Il Papa vuole il battesimo per i figli di tutte le coppie

26 ottobre 2017 Parole e pensieri

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Credit Osservatore Romano

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La Chiesa secondo papa Francesco deve sempre e comunque avere le porte aperte: un luogo dove tutti devono sentirsi liberi di trovare ospitalità e dove nessuno deve essere escluso o messo in un angolo. Il Santo Padre è tornato a ribadirlo durante la sua omelia nella messa mattutina a Casa Santa Marta di giovedì mattina. 

Questa volta, Francesco si è riferito a una brutta usanza di cui è stato testimone quando viveva in Argentina: quella di alcuni preti che si rifiutavano di battezzare i figli delle coppie non sposate in chiesa. 

Le parole di Francesco sono arrivate commentando un passo del Vangelo di Luca dedicato alla gratuità della salvezza.

Riferendosi alla rigidità dei dottori della Legge (troppo letterali nell’interpretazione della Parola di Dio) ha detto: «Sono tanto aggrappati alla legge che non ricevono la forza della giustizia di Dio. Questa gente chiudeva la porta ai fedeli e i fedeli non capivano: loro, tutta la loro teologia morale, facevano del manierismo intellettuale, ma non arrivava alla gente e, con questo, allontanavano la gente. No, questa non è la religione che io volevo: questa non è la verità della salvezza in Gesù Cristo. Io qui penso alla responsabilità che abbiamo noi pastori: quando noi pastori perdiamo o portiamo via la chiave dell’intelligenza, chiudiamo la porta a noi e agli altri».

Proprio da questo spunto, Francesco ha avviato la sua riflessione che ha toccato il delicatissimo tema del battesimo dei figli delle coppie non sposate in chiesa. Ha rivelato il Papa: «Mi viene alla memoria, e lo dico per nostra edificazione, il fatto che nel mio Paese ho sentito parecchie volte di parroci che non battezzavano i figli delle ragazze madri, perché non erano nati nel matrimonio canonico: chiudevano la porta, scandalizzavano il popolo di Dio perché il cuore di questi parroci aveva perso la chiave della conoscenza». 

Un qualcosa accaduto nel passato, ma che purtroppo avviene anche al giorno d’oggi: «Senza andare tanto lontano nel tempo e nello spazio, tre mesi fa, in un paese, in una città, una mamma voleva battezzare il figlio appena nato, ma lei era sposata civilmente con un divorziato. Il parroco ha detto “sì, sì, battezzo il bambino ma tuo marito è divorziato, rimanga fuori, non può essere presente alla cerimonia. E questo succede oggi» ha affermato «perché i farisei, i dottori della legge non sono cose di quei tempi: anche oggi ce ne sono tante».

Per questa ragione, ha aggiunto il Papa, «è necessario pregare per noi pastori, perché non perdiamo la chiave della conoscenza e non chiudiamo la porta a noi e alla gente che vuole entrare».

D’altra parte, proprio in questo ampio processo di inclusione, papa Francesco ha aperto alla possibilità di dare la comunione ai divorziati risposati. Rispondendo a una domanda diretta sul volo di ritorno dall’isola greca di Lesbo del 17 aprile 2016, il Santo Padre disse: « Io posso dire: “si”. Punto». Inoltre nella sua esortazione apostolica Amoris Laetitia scrisse: “Accolgo le considerazioni di molti Padri sinodali, i quali hanno voluto affermare che i battezzati che sono divorziati e risposati civilmente devono essere più integrati nelle comunità cristiane nei diversi modi possibili, evitando ogni occasione di scandalo”.

BATTESIMO: IL PRIMO SACRAMENTO

Il battesimo è il primo dei sette sacramenti, quello attraverso il quale si entra a far parte della Chiesa cattolica (come nelle altre Chiese cristiane). Secondo la dottrina con il battesimo si rinuncia espressamente a Satana, ci si affida a Cristo che è morto e risuscitato per noi, si viene  liberati dal peccato originale (provocato dal comportamento di Adamo ed Eva che mangiarono il frutto proibito) e si “rinasce” come figli di Dio. Il rito si svolge per infusione, ossia versando acqua sulla testa del candidato, che sia un bambino o un adulto, e recitando la formula: “Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.

di Matteo Valsecchi

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