Il Papa offre a 2.000 poveri l’emozione del Circo

19 gennaio 2018 Parole e pensieri

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Credit Stefano Spaziani

Credit Stefano Spaziani

Li attende in piedi all’entrata del circo monsignor Konrad Krajewski, Elemosiniere del Papa, il suo braccio destro quando si tratta di opere di carità e vera anima della serata di festa per duemila persone in difficoltà. I poveri, i “preferiti di Dio”, entrano alla spicciolata seguendo le luci dell’insegna del circo Medrano e che brillano nell’umida serata romana. Su decine di pullman, parcheggiati vicino alla stazione ferroviaria di Saxa Rubra (Roma), è arrivata questa umanità appesantita dalle fatiche della vita, un mondo invisibile che Francesco ha rimesso al centro della vita della Chiesa. Lo si vede dagli sguardi stanchi e dal passo lento, ma non appena si varca l’ingresso del circo – ribattezzato per l’occasione “Circo Solidarietà per i poveri del Santo Padre” – l’atmosfera cambia. Si respira eccitazione, gioia ed emozione per l’ennesimo regalo di Francesco. 

Alma viene da El Salvador e tiene stretta la mano del suo bimbo di tre anni, ha gli occhi che sorridono. «Non sono mai andata al circo – racconta – ed è la prima volta anche per lui. Devo dire grazie alle suore della mia parrocchia che ci hanno portato qui per vivere questo momento speciale». Enzo è uno dei tanti volontari dell’Elemosineria Apostolica, spiega che il circo ha il potere di far tornare bambini. «Per chi vive per strada – aggiunge – è un’occasione unica. Sono felice di poter dare una mano, tra chi dà e chi riceve è più contento chi dà».

Verso le 17.30 inizia lo spettacolo e ad aprire i giochi è il presentatore per eccellenza Pippo Baudo che introduce prima l’imprenditore Fabrizio Grandi, patrocinatore della serata insieme alla famiglia circense Casartelli e poi monsignor Krajewski che porta la benedizione del Papa. Don Corrado ringrazia tutti per la partecipazione e poi chiede di recitare un Padre Nostro, ricordando anche che in sala ci sono persone di fedi diverse. Tutti si alzano in piedi e pregano sotto il tendone che ricorda il soffitto di una grande chiesa. Poi parte la festa con i clown, i cavalli in pista e gli acrobati.

E mentre tutti si godono lo spettacolo, all’esterno ci si prepara per la distribuzione della cena al sacco. Non solo. Chi se lo sente può anche fare un check-up sugli ambulatori mobili di “Medicina Solidale”, collocati all’esterno. «La cura – spiega la responsabile Lucia Ercoli – è la felicità che stanno ricevendo questa sera. È il miglior antidoto a ogni malattia. Il fatto che siano così gioiosi dice quanto sia importante questo gesto. Curare non è solo dare medicine e questo il Papa lo ha compreso benissimo».

di Benedetta Capelli

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