Il Papa celebra la lezione di san Francesco

29 novembre 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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Più di 400 figli spirituali di san Francesco d’Assisi hanno affollato la Sala Clementina del Palazzo apostolico giovedì scorso. C’erano frati minori, minori conventuali e minori cappuccini, i “rami” che formano il Primo Ordine dei tre che costituiscono la Famiglia Francescana. E c’erano poi diversi membri del Terzo Ordine Regolare… Insomma: c’erano i volti maschili della grande famiglia dei consacrati discepoli del Patrono d’Italia. Tutti aspettavano papa Bergoglio, il pontefice che per primo ha scelto il nome del Poverello. E lui aspettava loro, come ha fatto capire aprendo il suo discorso: «Il “Signor Papa”, come lo chiamava san Francesco, vi accoglie con gioia!». E il Santo Padre era davvero felice di condividere con loro una riflessione sull’aggettivo “minore”, che segna in modo inequivocabile l’esperienza francescana.

Così ha detto il Papa: «“Tutti allo stesso modo siano chiamati minori”: con questa espressione san Francesco manifesta un elemento costitutivo della vostra vita e missione». 

Poi Francesco ha spiegato come l’aggettivo affondi le radici nel Vangelo e nell’esperienza terrena di Gesù: «La “minorità” nasce dalla contemplazione dell’incarnazione del Figlio di Dio e la riassume nell’immagine del farsi piccolo come un seme». Per Bergoglio, il Santo ha voluto imitarlo: «La vita di Francesco è stata segnata dall’incontro con Dio povero, presente in mezzo a noi in Gesù: una presenza umile e nascosta che il Poverello adora e contempla nell’Incarnazione, nella Croce e nell’Eucaristia».

Ma come vivere oggi questa “minorità”? «Prima di tutto nella relazione con i fratelli che il Signore ci ha donato, evitando qualsiasi comportamento di superiorità… La “minorità” si vive anche come espressione della povertà che avete professato, quando si coltiva uno spirito di “non appropriazione” nelle relazioni o si esercita il servizio dell’autorità con misericordia… La “minorità” va anche vissuta in relazione agli uomini e alle donne che incontrate, evitando con la massima cura ogni atteggiamento di superiorità». 

Questo tema è tornato anche nell’ultima raccomandazione: «Quando fate qualche attività per i “più piccoli”, gli ultimi, non fatelo mai da un piedistallo di superiorità. Pensate che è un modo di restituire ciò che gratuitamente avete ricevuto».

Infine il Papa ha salutato uno a uno gli ospiti, accompagnato dai loro canti.

di Laura Badaracchi

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