Il Papa riceve e ringrazia i poliziotti della Santa Sede

12 aprile 2018 Parole e pensieri

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Credit Osservatore Romano

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Garantire l’incolumità del Papa e la sicurezza nello Stato pontificio è compito prioritario delle Guardie Svizzere e della Gendarmeria, ma nella task force deputata a proteggere e custodire Francesco, dentro e fuori le mura leonine, ci sono anche gli agenti dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza Vaticano. In una recente udienza il Santo Padre non ha mancato di far sentire il suo “grazie” per la presenza vigile e discreta che sempre sostiene il suo ministero. «Voi vi sacrificate per custodire il Papa, ma anche per custodire la gente, che non ci sia qualche pazzo che faccia una strage lì e rovini tante famiglie» ha detto Francesco. Poi ha voluto donare loro una statuetta di San Giuseppe, il Custode di Gesù, raccomandandosi di metterla in un posto visibile. Ma chi sono e cosa fanno gli agenti dell’ispettorato?

Cos’è l’Ispettorato di ps in Vaticano?

È un reparto speciale della Polizia di Stato italiana, costituito in seno ai Patti Lateranensi nel marzo del 1945 dall’avvocato Pasquale Tempesta, per affiancare la Gendarmeria nei compiti di pubblica sicurezza. Il nome originario era “Ufficio speciale di P.S. San Pietro”.

Quali sono i suoi compiti principali?

Vigilare su piazza San Pietro e sui sacri palazzi della Città del Vaticano. Garantire la sicurezza del Papa ed effettuare la sua scorta nei trasferimenti, con l’aiuto di un nucleo di Polizia Stradale che integra il servizio di protezione ravvicinata del Pontefice dal 1989. Ma anche vigilare all’interno della basilica vaticana effettuando controlli ai varchi anche con l’uso di attrezzature antisabotaggio. E poi disciplinare l’afflusso dei pellegrini e garantire il decoro di piazza San Pietro. 

Dove ha la sua sede?

L’Ispettorato ha sede a Roma in via del Mascherino 12, poco lontano da piazza San Pietro, e ha un ufficio anche a Castel Gandolfo, in piazza Libertà.

Da quanti agenti è composto?

Sono circa 150 gli agenti di Polizia che svolgono servizio presso l’Ispettorato. In occasione di grandi eventi, come è stato ad esempio per la Canonizzazione di Giovanni Paolo II, vengono però richiesti opportuni rinforzi di personale.

Chi ne è al comando?

Dal 2015 a capo dell’Ispettorato, per la prima volta c’è una donna. È Maria Rosaria Maiorino, amalfitana di 62 anni, di cui 40 quasi trascorsi in Polizia. La Maiorino ha incontrato Francesco in diverse occasioni. Più volte ai giornalisti ha confidato: «per me proteggere il Papa è un motivo di orgoglio personale, oltre che professionale».

Che uniformi indossano gli agenti?

Sono le stesse della Polizia italiana e variano a seconda della stagione (uniforme ordinaria invernale ed estiva) e del servizio. In udienza dal Papa i poliziotti vaticani indossavano l’uniforme di rappresentanza: camicia bianca, giubba blu con bottoni dorati e pantaloni grigi con una filettatura di un rosso particolare, il cremisi. Per i servizi di ordine pubblico c’è poi anche un’impermeabile incerato blu con bande bianche e il cinturone con fondina a estrazione rapida.

 Che rapporto  c’è fra Gendarmeriae ispettorato?

La Gendarmeria e l’Ispettorato Vaticano lavorano in uno strettissimo rapporto di collaborazione quotidiana con continuo scambio di informazioni. Nel caso della scorta al Santo Padre, una volta varcati in uscita i confini vaticani, subentra la competenza dell’Ispettorato e della Stradale, senza tuttavia escludere la presenza dei gendarmi.

Come si effettuano i controlli?

I controlli standard vengono effettuati con i “rapiscan”, speciali metal detector permanenti che si trovano sui lati di accesso del Colonnato di San Pietro. Gli operatori che si trovano sul fondo della piazza sono muniti invece di “sniffer”, particolari palette in grado di rilevare la presenza di esplosivi. La sala operativa dall’Ispettorato Vaticano effettua un servizio 24 ore su 24 e, grazie a un sistema di telecamere fisse, permette di monitorare ogni angolo di piazza San Pietro.

di Cecilia Seppia

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