però, che tra Quaresima e Pasqua c’era anche il periodo del Triduo Pasquale (che parte dal Giovedì Santo, include Venerdì Santo e Sabato Santo, e finisce a Pasqua) i giorni diventavano 46… La durata attuale di 44 giorni, dunque, si è ottenuta stabilendo la fine della Quaresima con la messa vespertina in Coena Domini del Giovedì Santo.

I cambiamenti di liturgia

In Quaresima non si canta l’Alleluia e non si recita il Gloria. Si usa il colore viola per i paramenti, salvi il bianco nelle domeniche e altre feste, il rosa (facoltativo) nella quarta domenica e il rosso nella Domenica delle Palme. Ancora: niente fiori sugli altari e strumenti musicali solo per accompagnare i canti. Non si celebrano le memorie dei santi: le uniche feste sono S. Giuseppe e l’Annunciazione (19 e 25 marzo). Dalla quinta domenica si possono velare i crocefissi fino alla fine della liturgia del Venerdì Santo e le immagini fino alla veglia pasquale. I matrimoni sono sconsigliati o devono essere molto sobri.

Che cosa dobbiamo fare in Quaresima

I fedeli sono chiamati a un tempo di penitenza che consiste nel digiuno il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo, nell’astinenza dalle carni al venerdì, nella preghiera più assidua e, oggi in particolare, nella carità. Lo ha sottolineato anche Francesco nel messaggio per la Quaresima 2016 citando Gesù: “Misericordia io voglio, non sacrifici”. Del resto da tempo i parroci dicono che ha poco senso che un vegetariano, per esempio, s’impegni ad astenersi dalla carne.

LA QUARESIMA NEL RITO AMBROSIANO

Durata. La Quaresima ambrosiana inizia la sesta domenica prima di Pasqua e si conclude con la Veglia pasquale; non esiste il Mercoledì delle Ceneri: le ceneri s’impongono il primo lunedì di Quaresima o la prima domenica; il Carnevale non finisce il martedì grasso, ma il sabato dopo. Colori liturgici. Tranne sabato e domenica, al posto del viola, si usa il nero che è il colore della penitenza ancor prima che del lutto. Messe. I venerdì di Quaresima sono detti “aneucaristici”, senza eucaristia: non si celebrano messe; la Settimana Santa è chiamata Autentica; i riti del Triduo sono molto diversi dal rito romano.

QUARESIMA. LA FORZA DI UNA PAROLA

Modi di dire. Le caratteristiche “penitenziali” di questo periodo hanno generato vari modi dire: “magro come una quaresima”, “lungo come una quaresima”, “sembrare lo sposo della quaresima” (cioè essere emaciato). Soprannome. Da queste caratteristiche è venuto anche il soprannome “Quaresima” per una persona particolarmente magra, deperita. Cognome. Dal soprannome si è poi formato il cognome Quaresima, che oggi è portato da più di 1.500 italiani, in particolare in Lazio e in Umbria; ci sono poi varianti: il toscano Quaresimi, il veneto Quaresimin e il bresciano Quaresmini.

di Enzo Caffarelli

TAG

, , ,

VEDI ANCHE