Il Papa spiega la predilezione per l’immagine della “Vergine che scioglie i nodi”

15 marzo 2017 Parole e pensieri

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Credit Osservatore Romano

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Papa Francesco è tornato a parlare di un’immagine della Vergine a lui particolarmente cara, quella di “Maria che Scioglie i Nodi”. Lo ha fatto nella sua intervista rilasciata al settimanale tedesco “Die Zeit”. E finalmente ci svela il mistero spiegando come si è “innamorato” di questa rappresentazione di Maria, del XVIII secolo, attribuita al pittore barocco Johann Georg Melchior Schmidtner, che si trova nella chiesa di Sankt Peter am Perlach ad Augsburg (Augusta) in Germania: la città bavarese che, come si è sempre raccontato, il Papa avrebbe visitato a metà degli anni ’80 durante la sua permanenza a Francoforte, per preparare la tesi di dottorato su padre Romano Guardini, filosofo e teologo.

A quanto pare però le cose sarebbero andate un po’ diversamente da quanto si sapeva…

«Io non sono stato mai ad Augsburg», afferma Francesco nell’intervista. «Ma pensi!» ribatte il giornalista del “Zeit” «l’ho letto in una sua biografia abbastanza autorevole». Il Santo Padre, così, inizia il suo racconto: «La storia è questa: una religiosa, che io conoscevo abbastanza, per Natale mi ha inviato un saluto, una cartolina con quell’immagine della Madonna. Io l’ho vista, sono rimasto colpito e mi sono interessato. Vuol sapere perché? Non si tratta certo di un quadro grandioso, anzi! È un barocco scadente, mediocre». Eppure quel nastro bianco con tutti quei nodi che Maria tiene tra le sue mani colpisce il cuore e la mente di Bergoglio che ripercorre così il significato di questo dipinto.

Prosegue Francesco: «Il quadro riprende una frase di Ireneo di Lione. Il donatore del quadro aveva serie difficoltà con la moglie… Certo le voleva bene, e anche lei a lui, ma qualcosa non andava…Quindi decide di chiedere consiglio a un padre gesuita, il quale fa una cosa del tutto particolare: prende il nastro lungo bianco un po’ ingiallito dal tempo, che è era stato usato durante la cerimonia del matrimonio e lo annoda in tre punti, poi inizia a pregare la Madonna, chiedendo la sua intercessione…». I protagonisti di questa storia hanno dei nomi: si tratta del nobile tedesco Wolfgang Langenmantel, sua moglie Sophie Imhoff e del gesuita padre Jakob Rem.

Per chiedere la Grazia tanto attesa, i tre si ritrovano davanti all’altare della Vergine ad Augsburg pregando per la loro riconciliazione. Finché un giorno la corda si scioglie miracolosamente davanti ai loro occhi e il nastro, usato secondo tradizione durante la celebrazione del matrimonio per legare le mani degli sposi, ritorna a essere candido.

Anni dopo, il nipote di Wolfgang e Sophie, Hieronymus, diventato Canonico della chiesa di Sankt Peter, commissiona a Schmitdner il quadro per ringraziare Maria di aver salvato l’unione dei suoi nonni. E così  si diffonde anche la devozione, ma la popolarità dell’immagine rimane limitata ai territori circostanti per almeno duecento anni.

Solo nel XX secolo questo volto mariano esce dai confini europei e arriva in America Latina, grazie a Jorge Mario Bergoglio che inizia a promuoverne il culto a Buenos Aires, distribuendo ai sacerdoti stampe che riproducono il quadro. Nel 1996, il parroco della parrocchia di San José del Talar dedica un altare alla “Scioglinodi” e oggi questa chiesa è conosciuta anche come “Santuario de la Virgen que desata nudos” dove ogni 8 del mese centinaia di pellegrini si riuniscono per celebrare la festa di Maria. Nel 2011 è lo stesso Bergoglio a celebrare messa a San José, ribadendo nell’omelia l’importanza di affidarsi alla Madonna con fiducia. Insomma quello di Francesco per la “Scioglinodi” è stato amore a prima vista. A lei si rivolge, di lei parla durante le udienze, la cita nei saluti ai giovani sposi. Di lei, ancora, ha un quadro, che ha fatto appendere vicino alla cappella di Santa Marta, davanti al quale sosta e prega più volte al giorno. E adesso il volto della Madonna dei Nodi arriva anche  su una moneta da 50 euro emessa dall’Ufficio Filatelico e Numismatico Vaticano.

IL QUADRO E’ ISPIRATO A IRINEO DI LIONE

“Il nodo della disobbedienza di Eva ha avuto la sua soluzione con l’obbedienza di Maria; ciò che la sua vergine Eva aveva legato con la sua incredulità, la vergine Maria l’ha sciolto con la sua fede”. Queste parole le scrisse Ireneo di Lione (130 – 202 d.C.) circa 150. Vescovo, teologo e Santo, è considerato uno dei padri della Chiesa cattolica. Nato a Smirne in Asia Minore (oggi Turchia), cresciuto in una famiglia già cristiana, fu istruito alla scuola di Policarpo (discepolo di Giovanni apostolo e vescovo di Smirne). Trasferitosi in Europa, dal 177 Ireneo divenne vescovo di Lugdunum, l’antico nome della città francese di Lione. Secondo la tradizione della Chiesa fu martirizzato. Venne sepolto nella chiesa di San Giovanni, che più tardi venne rinominata in suo onore di Sant’Ireneo. La sua tomba e i suoi resti furono distrutti nel 1562 dagli Ugonotti durante le guerre di religione francesi.

LA PREGHIERA DI FRANCESCO ALLA VERGINE CHE SCIOGLIE I NODI

Santa Maria, Madre di Dio, tu che sei stata donna e madre, tu che hai risposto a Dio: 

«Sia fatta la tua volontà», infondi la tua forza, la forza della tua fede e del tuo amore.

 Vergine Maria, oggi vengo a te con il cuore pieno di sofferenze.

Vengo a dolermi per le mie sofferenze fra le braccia della Madre che ci ascolta sempre, che sopporta tutto, che crede tutto.

È per questo che ricorro a te, Maria, Madre mia: liberami 

e togli i nodi che mi impediscono di essere felice, di avvicinarmi a te e a tuo Figlio.

La mia preghiera trasformi il mio cuore di pietra e mi permetta di sperare in un mondo migliore e più generoso. 

Maria, tu che sciogli i nodi, 

ascolta la mia preghiera. 

Amen!

di Cecilia Seppia

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