Il Papa: “Senza cresima si è cristiani a metà”

17 settembre 2014 Foto e video story

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Il Papa consacra gli Oli Santi (l’olio crismale, dei catecumeni e degli infermi) durante la Messa Crismale, tre giorni prima di Pasqua (credits: Getty Images)

Il Papa consacra gli Oli Santi (l’olio crismale, dei catecumeni e degli infermi) durante la Messa Crismale, tre giorni prima di Pasqua (credits: Getty Images)

Qualche anno dopo avere ricevuto la Prima Comunione, per i giovani incamminati sul percorso dell’iniziazione cristiana, arriva il momento della Cresima. La preparazione per ricevere questo Sacramento ha durata variabile anche se, di solito, anche in questo caso il catechismo dura due anni e incomincia tra la seconda e la terza media.

“Solo così saremo perfetti cristiani”
La difficoltà maggiore per i catechisti è riuscire a catturare l’attenzione dei ragazzi di questa età che, rispetto ai bambini delle elementari, hanno una tendenza più sviluppata a rifuggire dagli impegni e, va detto, sono spesso oberati dai compiti scolastici. Inoltre, c’è la tendenza, assolutamente fuorviante, di considerare la Cresima un Sacramento che si può fare in qualsiasi momento della vita, magari prima di sposarsi e, dunque, non c’è motivo di iniziare la preparazione così in fretta.

In realtà, la Cresima è il Sacramento che ci rende perfetti cristiani. Non a caso, si chiama anche Confermazione, perché conferma e rafforza la grazia che abbiamo ricevuto nel Battesimo. Lo ha detto anche papa Francesco durante un’Udienza lo scorso gennaio: questo Sacramento va inteso «in continuità con il Battesimo» e «questi due Sacramenti, insieme con l’Eucaristia, formano un unico evento salvifico». Per il Pontefice, «quando accogliamo lo Spirito Santo nel nostro cuore e lo lasciamo agire, Cristo stesso si rende presente in noi e prende forma nella nostra vita; attraverso di noi sarà Lui a pregare, a perdonare, a infondere speranza e consolazione, a servire i fratelli, a farsi vicino ai bisognosi e agli ultimi, a creare comunione, a seminare pace.

Ma pensate a quanto è importante tutto questo: che viene attraverso lo Spirito Santo lo stesso Cristo a fare tutto questo in mezzo a noi e per noi!». Per questo, ha sottolineato Francesco, «è importante che i bambini e i ragazzi ricevano questo Sacramento. Tutti noi abbiamo cura che siano battezzati: e questo è buono! Ma forse non abbiamo tanta cura che ricevano la Cresima: restano a metà cammino».

Perché Francesco ha parlato dello Spirito Santo? Perché, come ci ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica, è questo l’effetto della Confermazione, che si riceve una sola volta nella vita: la speciale effusione dello Spirito Santo, come quella della Pentecoste. E questa effusione, oltre ad apportare una crescita della grazia battesimale, a unire il cristiano più saldamente a Gesù e alla Chiesa e a donare una speciale forza per testimoniare la fede, rinvigorisce i sette doni dello Spirito Santo: la Sapienza, l’Intelletto, il Consiglio, la Fortezza, la Scienza, la Pietà e il Timore di Dio.
Come si riceve la Cresima? C’è un segno tangibile di questo Sacramento, come l’ostia lo è per l’Eucaristia?

Sì, il segno esiste ed è il Sacro Crisma, cioè l’olio misto con balsamo, consacrato dal Vescovo. Il rito essenziale della Confermazione consiste proprio nell’unzione con il Sacro Crisma che il ministro (il Vescovo o il presbitero, suo collaboratore) fa con l’imposizione della mano sulla fronte del battezzato e pronunciando le parole sacramentali proprie del rito: “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono”. Naturalmente, la condizione essenziale per ricevere la Cresima, oltre a essere già stati battezzati, è quella di essere in stato di grazia, cioè in condizione di assenza di peccato.

Il ragazzo che riceve il Sacramento della Confermazione, inoltre, deve essere assistito da un padrino o da una madrina, cui spetta il compito di garantire che, una volta cresimato, il giovane si comporterà da “vero testimone di Cristo”. Non esistono disposizioni precise in materia, ma, solitamente, i maschi vengono accompagnati da un padrino e le ragazze da una madrina. Infine, come ha puntualizzato papa Francesco, «è importante offrire ai cresimandi una buona preparazione, che deve mirare a condurli verso un’adesione personale alla fede in Cristo e a risvegliare in loro il senso dell’appartenenza alla Chiesa».

Curiosità: padrino e madrina devono essere veri esempi di fede
Il padrino e la madrina devono aiutare il cresimando a vivere la testimonianza cristiana. Nella scelta, il criterio principale non deve essere perciò, come invece spesso accade, la parentela o l’amicizia, ma quello della fede: nel giorno della Cresima, il ragazzo dovrà avere accanto una persona che rappresenti per lui un vero esempio di fede. È questo il motivo per cui la Chiesa pone condizioni precise per l’accettazione delle persone presentate, specificate al Canone 874 del Codice di Diritto Canonico.

In particolare, va ricordato che, per poter svolgere la funzione di padrino o madrina, bisogna: essere cattolici e avere ricevuto i sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell’Eucaristia; avere compiuto 16 anni e condurre una vita conforme alla fede e all’incarico che si assume;  essere, per gli sposati, in situazione matrimoniale regolare (cioè non possono fare il padrino o la madrina divorziati risposati, sposati solo civilmente o conviventi).

di Tiziana Lupi

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