Il Papa si impegna per la pace in Colombia

23 dicembre 2016 Mondo di Francesco, News

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Credit Osservatore Romano

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Un minivertice a sorpresa per la pace in Colombia. Lo ha organizzato papa Francesco venerdì 16 dicembre in Vaticano. Da settimane era prevista la visita del nuovo premio Nobel per la pace, il presidente della Colombia Juan Manuel Santos Calderon. Ma, a sorpresa, il Papa ha voluto che venisse chiamato a Roma anche il capo dell’opposizione, Alvaro Uribe Velez per un incontro a tre nel palazzo apostolico. 

Bergoglio e la diplomazia vaticana si sono dati molto da fare per il processo di pace nel Paese sudamericano. Da 52 anni è in corso una guerra civile che vede scontrarsi il governo di Bogotà con i guerriglieri delle Farc (le Forze armate rivoluzionarie della Colombia) e di altri gruppi armati (Eln, M19 e altri ancora).

Dopo sei anni di colloqui ospitati a L’Avana, la capitale di Cuba, il presidente Santos e il capo dei guerriglieri delle Farc, Rodrigo Londono, detto Timochenko, il 26 settembre scorso nella città colombiana di Cartagena hanno firmato l’accordo di pace alla presenza del Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin.

Un referendum popolare purtroppo ha bocciato l’accordo, ma i negoziati sono ripresi e il parlamento della Colombia ha approvato una nuova e definitiva versione dell’accordo il 30 novembre. Il cammino verso una reale pacificazione però è ancora lungo e il Paese è diviso.

«Sono venuto a Roma per il ringraziare il Papa del sostegno e dell’appoggio che ha dato a questo processo di pace. Mi ha spinto e mi ha aiutato a superare le difficoltà», dichiara Santos Calderon. Il Pontefice desidera visitare la Colombia quanto prima, ma la condizione è che vi sia una pace duratura e che si attui quanto previsto dall’accordo, in particolare che cessino le violenze nel Paese e i guerriglieri riconsegnino le armi.

Perciò Francesco ha chiamato a Roma anche il capo dell’opposizione, l’ex presidente colombiano Alvaro Uribe Velez, da sempre contrario all’accordo. È la prima volta che un Pontefice organizza  un minivertice di questo tipo nel suo studio privato. Il Santo Padre prima ha incontrato faccia a faccia e separatamente i due leader colombiani, poi li ha convocati insieme.

Papa Francesco ha «espresso apprezzamento per il processo di pace» e ha auspicato che «tale pace sia stabile e duratura». Francesco ha sottolineato «l’importanza dell’incontro e dell’unità tra le forze politiche colombiane e dell’impegno delle Farc, mentre la Chiesa locale potrà continuare a offrire il suo contributo per la riconciliazione nazionale e per l’educazione al perdono e alla concordia».

Al centro dei timori del Papa ci sono anche la piaga del narcotraffico e lo sforzo per riconvertire le coltivazioni di coca nel Paese. Francesco, di fronte ai due presidenti, ha parlato della «cultura dell’incontro» e ha sottolineato l’importanza del «dialogo sincero tra tutti gli attori della società colombiana in questo momento storico». Significativo il dono del presidente Santos Calderon al Papa: la penna con la quale sono stati firmati gli accordi di pace. È stata fatta con il proiettile da 50 mm di una mitragliatrice. Sopra c’è scritto: «Le pallottole sono state il nostro passato. La pace è il nostro futuro».

SANTOS CALDERON, PREMIO NOBEL PER LA PACE

“Per i suoi sforzi risoluti nel portare la fine di una guerra civile che dura da oltre 50 anni”. Con questa motivazione il Comitato di Oslo (il collegio di studiosi che ogni anno sceglie quale personalità benemerita insignire  con il prestigioso riconoscimento) ha deciso di assegnare il 7 dicembre il premio Nobel per la pace proprio al presidente della Colombia, Juan Manuel Santos Calderon. Santos, 65 anni, è anche giornalista e discende da una potente famiglia di magnati della stampa del suo Paese. Lo scorso anno il premio Nobel per la pace fu asegnato  al cosiddetto “Quartetto per il dialogo nazionale tunisino” per la ricostruzione della democrazia nel Paese nordafricano.

di Ignazio Ingrao

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