Il Papa in festa per la beata Caterina

14 dicembre 2017 News

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51 Caterina ArgentinaSulla strada della santità troviamo molte figure che hanno ispirato papa Francesco, come madre Caterina di Maria (1823-1897). In vita, la religiosa argentina (di Cordoba) si chiamava Josefa Saturnina Rodriguez, e dallo scorso 25 novembre è beata. Una donna vicina a chi soffriva, persone a cui diede risposte concrete nelle loro difficoltà, alle quali portava il messaggio di Cristo. Quello di madre Caterina (Catalina per gli argentini) era un modo di fare caro al Santo Padre, con il quale la Beata ha molte cose in comune. Ma il legame fra i due va oltre: hanno pregato nelle stesse chiese della Compagnia di Gesù (a Cordoba, Buenos Aires e Roma) e hanno sempre coltivato il desiderio di prendersi cura degli altri. Il Papa l’ha ricordata all’Angelus del 26 novembre: «Lodiamo il Signore per questa donna appassionata del Cuore di Gesù e dell’umanità». Poco prima, il cardinale Angelo Amato, inviato dal Papa a Cordoba (Argentina) per la cerimonia di beatificazione, aveva letto le parole di Francesco: «Nella chiesa, ogni vocazione – matrimonio, vita consacrata, sacerdozio – inizia con un incontro con Gesù, che ci dona un’allegria e una speranza nuova. È Gesù che si fa presente nel nostro cammino e ci chiede: cosa cerchi?». Una domanda che ritroviamo anche nella vita della Beata alla quale lei rispose con quello che lei defìnì “sogno dorato”. 

A 17 anni Josefa fa i primi esercizi spirituali e scopre la vocazione di consacrare la sua vita a Dio. Ma varie vicissitudini la portano ad accettare la proposta di matrimonio di un colonnello militare. Non abbandona però il suo sogno e nel 1872, a 49 anni, riesce a formare una comunità di sorelle al servizio delle donne più vulnerabili per catechizzarle, insegnar loro a lavorare e a vivere insieme. Nascono così le “Ancelle del Cuore del Gesù”, la prima congregazione di donne la cui vita apostolica è consacrata secondo gli insegnamenti del gesuita  Sant’Ignazio. 

C’è poi un altro punto in comune fra Caterina e papa Bergoglio: l’ammirazione per l’opera di José Gabriel del Rosario, il “Cura Brochero” (fatto santo proprio da Francesco nel 2016). Sedici delle prime sorelle dell’ordine fondato dalla Beata attraversano in lungo e in largo l’Argentina per portare aiuti e la Parola di Dio. Come il Cura Brochero, la stessa Caterina percorre migliaia e migliaia di chilometri fondando altre comunità in Argentina. Nel suo viaggio che la porta in pellegrinaggio a Roma, la Beata passa per l’Uruguay, le Isole Canarie e Barcellona. Distanze elevate, percorribili solo se animati da una grande fede: col tempo, le sue figlie spirituali sono arrivate anche in Africa. 

Una di queste, Martha Miguel, è stata una grande amica di Bergoglio: l’allora monsignore visitava spesso la sede di Buenos Aires della congregazione fondata da Madre Caterina. 

Fra Bergoglio e madre Martha  l’amicizia era sincera, confermata dalla loro fitta corrispondenza: una corrispondenza trentennale, come dimostra l’intestazione delle prime lettere siglate “Collegio del Salvador”, una delle prime tappe della vita di gesuita di Bergoglio. 

Poche persone potevano usare con lui l’appellativo di “Jorgito (Giorgino, ndr)” come faceva lei. Del resto il Papa ricambiava chiamandola “Turca Miguel” (dal titolo di una canzone popolare argentina). 

Quando Wojtyla visitò l’Argentina nel 1987, suor Martha parlò a nome delle consorelle. Quel discorso colpì Bergoglio che  poco dopo scrisse una lettera a suor Martha, ringraziandola per le parole pronunciate. Ora che è il Papa è lui, in occasione della beatificazione, Bergoglio ha scritto alle consorelle di Caterina e Martha una bella lettera: la potete leggere nella pagina accanto.

di Adriano Alimonti e Federico Walls

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