Il Papa va in centro a comprarsi le scarpe

30 dicembre 2016 Parole e pensieri

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01 papa scarpeAveva bisogno di un paio di scarpe comode, coi plantari ortopedici, e così è andato a comprarsele. Francesco è il Papa della quotidianità, delle cose normali. Cose normali  che, siccome fatte dal Papa, finiscono per trasformarsi in grandi sorprese per chi ha la fortuna di trovarsi al posto giusto nel momento giusto.

Poco prima delle 15 di martedì 20 dicembre,  il Pontefice a bordo della sua Ford Focus blu è uscito dal Vaticano accompagnato solo dall’autista-gendarme per recarsi nel negozio di Sanitaria e Ortopedia AMISI in via del Gelsomino 50, dove aveva una visita privata, prenotata qualche giorno prima, con il tecnico Mimmo Simone che attraverso mezzi sofisticati e computerizzati si è occupato di disegnare il tipo di plantare perfetto per lui.

«Nulla di grave, gli è andato giù il metatarso ma senza plantare cammina male», aveva detto in un’intervista a Il mio Papa, Carlos Samaria, il calzolaio di fiducia di Bergoglio a Buenos Aires. 

Il negozio AMISI e Casa Santa Marta distano in linea d’aria circa un chilometro, 12 minuti a piedi, 3 in auto. Quindi un trasferimento brevissimo che ha portato di nuovo il Papa fuori dalle mura vaticane per motivi “privati” e non istituzionali, come il 3 settembre del 2015, quando Francesco uscì dalle mura pontificie per andare in centro, in un negozio di ottica in via del Babuino a cambiare gli occhiali: anzi «solo le lenti, perché la montatura è a posto», come disse all’ottico affermando di non voler spendere molto!

E, come quella volta, la sorpresa per i clienti del negozio e chi si trovava nei paraggi è stata grandissima. Non c’erano televisioni, radio, fotografi; nessuno sapeva niente, a parte i dipendenti della struttura che però dovevano mantenere il riserbo assoluto. Ma sono bastate qualche foto e un video girato col cellulare e pubblicato su Facebook a dare la notizia che subito ha fatto il giro del mondo.  

Ad accogliere il Pontefice, oltre a tutto lo staff dell’Ortopedia e Sanitaria, anche il medico personale del Santo Padre: il professor Fabrizio Soccorsi, che lo accompagna in tutti i suoi viaggi e spostamenti e che si prende cura di lui quotidianamente con professionalità e affetto, seguendolo come un angelo. È plausibile che Francesco avesse espresso proprio col professor Soccorsi, il bisogno di una calzatura che lo sostenesse di più nel passo, che lo aiutasse a non stancarsi troppo, visto il tempo che trascorre in piedi e soprattutto che gli desse sollievo dal dolore che prova per via del trauma al metatarso, dei problemi all’anca e al nervo sciatico.  Ma il titolare di via del Gelsomino 50 ha anche affermato che il Papa si è recato lì per una serie di motivi anche non legati alle scarpe ortopediche. In ogni caso, dopo la visita specialistica, Francesco non ha potuto fare a meno di intrattenersi con i presenti e ha anche lasciato su un foglio una dedica. 

Inoltre ha benedetto un crocifisso di legno e argento che è affisso proprio all’interno della struttura. Intenso l’abbraccio con un ragazzo che ha parlato con lui in disparte, quasi come in una confessione. Anche con le signore più anziane Francesco si è intrattenuto benevolmente, scambiando qualche battuta circa gli “acciacchi” dell’età. Non sappiamo con certezza se quel giorno stesso abbia ritirato le scarpe (quelle ortopediche costano circa 100 euro) e i plantari (una settantina di euro) oppure se ha soltanto preso le misure (ricordiamo che il Papa calza un 43-44): di certo però le sue calzature, che usa fino a logorarle, come ci aveva confidato Samaria (vedi riquadro nell’altra pagina), avevano bisogno di modifiche per venire incontro a tutte le sue esigenze di postura. Comunque, nonostante le sue intenzioni di uscire in sordina come un semplice cittadino, anche stavolta… non ha potuto che comportarsi da Papa, e gli è riuscito benissimo!

IN ARGENTINA LE SCARPE DI BERGOGLIO LE FACEVA CARLOS SAMARIA

Si chiama Carlos Samaria e oggi è il proprietario del Grupo Alemana, la più antica e grande azienda ortopedico-sanitaria di Buenos Aires. Però ha cominciato la sua carriera come artigiano. E proprio a lui si era rivolto l’allora padre Jorge Bergoglio per avere delle calzature ortopediche. «Ci siamo conosciuti quando era ancora prete. Qui vicino c’è il collegio gesuita di San Miguel dove insegnava: veniva a dire messa nella cappelletta dell’azienda. È diventato cliente e poi amico. Andavo a trovarlo in arcivescovado alle 7, per non fargli perdere tempo. Jorge non è un buon cliente! Non vuole mai scarpe nuove, un paio gli dura quattro anni», ci ha raccontato in un’intervista (Il mio Papa, n° 39 anno 2014).

I CONSIGLI DELL’ESPERTO

I piedi sono una parte fondamentale del corpo perché ci consentono la posizione eretta, il movimento, l’equilibrio. Ma possono “ammalarsi” e subire danni o iniziare a funzionare male per malformazioni, problemi legati all’età, traumi, paresi e danni neurologici  dovuti ad uno scadimento delle funzioni del cervelletto che coordina i muscoli, per il mantenimento della postura. In genere la scarpa ortopedica può diventare necessaria intorno ai 65-70 anni, quando proprio per l’insorgere di alcune patologie (arterosclerosi, malattie di Parkinson o Alzheimer, artrosi, l’osteoporosi) o solo per l’età, l’anziano va più incontro a distorsioni, storte, fratture. Un plantare adeguato, a seconda del tipo di piede (greco, quadrato, egizio, cavo, pronato, supinato), aiuta a stabilizzare l’appoggio, migliorando il passo e l’equilibrio. Fondamentale sarebbe camminare a piedi nudi qualche ora al giorno in casa, e uscire con scarpe fatte apposta per il problema riscontrato dallo specialista. 

di Cecilia Seppia

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